mercoledì 31 agosto - Alberto SIGONA

Storia dei Giochi Olimpici moderni

Ripercorriamo in sintesi la storia delle varie edizioni dei Giochi Olimpici, iniziando da Stoccolma 1912, da molti esperti considerata, probabilmente non a torto, la prima vera Olimpiade, passando in rassegna i vari dei d'Olympia, rivivendo le leggendarie imprese di gente del calibro di E. Zatopek e C. Lewis, P. Nurmi e U. Bolt, M. Spitz e Nadia Comaneci, senza trascurare gli eroi di casa Italia, da L. Berruti a M. Jacobs, da N. Nadi a K. Dibiasi.

DAGLI ALBORI AI GIOCHI HITLERIANI

STOCCOLMA 1912

Le Olimpiadi moderne prendono il via ufficialmente nel 1896 ad Atene. Quindi, dopo l'edizione greca che aveva fatto ricongiungere idealmente i Giochi Olimpici con le proprie radici, si sarebbero tenute altre 3 kermesse a cinque cerchi, Parigi 1900, Saint Louis 1904 e Londra 1908. Le prime rassegne olimpiche sono però di livello modestissimo (in linea coi tempi): l'organizzazione è approssimativa, le gare tecnicamente mediocri (in taluni casi si sfiora l'indecenza o il ridicolo, specie a Parigi e Saint Louis, equiparabili a delle autentiche fiere di paese), e la presenza delle Nazioni è generalmente molto limitata (nel 1904 molti ebbero la sensazione di assistere ad una sorta di... campionati universitari statunitensi), per una serie di pecche che inducono tuttora molti studiosi a non annoverarle fra le “vere” Olimpiadi (considerandole più che altro esclusivamente ai fini statistici).

In Svezia finalmente i Giochi compiono un notevole salto di qualità sotto diversi punti di vista, iniziando ad assumere una certa credibilità nonché una statura di elevato prestigio internazionale (non a caso è proprio da questa rassegna olimpica che facciamo partire il nostro racconto). Protagonista assoluto è il mezzofondista finlandese H. Kolehmainen, 1° nei 5.000, 10.000 e nel cross individuale (8 anni dopo avrebbe vinto anche la Maratona). L'Italia si aggiudica 3 Ori, di cui 2 nella Ginnastica (A. Braglia – già Oro a Londra - super star) ed 1 nella Scherma con Nedo Nadi (lo rivedremo dopo la Grande Guerra, fra 8 anni...). Il medagliere vede prevalere naturalmente gli USA con 25 Titoli, davanti a Svezia (24) e Gran Bretagna (10).

 

ANVERSA 1920

Dopo la sosta forzata dovuta alla Prima Guerra Mondiale (che si è portata via persino diversi atleti di chiara fama), le Olimpiadi ripartono in pompa magna. L'atleta simbolo di questi Giochi è il nostro campionissimo di Scherma, l'”Imbattibile” Nedo Nadi, capace di appuntarsi sul petto ben 5 Ori - di cui 2 in prove individuali - un record assoluto (eguagliato a Parigi 1924 dal finnico P. Nurmi nell'Atletica) destinato a durare sino al 1972 (quando sarà spazzato via dal nuotatore americano M. Spitz), e che sinora, fra gli italiani, nessuno è riuscito nemmeno ad avvicinare; il livornese agguanta così quota 6 Ori olimpici in carriera, un primato che fra gli schermidori verrà in seguito eguagliato da E. Mangiarotti e, fra le donne, da V. Vezzali (verrà in realtà superato da A. Gerevich, ma quasi tutti i Titoli del magiaro saranno a squadre, quindi di “peso specifico” minore), mentre tra gli azzurri di ogni sport è tuttora imbattuto. Ad Anversa ben 3 Ori se li accaparra anche suo fratello Aldo, ma senza successi individuali. L'Italia – che in questa kermesse compie un clamoroso balzo in avanti rispetto al passato - in toto conquista ben 13 Titoli, 2 dei quali con il marciatore U. Frigerio (3.000 e 10.000 metri di marcia) e col celebre ginnasta G. Zampori (uno a squadre), attestandosi per la prima volta fra le big dello sport. Si segnala l'esordio di una donna, la tennista Rosetta Gagliardi, prima rappresentante italica del gentil sesso (verrà eliminata dopo i primi turni). Il medagliere vede prevalere ancora gli USA (40 Ori), davanti alla Svezia (19) ed alla Finlandia, all'epoca una super potenza, specie in Atletica (ma declinerà drasticamente nel volgere di pochi decenni).

 

PARIGI 1924

Grazie anche al fondamentale intervento economico del governo francese, i Giochi del 1924 riescono a cancellare la deprecabile immagine che Parigi aveva lasciato a causa della scadente organizzazione dell'edizione del 1900. Essi saranno ricordati per sempre come i Giochi di Paavo Nurmi, “mitologico” mezzofondista finlandese (già 3 volte d'Oro ad Anversa), poliedrico come pochi, prestante come nessuno. In questi Giochi supera le potenzialità umane, aggiudicandosi ben 5 medaglie d'Oro: 1.500, 5.000 (un'accoppiata - realizzata nel giro di un'ora! - che in futuro sarà ripetuta soltanto dal marocchino H. El Guerrouj nel 2004, ma in giorni diversi), cross individuale e 2 prove a squadre. Il suo record di 5 Ori in una sola edizione (che va ad eguagliare Nadi) resisterà sino al 1972, quando sarà infranto dal nuotatore M. Spitz, ma in Atletica rimane ancora oggi ineguagliato. Nurmi continuerà a mietere successi anche ad Amsterdam 1928, toccando quota 9 Titoli olimpici, un primato che nell'Atletica verrà sì eguagliato (da C. Lewis ed U. Bolt), ma non più superato. A salire sull'altare della gloria in questa celebre Olimpiade c'è anche il connazionale V. Ritola (con cui Nurmi battaglia in alcune occasioni), che si appunta sul petto l'Oro nei 10.000, nei 3000 siepi e in 2 prove a squadre. Ad Amsterdam 1928 avrebbe toccato quota 5 Ori in carriera (vincendo i 5.000 metri), entrando anche lui nella leggenda. Fra i protagonisti si segnala altresì lo schermidore francese R. Ducret, 3 Ori (1 ind.). L'Italia – frattanto sotto dittatura fascista – disputa una signora Olimpiade, conquistando 8 Ori (1 con U. Frigerio e ben 3 nel Sollevamento pesi) ed il lusinghiero 5° posto nel medagliere, dietro agli USA (45 ori), Finlandia (14), Francia e Gran Bretagna, alla sua ultima Olimpiade vissuta da grande potenza: seguirà, infatti, un lunghissimo periodo di “carestia” (che rasenterà il fondo ad Atlanta '96), prima di tornare alla grande a Sydney 2000, collocandosi definitivamente fra le super potenze dello sport (eccellendo in primis in Atletica, Canottaggio, Ciclismo, Vela, Boxe, Tennis e Nuoto).

