venerdì 20 maggio - Antonio Mazzeo

Sottomarino militare attraversa lo Stretto. La Sicilia è piattaforma di guerra

Stretto di Messina. Venerdì 13 maggio, ore 19.10. Un sottomarino militare attraversa lo Stretto a poche centinaia di metri dal promontorio di Scilla.

Ancora una volta la Sicilia è piattaforma di guerra e i suoi paradisi naturali stuprati dalla folle corsa al riarmo e alla militarizzazione.

Lo Stretto di Messina è patrimonio dell’Umanità, uno dei capolavori di Madre Natura, ma è convertito in luogo di morte e distruzione, così come avviene nella Sughereta di Niscemi con il MUOS, nei promontori di Punta Izzo (Augusta) e Punta Bianca (Agrigento), a Favignana, Pantelleria e Lampedusa, nel bosco di Piazza Armerina, ecc. ecc.

Il transito del sottomarino militare nel corridoio più trafficato del Mediterraneo e ad altissimo rischio di incidenti e collisioni, avviene nell’ambito della maxi-esercitazione aeronavale “Mare Aperto” a cui partecipano oltre 4.000 militari di Italia e altri sei paesi NATO e una settantina tra navi, sommergibili, velivoli ed elicotteri.

I war games interessano l’Adriatico, lo Ionio, il Tirreno e il Canale di Sicilia: vaste aree di Sardegna, Sicilia e sud Italia sono state interdette o hanno subito limitazioni al traffico aereo civile e alla navigazione.

Off limits è stata dichiarata una parte dello Stretto di Messina per consentire proprio l’addestramento dei sottomarini (presumibilmente anche a capacità nucleare) in immersione. “Mare Aperto 2022” terminerà il prossimo 27 maggio.

All’esercitazione prendono parte anche diversi velivoli dell’Aeronautica Militare, tra cui caccia Eurofighter e gli F-35B STOVL che opereranno dalla portaerei “Cavour”.

“Le forze in campo si eserciteranno nel dominio marittimo, i cui connotati si sviluppano anche nei contesti aereo e terrestre, e in quelli innovativi dello spazio e della cyber-security,”, spiega lo Stato Maggiore della Difesa.

Saranno simulati “scenari ad alta intensità e in veloce mutamento attraverso cui verificare le capacità di intervento in svariate aree (lotta contro minacce convenzionali e asimmetriche, ecc.)”, e saranno “esplorate nuove combinazioni di impiego come ad esempio l’Expeditionary Advanced Base Operations, in studio nella US Navy, per estendere il raggio di azione delle forze marittime e controllare così zone di mare strategiche”.

Ma non partecipano solo militari, navi, sottomarini, cacciabombardieri ed elicotteri alla maxi-esercitazione NATO.

Ai war games, anche studenti e docenti di ben undici differenti università italiane: Bari, Genova, la LUISS di Roma, Siena, il Sant’Anna di Pisa, la Federico II di Napoli, Trieste, La Sapienza di Roma, Ca’ Foscari di Venezia, l’Alma Mater Studiorum di Bologna e la Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

Gli studenti e i docenti “accompagnatori” sono stati integrati negli staff imbarcati sulle unità della squadra navale della Marina militare italiana e “in funzione del loro percorso di studi, si cimenteranno in diversi ruoli, tra cui quelli di political advisor, legal advisor e addetto alla pubblica informazione, oltre a potersi confrontare con sistemi di prevenzione e controllo del danno, propulsione ed elementi di architettura navale ad elevato livello di tecnologia”.

 

#Si ringrazia Carmelo Buscema Alvarez per il reportage fotografico

 Articolo pubblicato in Stampa Libera il 14 maggio 2022, https://www.stampalibera.it/2022/05...


 



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