martedì 21 maggio - Martina Paiotta

Stati Uniti: uno dei Paesi "più taroccati" al Mondo

Gli Stati Uniti sono sempre stati rappresentati come un paradiso terrestre, ricco di ricchezze, benessere, welfare e grandi metropoli luminose e colorate, piene di attrazioni turistiche.

 Questa è l’immagine “pubblica ed ufficiale” degli USA, propagandata da decenni, inducendo così i cittadini della comunità internazionale a credere che gli Stati Uniti siano il luogo migliore in cui trascorrere la propria vita. Di conseguenza, gli Stati Uniti vengono altresì rappresentati come un Paese in cui la democrazia è il pilastro portante, dove la libertà di stampa e di espressione vengono garantite più di qualsiasi altro Paese. Nonostante la massiva propaganda promossa dagli stessi USA -e da chi li sostiene, come l’Europa e la Corea del Sud, che ormai sta “copiando” a tutti gli effetti il grande (solo geograficamente) Paese Occidentale, la verità sta venendo un po’alla volta a galla: da un punto di vista squisitamente politico e geopolitico, gli USA sono da sempre un Paese che ha dimostrato di avere atteggiamenti “assolutistici” e “indemocratici”: da sempre, hanno mostrato di avere “resistenza” nei confronti di qualsiasi altro Paese sia in grado di dimostrare di avere capacità -strategiche e politiche- tali da poter sottrarre agli USA il primato (!!??) sulla scena internazionale, dipingendolo, agli occhi della comunità internazionale, come un vero e proprio nemico da contrastare. Gli esempi non sono pochi: America Latina, Iraq, Libia, e ora Federazione Russa. Gli interventi armati perseguiti con una certa risolutezza dagli Stati Uniti non sono altro che guerre iniziate allo scopo di indebolire i Paesi che “iniziano a dar fastidio” al grande Paese Occidentale, che non tollera competitors, pertanto non tollera democraticità.

La continua ossessione -da parte degli USA- di propagandare in maniera compulsiva il proprio Paese come il migliore al Mondo, non deriva da altro se non dalla necessità di coprire i loro disastri in politica estera, che, se venissero adeguatamente conosciuti e posti all’attenzione del grande pubblico, metterebbero gli USA in una posizione assolutamente scomoda, svelando il vero volto antagonista. 

Per fortuna, una parte del Mondo se n’era accorta da un pezzo: è il caso di Russia, Cina, Corea del Nord, Balcani, Georgia, Ungheria, India, Brasile, parte dell’Africa e del Medio Oriente,Iran, parte dell’America Latina, e chissà quanti altri; insomma, non proprio pochi!

Ecco che “L’esportazione della democrazia” è divenuta un pretesto per legittimare la propria aggressività nei confronti di quei Paesi che non vogliono piegarsi al loro servizio. 

La politica “domestica” è fortemente polarizzata e intrinseca di propaganda pro-occidente, che dipinge gli USA come “salvatori” e “missionari di pace”, costruendo una “bolla” sula società, che non lascia trapelare troppo tutto ciò che, da fuori, possa minare il "castello di sabbia” costruito dallo Stato, castello che soltanto Trump è riuscito in parte a sfaldare.

All’interno degli stessi Stati Uniti, tutto ciò che riguarda la stampa e la pubblica informazione viene fortemente controllato, rivisto, revisionato, “aggiustato”, oscurato, addolcito, abbellito, in modo da plasmare al punto giusto l’opinione pubblica sia interna che estera: quante volte vi sarà capitato di vedere le immagini di Los Angeles, New York, e di tante altre città assolutamente favolose? Basta girare l’angolo (letteralmente, nelle strade) per vedere con i propri occhi l’enorme quantità di degrado “periferico” che spesso affligge queste grandi metropoli, belle solo nel cuore del centro.

E’ come utilizzare un “filtro” di Photoshop: l’immagine in sè è molto bella, peccato che la realtà si riveli assai diversa, lasciando un profondo senso di delusione: l’apparenza ci ha ingannati ancora una volta.

 



Lasciare un commento