 

AMSTERDAM 1928

In terra olandese si registrano diverse novità che contribuiscono alla maturità dei Giochi, i primi a presentare un programma standard di circa 16 giorni, che è ancora tutt'oggi in uso. Innanzitutto le donne (comparse a Parigi 1900) fanno il loro debutto anche in Atletica e Ginnastica Artistica, un ingresso che rappresenta una considerevole svolta per lo sport femminile, che continua la sua difficile ma costante emancipazione. La Coca Cola frattanto diventa il primo sponsor olimpico (a ruota seguirà Gillette) “inficiando” la purezza delle Olimpiadi, che iniziano così ad inchinarsi al dio business: la sponsorizzazione ad ogni modo contribuirà alla crescita a dismisura dell'evento, che di lì a poco sarebbe diventato di proporzioni gigantesche sotto ogni profilo. Il rito dell'accensione del braciere olimpico, già sperimentato quattro anni prima a Parigi, diventa ufficiale.. Arrivano i primi Titoli olimpici per il Giappone, futura potenza olimpica (che farà man bassa di allori soprattutto nello Judo – lo sport nazionale -, nella Ginnastica, nella Lotta e nel Nuoto). L'Italia vince 7 Ori (3 nella Boxe), deludendo in parte le attese, specie quelle del regime fascista. Il medagliere rivede gli USA davanti a tutti con 22 Ori, seguono Germania 10, Finlandia 8, Svezia, Italia e una sorprendente Svizzera 7.

 

LOS ANGELES 1932

Organizzate in maniera egregia (come mai prima d'allora) da una Nazione, gli Stati Uniti d'America, il più forte Stato al Mondo, che inizia a riprendersi dalla colossale crisi del'29, che ha in parte intaccato il suo strapotere economico ed il suo proverbiale benessere sociale, le Olimpiadi del '32 sono finalmente un evento decisamente all'avanguardia, che proietta lo sport verso un futuro glorioso. Esse vedono l'Italia grande protagonista. Mussolini ha da tempo compreso l'importantissima funzione propagandistica dei Giochi, e si prodiga affinché gli azzurri possano mostrare al mondo la vitalità del popolo fascista. E dobbiamo dire che vi riesce molto bene, per quello che rimane uno dei pochi meriti innegabili della sua dittatura. L'Italia, in effetti, dà vita ad una kermesse impeccabile, chiudendo addirittura al 2° posto (!) - un piazzamento che non verrà mai più eguagliato - nel medagliere (inchinandosi soltanto agli imbattibili USA), con 12 Ori e 36 medaglie complessive. Il mattatore è il ginnasta Romeo Neri, che conquista 3 Ori (compresa la prova a squadre), in un'epoca in cui siamo i maestri della disciplina (non a caso a Los Angeles ci aggiudichiamo ben 4 Titoli). Si registra, tra gli altri numerosi trionfi, l'Oro di L. Beccali nei 1500m., che sino ad oggi rimane l'unica nostra affermazione in codesta distanza. 3 splendidi Ori arrivano anche dal Ciclismo. Il medagliere, come già anticipato, vede naturalmente prevalere gli USA (41 Titoli) davanti agli azzurri ed alla Francia (10), con i transalpini che col tempo consolideranno la propria posizione nel gotha dello sport (svettando soprattutto in Scherma, Ciclismo ed Atletica).

 

BERLINO 1936

Le Olimpiadi, pur fra mille polemiche e proteste, anche dure, vengono ospitate dalla Germania Nazista. Nella Patria ultra nazionalista e razzista del folle dittatore Adolf Hitler (che organizza, è giusto riconoscerlo, una grande manifestazione) – fra i primi a comprendere l'importanza politica di un evento come le Olimpiadi - s'impone, manco a farlo apposta, la figura di un afroamericano, Jesse Owens, che coi suoi 4 Ori nell'Atletica (100 m, 200 m, Lungo e Staffetta 4x100) per alcuni giorni mette in crisi il concetto di superiorità ariana, uno dei principi cardine che alimentano la dittatura nazista. Fra gli italiani a mettersi in luce c'è Ondina Valla, prima donna nostrana a vincere una gara olimpica (80 hs), contribuendo non poco all'emancipazione femminile in ambito sportivo, in un Paese, guidato dal Fascismo del Duce B. Mussolini, ancora sin troppo conservatore, legato a forti pregiudizi intrisi di maschilismo becero. Fra i successi italiani si registra il trionfo della Nazionale di calcio (2-1 in Finale all'Austria con doppietta di A. Frossi) di Vittorio Pozzo (che con la Nazionale A si è già fregiato del Titolo Mondiale), che conquista quello che tutt'oggi rimane l'unica nostra affermazione olimpica calcistica. Ottimi risultati giungono anche dalla Scherma, 4 Ori, per una disciplina che anche nei decenni a venire dispenserà per gli azzurri gioie a non finire. Il medagliere vede prevalere con 33 Ori (record, che sarà poi eguagliato nel 1992) la padrona di casa della Germania (che ben presto farà precipitare il mondo nell'abisso della Seconda Guerra Mondiale), davanti agli USA (24), all'Ungheria (10) ed all'Italia (8).

 

 

DALLA RINASCITA DEL DOPOGUERRA A “ROMA 1960”

 

LONDRA 1948

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, che fa saltare 2 edizioni dei Giochi, il sacro fuoco di Olimpia torna finalmente ad accendersi. Frattanto, durante i 6 anni di conflitto, tanti atleti sono rimasti gravemente feriti o persino uccisi, fra cui il lunghista tedesco C. L. Hermann Long (rivale di Owens a Berlino 1936), il velocista inglese Eric Liddell (Oro nei 400 a Parigi 1924), il mezzofondista polacco Janusz Kusocinski (Oro nei 10.000 a Los Angeles 1932) e lo schermidore ungherese Endrè Kabos (Oro a Los Angeles 1932 ed a Berlino 1936). Protagonista assoluto per una volta non è un uomo ma una rappresentante di quello che all'epoca era considerato il sesso debole, ovvero l'olandese Fanny Blankers, prima nei 100 m, 200 m, 80 hs e 4x100, per un poker (che sarebbe potuto diventare pokerissimo se non le fosse stato impedito di gareggiare anche nel Lungo, in cui era la strafavorita, a causa di un regolamento insensato che proibiva alle donne di prendere parte a più di 4 gare...) che in Atletica femminile non verrà mai più ripetuto (va precisato, ad ogni modo, che lo sport donne era di un livello generale mediocre, nemmeno lontanamente paragonabile a quello dei colleghi maschi). In casa Italia (in un Paese che sogna ad occhi aperti in virtù delle gesta epiche di Fausto Coppi e Gino Bartali nel Ciclismo) si registra la fantastica ed irripetibile doppietta in Atletica di A. Consolini – una leggenda - e G. Tosi, Oro e Argento nel Lancio del Disco. Storico primo Titolo per la Pallanuoto maschile, che in Finale si sbarazza 4-2 dell'Olanda. Il medagliere vede prevalere manco a dirlo gli USA (38 Ori) davanti alla solita Svezia (16), alla Francia (10), all'Ungheria (10) ed all'Italia (8).

 

HELSINKI 1952

Dopo anni di auto isolamento, debutta sulla scena olimpica – in piena guerra fredda - l'Unione Sovietica di Stalin, destinata a diventare molto presto una super potenza sportiva (e in Finlandia lo si può già intuire...), aiutata anche dal doping di Stato che purtroppo avrebbe caratterizzato i paesi del blocco comunista (Germania EST in primis) sino ai Giochi di Barcellona '92...Si registrano altresì i debutti di Israele (lo Stato ebraico non aveva partecipato ai Giochi del 1948 a causa della guerra arabo-israeliana; una prima squadra palestinese aveva boicottato i Giochi del 1936 per protestare contro il regime nazista) e della neocostituita (a seguito di una lunga ed estenuante guerra civile fra comunisti e nazionalisti) Repubblica Popolare di Cina: in precedenza, dal 1932 al 1948, la Cina aveva preso parte ai Giochi come delegazione della Repubblica di Cina (l'attuale Taiwan, per intenderci).

Emil Zatopek (Cec) realizza un'impresa ai limiti della realtà, conquistando 5.000 m., 10.000 m. e Maratona, per un tris che non verrà mai più eguagliato. Sempre in Atletica si registra il successo di William Harrison Dillard (USA) nei 110 hs: 4 anni prima aveva trionfato nei 100 metri piani, per una “doppietta”, seppur in edizioni differenti, che non riuscirà mai più a nessuno. Fra i grandi protagonisti si segnala il ginnasta sovietico V. Cukarin, 4 Titoli, per un record che in tale disciplina, in ambito maschile, verrà in seguito eguagliato dai connazionali B. Sachlin (1960), N. Andrianov (1976), V. Artemov (1988) e dal nipponico A. Nakayama (1968), per poi essere infranto nel 1992 da V. Scherbo (CSI), che arriverà addirittura a 6 vittorie. L'Italia conquista 8 Ori, di cui uno con Irene Camber nella Scherma (disciplina che ci vede esultare anche 2 volte con E. Mangiarotti fra Spada ind. e a squadre): una donna italiana non vinceva un Titolo olimpico dal 1936. E' meritevole di citazione anche l'Oro di P. Dordoni nella massacrante 50 km di Marcia. Il medagliere vede trionfare i soliti USA con 40 Ori, seguiti dall'URSS (22) – non male per essere all'esordio – e dall'Ungheria (16, record). Ottima 5^ l'Italia, alle spalle della Svezia (12) e davanti alla sorpresa Cecoslovacchia (7, record che verrà eguagliato nel 1968).

 

MELBOURNE 1956

I Giochi approdano finalmente in Oceania, esattamente nella patria di una delle corazzate dello sport mondiale (eccellendo soprattutto nel Nuoto e nell'Atletica), l'Australia. Per protesta verso il CIO inerente alla partecipazione di Taiwan (che rappresenta il Governo sconfitto nella recente guerra civile), la giovane Repubblica Popolare di Cina rifiuta di partecipare ai Giochi: sarebbe ricomparsa sulla scena olimpica solamente nel 1984. Dopo due edizioni di forzata assenza (per punizione dovuta alla Seconda Guerra Mondiale), ritorna la Germania, che gareggia unita: essendo in piena guerra fredda tale aggregazione va considerata un miracolo sportivo. Fra le protagoniste segnaliamo la ginnasta ungherese Agnes Keleti, che alla proibitiva età di 35 anni vince ben 4 Ori, come l'altro prodigio al femminile, la sovietica Larisa Latynina, che a Tokyo 1964 chiuderà la splendida parabola agonistica con ben 9 Ori olimpici, un record al femminile che dura ancora oggi. In Atletica Leggera lo statunitense Bob Richards conquista l'Oro nel Salto con Asta, diventando il primo e ultimo astista a concedere il bis (aveva già vinto ad Helsinki). Sempre nell'Atletica realizza una piccola grande impresa lo statunitense Robert Morrow, primo dal Dopoguerra a centrare l'accoppiata 100 m e 200 m: dopo di lui vi riusciranno soltanto Valery Borzov (1972, unico europeo a riuscirci), Carl Lewis (1984) ed Usain Bolt (ben tre volte, 2008, 2012, 2016). L'Italia si fregia di 8 Ori, di cui 6 equamente divisi fra Ciclismo (memorabile la vittoria di Ercole Baldini nella Prova in linea su strada) e Scherma (doppietta fra Spada individuale e a squadre di C. Pavesi), sport che ci vedono confermarci in vetta per l'ennesima volta. Il medagliere vede prevalere per la prima volta la nuova super potenza dell'Urss con 37 Titoli, distanziando di 5 lunghezze gli USA; 3^ piazza per l'Australia con 13; 5^ Italia, costantemente in prima linea; comincia a declinare la Svezia, 6^ (gli sport preferiti dalla nazione scandinava erano, ed in parte lo sono tuttora, Lotta, Atletica, Equitazione, Tiro, Canoa e Vela).

 

ROMA 1960

L'Italia ospita per la prima volta i Giochi Olimpici, un evento che ormai è sempre più universale e moderno, e non a caso quelli di Roma sono i primi ad essere trasmessi in mondovisione (e qui incidono parecchio i miglioramenti della tecnologia televisiva). Gli azzurri si fanno onore (e che onore!) vincendo 13 gare, ben 5 nel Ciclismo (2 con S. Gaiardoni) – un record per una singola disciplina, almeno per il Dopoguerra – e 3 nel Pugilato (1 con N. Benvenuti, che presto sarebbe entrato nella leggenda dello sport nostrano). Si registra anche il trionfo nella Pallanuoto, che dà vita ad un torneo esemplare (precedendo due colossi come URSS ed Ungheria), trascinata dal superman della piscina Eraldo Pizzo. Edoardo Mangiarotti conquista nella Scherma il sesto Oro in carriera (la maggior parte dei quali conseguiti nelle prove a squadre), eguagliando il record italiano di un certo Nedo Nadi. Sempre nella Scherma si registra il doppio Oro fra Spada individuale e a squadre di G. Delfino. Ma la vittoria più bella, storica ed epica al tempo stesso, viene ottenuta nell'Atletica da Livio Berruti, che diventa il primo europeo ed il primo nè statunitense nè canadese a fregiarsi dell'Oro nei 200 metri piani, nell'edizione in cui si registra anche il primo storico successo africano nella disciplina, grazie ad A. Bikila nella Maratona: nel giro di pochi anni il continente nero avrebbe conquistato il pianeta dell'Atletica (soprattutto Kenya ed Etiopia), ed in molte gare (mezzofondo e fondo in primis) i loro esponenti sarebbero diventati pressoché imbattibili. L'ungherese Aladár Gerevich conquista nella Scherma la sua settima medaglia d'oro (la prima l'aveva vinta alle Olimpiadi di Los Angeles del 1932), salendo sul gradino più alto del podio in 6 Olimpiadi, un record ancora oggi imbattuto. Lo svedese G. Fredriksson giunge a quota 6 Ori in carriera (distribuiti in 4 edizioni), un record che nella Canoa uomini non verrà più eguagliato. La Germania Unita interrompe la sequela di Ori consecutivi USA nella staffetta 4x100 di Atletica e nel prestigioso “8 con” di Canottaggio che duravano dal 1920. L'Unione Sovietica rivince il medagliere con 43 Ori, precedendo USA (34) ed una splendida Italia, che a sua volta mette il muso davanti alla Germania Unita ed all'Australia.

 

DALLO SBARCO IN ASIA AI GIOCHI DEL BOICOTTAGGIO

 

TOKYO 1964

Per la prima volta si sbarca in Asia. Da questa Olimpiade il doping è proibito, ed infatti iniziano i primi accertamenti, seppur in via sperimentale (il vero inizio dei controlli anti-doping avverrà 4 anni dopo in Messico). Debuttano nel programma Volley e Judo, che nel Paese del Sol Levante non è una passione ma una vera fede. La nuotatrice australiana D. Fraser conquista nei 100 sl il terzo Oro di seguito, un record che nello stile libero verrà eguagliato soltanto nel 2020 dall'americana K. Ledecky (precisamente negli 800). Il neozelandese Peter Snell, Atletica, rivince la medaglia d'Oro ottenuta a Roma negli 800 metri piani, e vi aggiunge quella nei 1500, realizzando un'accoppiata che non si vedeva dalle Olimpiadi del 1920 e che da questi Giochi fino a oggi non si è più ripetuta. Nel Salto in Lungo gli Usa steccano dopo una sfilza di Ori che durava ininterrottamente dal 1924. L'Italia si aggiudica 10 Ori (3 nel Ciclismo), fra cui ricordiamo quello del ginnasta F. Menichelli (Corpo libero) e del marciatore A. Pamich (in rimonta) nella stremante 50 km. Il medagliere vede prevalere gli USA con 36 Ori, seguono URSS 30, Giappone 16, Germania Unita, Italia e Ungheria 10 (gli sport preferiti dai magiari sono Scherma, Nuoto e Canoa).

 

CITTA' DEL MESSICO 1968

Si registrano delle notevoli innovazioni tecnologiche (come l'introduzione delle piste in sintetico), le quali, assieme all'aria rarefatta d'altura, favoriscono l'affermazione di numerosi record, come quello che vede protagonista il formidabile atleta statunitense Bob Beamon, che nel Salto in Lungo dà vita alla più clamorosa delle imprese, saltando un megagalattico 8.90 (migliorando di 55 cm il precedente record mondiale) che sinora, a distanza di tantissimi anni, rimane la miglior misura olimpica di ogni tempo. Il connazionale Lee Evans stabilisce nei 400 metri il nuovo primato mondiale (43''86) che durerà 20 anni. Il discobolo A. Oerter (sempre per gli USA) conquista il quarto Oro olimpico individuale nella stessa disciplina, per un record (che a Roma 1960 aveva già stabilito il velista danese P. Elvstrom) che verrà successivamente eguagliato da C. Lewis (USA, Salto in Lungo), M. Phelps (USA, Nuoto, 200 misti), M. Lopez (Cuba, Lotta), B. Ainslie (GBR, Vela) e, in ambito femminile, da K. Icho (Giappone, Lotta). La ginnasta cecoslovacca V. Caslavska vince 4 Ori, chiudendo una carriera olimpica monumentale. Iniziano a farsi largo, specie in Atletica, gli atleti africani (quasi tutti gli Stati del “continente nero” si sono nel frattempo liberati dal colonialismo europeo, ottenendo l'indipendenza), che spopolano anche negli USA. Esempio lampante è il successo nei 200 m. dell'afroamericano Tommie Smith, primo uomo al mondo a scendere sotto i 20'' (19''83). Ma la sua prestazione passerà in secondo piano dinnanzi alla clamorosa protesta inscenata sul podio durante la relativa premiazione, quando, in compagnia di John Carlos, in segno di protesta contro il razzismo statunitense, ascolterà l'inno col capo chino ed il pugno alzato guantato di nero, per quella che rimarrà una delle immagini più iconiche della storia delle Olimpiadi, che ormai sono ben lungi dall'essere un mero evento sportivo, coi suoi risvolti socio-politici sempre più marcati. Nella Scherma, sciabola individuale, viene interrotto da un atleta polacco il dominio della formidabile scuola ungherese che durava dal lontano 1924. Iniziano i primi veri controlli anti-doping, ma la loro affidabilità non è certo il top. Per l'Italia sono Giochi da confinare ai margini dei ricordi: 3 Ori e tanta mestizia. Il medagliere vede gli USA ancora una volta dominatori, davanti all'URSS (45 a 29) ed al Giappone (11); a seguire troviamo Ungheria e Germania EST (che per la prima volta si divide dai cugini dell'Ovest anche ai Giochi), destinata a diventare in brevissimo tempo una grande potenza (specie in Atletica, Nuoto e Canottaggio).

 

MONACO 1972

Passate alla storia come “Le Olimpiadi insanguinate”, gli eventi sportivi scesero purtroppo in secondo piano di fronte alla malvagità estrema di terroristi palestinesi appartenenti alla cellula criminale “Settembre Nero”. Nella notte del 5 settembre, un commando della temuta organizzazione terroristica, infatti, irrompe negli alloggi del villaggio olimpico destinati alla delegazione d'Israele, uccidendo subito due atleti che avevano tentato di opporre resistenza e prendendo in ostaggio altri nove membri della squadra olimpica israeliana. Un successivo maldestro tentativo di liberazione da parte della polizia tedesca porterà alla morte di tutti gli atleti sequestrati, di cinque terroristi e di un poliziotto tedesco. È il momento più buio nella storia a cinque cerchi.

Ma veniamo agli avvenimenti sportivi, che non vengono fermati (se non per poche ore) nemmeno dinnanzi al sangue innocente versato in nome del fanatismo, continuando in un'atmosfera surreale e tutt'altro che gioiosa. Nel Basket l'URSS interrompe la sfilza di Ori degli Stati Uniti (dal debutto della disciplina nel programma olimpico, avvenuto nel 1936, gli americani avevano iscritto il proprio nome nell'albo d'oro 7 volte su 7, vincendo 62 partite consecutive), battendo i rivali in una finale rocambolesca, da film giallo, che farà epoca. Sono sempre i sovietici ad arrestare la lunga serie di trionfi americani dal Trampolino 3 metri (stiamo parlando ovviamente dei Tuffi) che era stata inaugurata nel remoto 1920. USA che subiscono un altro smacco di matrice comunista anche nell'Atletica Leggera, in cui per la prima volta riescono a non svettare nel medagliere (e a non vincere nel Salto con l'Asta). Ad ogni modo gli States si consolano col record di Mark Spitz, 7 Ori nel Nuoto (100 e 200 sl, 100 e 200 farfalla, più le tre staffette disponibili), per un primato epico che resisterà sino al 2008. Fra i protagonisti, ma fra le donne, spicca la ginnasta sovietica Olga Korbut, 3 Ori e tanta maestria in esercizi che faranno scuola. Frattanto Cuba torna a fregiarsi di un Oro olimpico (ne vince 3) dopo 68 anni, apprestandosi a diventare una piccola potenza dello sport, racimolando risultati egregi soprattutto in Pugilato, Atletica e Lotta. Per l'Italia è un'altra Olimpiade tutto sommato mesta (5 Ori e 18 medaglie totali). Il medagliere vede issarsi davanti a tutti l'Unione Sovietica con 50 Ori tondi tondi, USA 33, DDR 20, RFT (Germania Ovest) e Giappone 13; 10^ Italia.

 

MONTREAL 1976

Il ricordo della strage di Monaco 1972 è ancora vivo e palpabile, e se ne possono avere i relativi riscontri nell'escalation di paura e diffidenza che attanaglia un po' tutti, dai tifosi agli atleti, dai giornalisti agli addetti alla sicurezza. Quelli di Montreal sono i primi Giochi blindati della storia, e non saranno nemmeno gli ultimi. La spensieratezza e la serenità che avevano contraddistinto sino a pochi anni prima le rassegne olimpiche sono ormai un lontano ricordo. Nulla sarà più come prima. Ma veniamo agli eventi sportivi, che per fortuna rimangano in prima linea. La regina indiscussa è lei, Nadia Comaneci, formidabile ginnasta rumena, che stupisce il pianeta con i suoi esercizi che agguantano la perfezione assoluta (sarà la prima di sempre a ricevere punteggi di “10” come valutazione), vincendo 3 Ori, entrando nella leggenda (e si ripeterà parzialmente fra 4 anni). Fra coloro che calamitano l'attenzione degli appassionati c'è anche A. Juantorena (Cuba), primo e sinora unico atleta a conquistare nella stessa Olimpiade 400 m. e 800 m. Con gli Ori nel Concorso a squadre e nelle Parallele, Sawao Kato (Giappone) diventa fra gli uomini il Ginnasta più vincente di sempre (8 Titoli) piazzandosi davanti ai sovietici B. Sachlin, N. Andrianov e V. Cukarin (7) . Il finlandese L. Viren diventa il primo a bissare l'accoppiata – già riuscitagli 4 anni prima – 5.000-10.000 metri: nel 2016 lo avrebbe imitato il britannico Mo Farah. Si registra intanto il Primo Oro per la Sud Corea, che presto sarebbe entrata a far parte del gotha sportivo, sbaragliando la concorrenza in discipline come il Tiro con l'Arco ed il Taekwondo. L'Italia è ancora in affanno (2 Ori), ma si rifarà molto presto. Per ora ci si consola col record del tuffatore K. Dibiasi, che entra nel mito diventando il primo tuffatore in assoluto ed il primo italiano a vincere la stessa gara individuale (Piattaforma) in 3 Olimpiadi. Il medagliere vede il trionfo dell'URSS con 49 Titoli, seconda piazza per la Germania EST, terza piazza per gli USA. Zero Titoli per il Canada, mai accaduto (e mai più accadrà) al Paese ospitante.

 

MOSCA 1980

Gli USA boicottano i Giochi (l'Europa è ancora “divisa” dalla “cortina di ferro”, non dimentichiamolo) e spingono molti Paesi alleati a fare altrettanto, compresa l'Italia, che vi aderirà parzialmente (come Francia e Gran Bret.), non mandando in Russia rappresentanti delle forze militari (si registra invece la totale assenza di ben 65 Stati, fra cui RFT, Canada, Sud Corea, Giappone e Cina). Ne fa le spese lo spettacolo, il livello tecnico e la credibilità delle Olimpiadi, che perdono tanti possibili protagonisti (come l'ostacolista E. Moses, favoritissimo per la vittoria, e l'imbattibile Nazionale di Basket) e moltissimo fascino. L'Italia, pur menomata nelle presenze, porta a casa un bottino di tutto rispetto, pari ad 8 Ori (3 nell'Atletica) e 15 allori complessivi. Sale in cattedra il duecentista, detentore del sensazionale record del Mondo di 19''72, Pietro Mennea, che vince il Titolo olimpico alla grande (con una memorabile rimonta), eguagliando l'impresa di L. Berruti (Roma 1960), regalando alla Penisola 20 secondi e qualche centesimo di pura magia, consegnandosi nella leggenda. E' degna di nota anche l'impresa di Sara Simeoni nel Salto in Alto, che riporta a casa Italia un Oro femminile nell'Atletica dopo 44 lunghi anni. In assenza dei suoi acerrimi rivali statunitensi, il medagliere vede prevalere naturalmente l'URSS con 80 Ori (record), davanti alla DDR (47, record) ed alla Bulgaria (8); 5^ Italia.

 

LOS ANGELES 1984

Nelle Olimpiadi del clamoroso boicottaggio URSS (i sovietici ricambiano così lo smacco subito dagli americani 4 anni prima; in tutto aderiscono al boicottaggio 16 Nazioni, fra cui DDR, Cuba, Ungheria, Polonia e Cecoslovacchia), arrivano i primi Ori per la Cina, che ritorna sulla scena olimpica dopo oltre trent'anni di auto isolamento: di lì a poco diverrà la seconda super potenza sportiva del pianeta dietro ai soli Stati Uniti (eccellendo in discipline come i Tuffi ed il Ping pong, in cui diverrà imbattibile). Clamorosa quaterna di Ori per Carl Lewis (USA) che si aggiudica nell'Atletica le stesse gare che resero celebre J. Owens nel '36: 100 m, 200 m, 4x100 e Salto in Lungo, diventando il primo (e sinora unico) a centrare un poker di trionfi in Atletica nel Dopoguerra. Lewis chiuderà la celeberrima carriera a cinque cerchi ad Atlanta '96, col 9° Titolo olimpico (il 4° nel Lungo), eguagliando un mostro sacro come P. Nurmi. Fra i grandi protagonisti si segnala la ginnasta rumena E. Szabo (4 Ori). Nei tuffi lo statunitense Greg Louganis vince l'Oro sia nella Piattaforma che nel Trampolino, una doppietta pazzesca che ripeterà 4 anni dopo (toccando quota 4 Ori, un record per i tuffatori). In questa edizione debutta il ciclismo femminile. Anni dopo si scoprirà che molti casi di doping, anche fra atleti eccellenti, furono insabbiati, per un malcostume che negli anni sarebbe diventata una deprecabile abitudine. L'Italia infrange ogni record, conseguendo ben 14 successi, sebbene il valore della glorificazione risulti “annacquato” dall'assenza dei fortissimi atleti sovietici. Ad ogni modo ci fregiamo di storici trionfi, come quello di A. Cova nei 10.000 m. (sinora è l'unico trionfo italico nel mezzofondo prolungato) e di Gabriella Dorio nei 1500 m. donne: i successi nell'Atletica includono anche quello di A. Andrei nel Getto del Peso. Ad impinguare il nostro forziere ci pensano altresì la solita Scherma (3 Titoli), in primis con M. Numa (doppietta fra Fioretto individuale e a squadre), ed il Pentathlon moderno, con D. Masala (doppietta anche per lui). Degno di nota anche il trionfo regale dei fratelli Giuseppe e Carmine Abbagnale nel “2 con” di Canottaggio (li rivedremo...). Il medagliere vede spadroneggiare gli USA con 83 acuti (record), a distanza siderale si piazza la Romania (uno dei pochissimi Paesi dell'EST a non allinearsi alla decisione di Mosca di assentarsi dai Giochi) con 20, poi Germania Ovest 17, Cina 15 e Italia 14.

 

DA SEUL 1988 AL RITORNO A CASA

 

SEUL 1988

L'URSS raggiunge l'apogeo, conquistando ben 55 Titoli (un record, se si esclude Mosca 1980, in cui mancavano gli USA), ma per la grande potenza sovietica la kermesse di Seul si rivelerà il canto del cigno, visto che nel giro di pochissimi anni “l'Impero del male” si disintegrerà, ed assieme ad esso anche l'egemonia sui tanti Stati satellite, a partire dalla Germania EST, che molto presto verrà riunificata, per degli eventi che porranno finalmente fine al triste periodo della guerra fredda, avviando una nuova epoca. La protagonista assoluta dei Giochi è la tedesca dell'est K. Otto, 6 Ori nel Nuoto (record al femminile, comprendendo tutti gli sport, sinora ineguagliato), di cui 4 individuali, ma negli anni seguenti, quando verrà fuori la pratica del doping sistematico adottato nei paesi sotto influenza del blocco sovietico, le sue medaglie risulteranno macchiate per sempre. Ed a proposito di doping, suscita scalpore la squalifica del canadese Ben Johnson a distanza di poche ore dal trionfo nei 100 metri con tanto di record del Mondo: da quel giorno i Giochi perdono la loro innocenza. Ed il doping diverrà negli anni un male incurabile che inficerà notevolmente la regolarità dell'evento sportivo. Per sempre. Per l'Italia arrivano 6 Ori, decisamente poco in confronto alle ultime due avventure a cinque cerchi. Storico il trionfo di Gelindo Bordin nella Maratona, in una gara che mai prima di allora ci aveva visto trionfatori (ci ripeteremo ad Atene 2004...). Da applausi il bis, dopo il trionfo di Los Angeles, del lottatore V. Maenza. E' da fiaba il tris di vittorie dei fratelli Abbagnale nel Canottaggio: Giuseppe & Carmine si riconfermano nel “2 con” entrando nel mito (anche in virtù dei tanti successi iridati), Agostino s'erge davanti a tutti nel “4 di coppia”: quest'ultimo si sarebbe ripetuto nel “doppio” ad Atlanta 1996 e nel “4 di coppia” a Sydney, entrando anch'egli nella leggenda del remo internazionale. Il medagliere, come anticipato poc'anzi, vede prevalere di slancio l'URSS, davanti alla DDR (una coppia che negli Anni Ottanta la fa da padrone), poi seguono USA e Corea Sud, solo 10^ l'Italia.

 

BARCELLONA 1992

Le Olimpiadi aprono le porte ai professionisti del Basket (era ora!; la decisione fu presa dalla FIBA nel 1989) e gli USA vi prendono parte schierando il leggendario Dream Team, ritenuta quasi all'unanimità la squadra più forte di ogni epoca. Micheal Jordan, Magic Johnson & company danno vita ad un torneo da urlo, sbriciolando la concorrenza con irrisoria facilità, sprigionando una forza dirompente e distruttiva a cui nessuno aveva mai assistito, conferendo al gioco una spettacolarità da film fantasy. A livello individuale il protagonista assoluto è invece il ginnasta bielorusso V. Scherbo, che si aggiudica addirittura 6 Ori, di cui 5 individuali. Per quanto concerne i Tuffi, la cinese Fu Mingxia conquista l'Oro nella Piattaforma: si sarebbe ripetuta con una doppietta Trampolino-Piattaforma ad Atlanta 1996, chiudendo la carriera con il quarto Oro olimpico a Sydney, eguagliando i 4 Titoli di G. Louganis. Merita una citazione anche la sedicenne statunitense J. Capriati, la più giovane tennista a vincere la medaglia d'Oro. Tutto questo mentre nel Ciclismo la Gran Bretagna torna a vincere un Oro dopo 72 anni: di lì a poco diverrà una potenza del pedale (su pista). Si segnala l'incredibile repentino passo in avanti della Spagna, che nell'edizione di casa si aggiudica ben 13 Ori: prima di Barcellona '92 ne aveva vinti a mala pena 5 in tutta la sua storia! L'Italia gioisce in 6 occasioni d'Oro, fra cui ricordiamo il trionfo della Pallanuoto - dopo una infinita finale thrilling con la Spagna risolta ai supplementari per 9-8, gol vincente di F. Gandolfi - di mister R. Rudic e la doppietta (prova individuale e prova a squadre) della fiorettista Giovanna Trillini, che sconfigge avversarie d'ogni genere, compreso un infortunio che di lì a poco la costringerà a sottoporsi ad un intervento chirurgico. Vincerà ancora la prova a squadre nel 1996 e nel 2000, diventando una delle schermitrici più forti di ogni era. Merita una chiosa anche l'Oro del ciclista Fabio Casartelli nella Prova in linea su strada: pochi anni dopo perirà in un tragico incidente durante una tappa del Tour de France...Il medagliere se lo aggiudica la Comunità di Stati indipendenti (che sostituisce per una edizione gli Stati appartenenti all'ex URSS, in attesa che venga formalizzata, anche dal punto di vista sportivo, la loro indipendenza) con 45 Ori, poi seguono USA 37, Germania 33 (eguagliato il record di Berlino 1936), Cina 16, Cuba 14 (record). Solo 12^ l'Italia. Tornando all'ex URSS, ricordiamo che gli sport che hanno dato più medaglie d'Oro ai sovietici sono stati Ginnastica (73 Ori), Atletica (65), Lotta (62), Sol. Pesi (39) e Canoa (29).

 

ATLANTA 1996

I Giochi diventano sempre più globali ed inclusivi, con l'apertura agli atleti professionisti che tocca l'apice, e così fanno il loro debutto anche i big del Ciclismo e del Tennis (questi era ricomparso nel programma olimpico soltanto a Seul 1988, dopo un'assenza di svariati decenni). Michael Johnson (USA) diventa il primo uomo a vincere nell'Atletica 200 m. e 400 m. nella stessa Olimpiade (sinora nessuno è più riuscito ad eguagliare tale accoppiata): nel mezzo giro di pista stupisce il pianeta fermando il cronometro ad un sensazionale 19''32, migliorando di ben 34 centesimi il precedente primato. L'Italia tocca l'apogeo, facendo man bassa di allori e soprattutto di Ori. Ce n'è per tutti i gusti, si va dall'apoteosi tanto agognata del leggendario ginnasta Jury Chechi, che agli Anelli ottiene un Titolo che nel '92 gli era stato precluso soltanto dalla sfortuna, al successo al cardiopalma di R. Di Donna nel Tiro a segno (confermandoci ad altissimi livelli in una disciplina che attualmente, nel 2022, ci vede al 4° posto nel relativo medagliere, comandato dagli USA, davanti alla Cina ed alla decaduta URSS), dal trionfo da fiaba di Agostino Abbagnale (che pochi anni fa aveva rischiato di morire per gravi problemi di salute) nel Canottaggio, sino a giungere all'exploit del Fioretto donne a squadre (che si conferma sul tetto del pianeta trascinato dalle divine G. Trillini e V. Vezzali), passando per i 4 Ori nel Ciclismo (strepitosa Paola Pezzo nella mountain bike, che a Sydney concederà il bis), senza scordarci del bis di A. Rossi nella Canoa (che fra 4 anni vincerà il terzo Oro olimpico in carriera). Alla fine il medagliere ci vedrà sesti con 13 Ori e 35 medaglie totali, dietro ad USA 44, Russia (al debutto post bellico) 26, Germania 20, Cina 16 e Francia 15.

 

SYDNEY 2000

Nell'edizione che vede l'esordio della Pallanuoto donne (che fra 4 anni ci vedrà protagoniste col nostro 7Rosa), la superlativa canoista tedesca B. Fischer conquista la sesta e la settima medaglia d'Oro in 5 Olimpiadi diverse, sfiorando il record dello schermidore ungherese A. Gerevich (7 Titoli – quasi tutti a squadre - in 6 Olimpiadi): poi ad Atene 2004 il primato del magiaro sarà agguantato (ma la tedesca arriverà a quota 8 Titoli, uno in più del famoso schermidore). Il marciatore polacco Robert Korzeniowski realizza una favolosa ed irripetibile doppietta fra 20 e 50 km, diventando altresì il primo a ripetersi sulla massima distanza (e ad Atene farà tris!). Il greco K. Kenteris vince i 200 metri, quarto europeo di sempre a riuscirci. Sempre in Atletica, M. Johnson diventa il primo (ed ultimo) a bissare il successo dei 400 m. Nel “4 senza” il canottiere britannico S. Redgrave conquista il 5° Oro olimpico consecutivo (aveva iniziato a Los Angeles 1984 nel “4 con”, per poi vincere sempre nel “2 senza” da Seul 1988 ad Atlanta 1996), entrando definitivamente nel mito (fra i plurititolati del remo ricordiamo anche il coevo M. Pinsent, 4 Ori, con cui spesso gareggia e vince in coppia). Il ciclista tedesco Jan Ullrich conquista la Prova in linea su strada, l'unico capace di vincerla in carriera con in palmares anche il Tour de France (vinto nel 1997). L'Italia ripete il boom di quattro anni prima, aggiudicandosi 13 Ori e 34 medaglie complessive. Arrivano i primi Ori nella storia (!) per il Nuoto, con il ranista D. Fioravanti (doppietta 100 e 200, primo di sempre a riuscirvi) e con il poliedrico Max Rosolino (200 misti). Conquista il primo di 3 Ori individuali di seguito l'eccellente schermitrice Valentina Vezzali, che concede il bis anche nella prova a squadre di fioretto. Secondo tripudio di seguito anche per le cicliste Antonella Bellutti (pista) e Paola Pezzo (mtb). S'erge davanti a tutti anche la leggendaria ed immarcescibile canoista Josefa Idem, che nel “k1” brandisce l'unico Oro di una carriera inimitabile ed infinita. Terzo trionfo che sa tanto di epica per Agostino Abbagnale nel Canottaggio (di cui abbiamo già parlato). Il medagliere vede festeggiare i soliti USA con 40 Titoli, poi troviamo Russia 32, Cina (ormai stabilmente fra le big) 28, Australia 16; 7^ Italia.

 

ATENE 2004

Dopo oltre un secolo i Giochi tornano finalmente a casa, dove furono concepiti tanto tempo fa dagli antichi greci e dove tutto ricominciò nel 1896 grazie all'intuizione geniale del barone francese Pierre De Coubertin. Il doping inizia ad allargarsi a macchia d'olio (le squalifiche ed i sospetti non si contano più..) coinvolgendo diverse star dello sport (toccherà l'apice a Pechino 2008), ma non è tanto il proliferare della disonestà a far aumentare a dismisura i casi di positività, bensì sono i miglioramenti delle tecniche d'indagine che contribuiscono a farlo venire allo scoperto: vari sotterfugi e le pratiche illecite più disparate, in fondo, sono quasi sempre esistite, persino nell'era pionieristica. Il nuotatore M. Phelps (USA) vince ben 6 Ori, sfiorando il record di Spitz, che nel '72 aveva toccato quota 7. Ma l'appuntamento con la storia per lo Squalo di Baltimora è solo rimandato di 4 anni... Gli USA dopo 100 anni rivincono un Titolo nell'arte del duello (Scherma). La rumena E. Lipa vince il quinto oro in cinque edizioni nel Canottaggio, eguagliando il record di S. Redgrave stabilito 4 anni prima. L'Italia conquista il proscenio con 10 Ori e 32 medaglie complessive. Secondo Oro individuale di seguito per la celebre fiorettista Valentina Vezzali, che supera nella finalissima l'altra leggenda italiana Giovanna Trillini. Storico Oro, alla Sbarra, per il ginnasta Igor Cassina. Primo Titolo per il Setterosa di Pallanuoto donne di Giusy Malato e Tania Di Mario, che sconfigge in finale, al termine di una sontuosa rimonta, la Grecia padrona di casa ai supplementari. Indimenticabile affermazione del ciclista P. Bettini nella Prova in linea su strada; anni dopo andrà a laurearsi (2 volte) Campione del Mondo: sinora è l'unico, in tale specialità, a riuscire durante la carriera nel difficile bis Titolo Olimpico e Titolo iridato (almeno dal 1996, cioè da quando i corridori professionisti sono stati ammessi ai Giochi: nell'epoca del dilettantismo, invece, vi era riuscito, fra gli altri, E. Baldini). Oro storico anche nella Maratona con Stefano Baldini, che fa rivivere l'impresa di G. Bordin del 1988. Il medagliere vede prevalere gli USA con 35 Titoli, Cina 32, Russia 27, Australia 17 (record che verrà eguagliato nel 2020), Giappone 16, Germania 14; Italia 8^.

 

DA PECHINO 2008 ALLE OLIMPIADI POST COVID

 

PECHINO 2008

In Cina, pur fra tante polemiche dovute al regime autoritario (che viola impunemente i diritti umani) ed all'inquinamento ambientale da guinness, hanno luogo delle splendide Olimpiadi, che vedono la Nazione ospitante raggiungere l'auge sotto molteplici aspetti, da quello organizzativo a quello sportivo, consacrandosi definitivamente fra le super potenze olimpiche. Il velocista giamaicano Usain Bolt è la stella dell'Atletica, conseguendo risultati eccellenti nei 100 m e nei 200 m, una doppietta (con annesse staffette) che ripeterà a Londra 2012 ed a Rio de Janeiro 2016, entrando nella mitologia dello sport moderno. Nel Nuoto esplode la bomba di M. Phelps, aggiudicandosi 8 Ori (100 e 200 farfalla, 200 sl, 200 e 400 misti, più le staffette 4x100 sl, 4x200 sl e 4x100 misti), stabilendo un record assoluto destinato a durare probabilmente per l'eternità, entrando nell'Olimpo dello sport. A Londra 2012 ed a Rio 2016 impinguerà ulteriormente il suo bottino dorato, toccando la fantascientifica quota di 23 Titoli. L'Italia delude in parte le attese (che erano molto allettanti), chiudendo la rassegna a cinque cerchi con 8 Ori e 27 medaglie complessive. Fra le vittorie si ricorda il primo Oro nel Nuoto donne acquisito grazie alla “divina” Federica Pellegrini (200 sl) ed il terzo Titolo individuale consecutivo della meravigliosa schermitrice Valentina Vezzali (a Londra 2012 avrebbe vinto la prova a squadre, toccando il record fra le schermitrici donne e fra gli atleti italiani di qualsiasi sport di 6 Ori, unica atleta italiana, uomini compresi, a vincere almeno un Titolo in 5 Olimpiadi). Si registra purtroppo anche il primo caso di una nostra medaglia revocata per doping (una piaga ormai imperante ovunque), e coinvolge il ciclista D. Rebellin (Argento nella Prova in linea su strada). Il medagliere vede la Cina sbaragliare la concorrenza, 51 Ori (record); “solamente” 2° posto per gli USA con 36, 3^ la Russia con 23; a seguire Gran Bretagna, Germania, Australia e...un po' più in là, 9^ l'Italia.

 

LONDRA 2012

Nell'Olimpiade (Londra è la prima città ad ospitare i Giochi per la 3^ volta) in cui le stelle annunciate U. Bolt e M. Phelps non tradiscono le attese, confermandosi su altissimi livelli a suon di performance straordinarie (e li rivedremo anche a Rio...), l'Italia conquista 8 Ori (3 nella Scherma, sport che ci vede occupare attualmente il 1° posto nel relativo medagliere all time, seguono Francia e Ungheria), ed Elisa Di Francisca si fregia di due Titoli fra Fioretto individuale ed a squadre. Storico Oro per il team di Tiro con Arco - in cui in genere spadroneggia la Corea del Sud (che stavolta deve piegarsi dinnanzi agli USA in Semifinale) - composto M. Frangilli, M. Galiazzo e M. Nespoli. Il medagliere vede conquistare la leadership ai soliti USA, davanti alla Cina (46 a 38); 3^ Gran Bretagna con 29 (un record, se si eccettua Londra 1908), poi Russia 24, Corea del Sud 13, Germania e Francia 11; 8^ Italia.

 

RIO DE JANEIRO 2016

Per la prima volta le Olimpiadi si disputano in Sud America. Ennesimo exploit da leggenda di fulmine U. Bolt, che in Atletica Leggera realizza la terza tripletta consecutiva 100 m, 200 m e staffetta 4x100, toccando quota 9 Ori a cinque cerchi, unico velocista a vincere almeno un Oro individuale in 3 edizioni (poco tempo dopo, un Oro, quello conseguito in staffetta nel 2008, gli verrà revocato per positività ad una sostanza dopante di un suo compagno di squadra). Fra i protagonisti c'è anche il nuotatore statunitense M. Phelps che, alla sua quarta Olimpiade dorata (e pensare che dopo Londra 2012 aveva annunciato il ritiro...), centra 5 Ori, chiudendo la mitica carriera con il bottino stupefacente di 23 Titoli (28 medaglie complessive), ponendosi naturalmente in cima ai plurivittoriosi all time, ovvero davanti a Larysa Latinina (URSS-Ginnastica Artistica), Paavo Nurmi (Finlandia-Atletica), Mark Spitz (USA-Nuoto), Carl Lewis (USA-Atletica) e lo stesso Bolt (tutti a quota 9, ma gli Ori del giamaicano diverranno poi 8). Phelps con 13 Ori è 1° anche nella graduatoria dei Titoli individuali, piazzandosi davanti al connazionale R. Ewry (Atletica), che segue con 8 successi ottenuti agli albori dei Giochi, alla cecoslovacca Vera Caslavska (Ginnastica A.) ed al “Figlio del Vento” Carl Lewis (7). Fra i protagonisti di Rio c'è anche la ginnasta americana S. Biles (4 Ori). Da segnalare altresì l'impresa atipica e senza precedenti del nuotatore, anch'egli statunitense, A. Ervin, che conquista l'Oro nei 50 sl a distanza di addirittura 16 anni (!!!) dal precedente Titolo, diventando a 35 anni il più anziano a vincere un Oro in corsia, un'età che nel Nuoto è davvero improponibile (basti pensare che V. Salnikov nel 1988 vinse un Oro nei 1500 sl a soli 28 anni, all'epoca il più longevo a trionfare in vasca...). Per l'Italia, che vince 8 Ori di cui la metà nel Tiro (fra Tiro a Segno e Tiro al Volo), si segnalano gli exploit del nuotatore G. Paltrinieri nei 1500 sl (primo Titolo azzurro di sempre in questa distanza) e la doppietta inedita del tiratore N. Campriani, che così agguanta quota 3 Titoli individuali (aveva vinto anche a Londra 2012), eguagliando U. Frigerio, N. Nadi, K. Dibiasi e Valentina Vezzali. Il medagliere vede prevalere gli USA con 46 successi, poi Gran Bretagna 27, Cina 26, Russia 19, Germania 17, Giappone 12; Italia 9^.

 

TOKYO 2020

Il Covid-19 mette seriamente a rischio la disputa dei Giochi, che vengono rimandati di 12 mesi; poi, seppur fra tante restrizioni ed a porte chiuse (!), lo spettacolo può avere luogo. Fra i protagonisti c'è sicuramente il nuotatore statunitense C. Dressel, 5 Ori (7 in carriera) ed un posto assicurato nella leggenda, esattamente come l'alter ego al femminile K. Ledecky, che con la doppietta 800 e 1500 sl giunge anch'ella a quota 7 Ori, diventando la nuotatrice più titolata di sempre (davanti al lei vi sarebbe in realtà la connazionale Jenny Thompson con 8, ma sono stati ottenuti tutti in staffette, perciò direi che il suo record vale più che altro ai fini statistici): a Parigi 2024 la loro saga potrebbe continuare... Ed a proposito di Nuoto, continua l'epopea infinita della staffetta 4x100 misti americana: ai Giochi ha fallito una sola volta l'appuntamento con la vittoria, nel 1980, e fu per il semplice motivo che gli Usa non prendevano parte a quelle Olimpiadi... Nell'Atletica femminile si registra un record, con la martellista polacca A. Wlodarczyk che diventa la prima donna a vincere 3 Titoli individuali di seguito in siffatta disciplina (fra gli uomini, come già detto, il record appartiene ex aequo al lunghista Carl Lewis ed al discobolo Al Oerter, con 4). Per l'Italia è un'Olimpiade coi fiocchi: 10 Ori, 40 medaglie (record) e tante gemme di valore immenso. La superstar è Marcell Jacobs, che a sorpresa (ma mica tanto...) diventa il primo atleta nostrano ed il quinto europeo di sempre a vincere l'Oro nella gara regina dell'Atletica (e forse di tutte le Olimpiadi), i 100 metri, in cui gli azzurri in oltre 120 anni non erano mai andati oltre le semifinali (tranne in ambito donne): un successo straordinario, leggendario e forse irripetibile, che esula dalla nostra tradizione e che muta la nostra storia, regalandoci il momento più esaltante di tutti i tempi. Jacobs, in compagnia di L. Patta, E. Desalu e F. Tortu, ci regala anche il primo storico squisito trionfo nella staffetta 4x100. Da ricordare anche i successi di G. Tamberi nell'Alto (primo exploit al maschile di sempre nella specialità), di Massimo Stano e Antonella Palmisano (una donna non vinceva in Atletica dal remoto 1984) nelle gare di Marcia, per un totale di ben 5 successi nell'Atletica (nel Dopoguerra solo a Roma 1960 avevamo vinto così tanto in un singolo sport, il Ciclismo), un record che ci permette di piazzarci addirittura al 2° posto nel relativo medagliere, alle spalle degli ineguagliabili USA, che si confermano primi anche nel medagliere generale, sorpassando in extremis la Cina (39 a 38: era da Stoccolma 1912 che il successo non si decideva per un solo Oro), posizionandosi davanti al Giappone (27, record) ed alla G. Bretagna (22). L'Italia si classifica al 10° posto, con gli stessi Titoli di Francia, Olanda e Germania, con la nazione tedesca che è una delle potenze con la più lunga tradizione all'insegna dell'eccellenza (avendo come sport prediletti Canoa, Equitazione, Canottaggio ed Atletica).

Non ci resta che attendere Parigi 2024, con la speranza di vivere e scrivere altre pagine di emozioni, di vittorie, di imprese e di gloria. Pagine di storia dello sport.

 

 




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