Sono antisemita?
Credo che i fatti del 7 ottobre 2023 non siano lo spartiacque tra preistoria e storia, ma la tragica conseguenza di mille violenze subite dai palestinesi dalla nascita dello Stato d’Israele. Se questo vuol dire che sono antisemita, bene, lo ammetto, sono antisemita.

Ritengo che negli ultimi due anni il governo israeliano abbia eguagliato la barbarie nazifascista. Se questo significa essere antisemita, sbandieratelo ai quattro venti: Giuseppe Aragno è un antisemita.
Se Liliana Segre sostiene che chi usa la parola genocidio per i fatti di Gaza, lo fa perché odia gli ebrei, io mi ricordo di essere profondamente laico e affermo pubblicamente che tutti possono sbagliare, anche la Segre, alla quale purtroppo sfugge che i più convinti e pericolosi antisemiti sono oggi Netanyahu e il suo governo.
Considero una feroce violenza quella che molti, spesso in malafede oggi chiamano pace. Se per questa convinzione sono antisemita, non mi vergogno di confermarlo: sono antisemita.
Aggiungo a questa confessione due parole sul terrorismo e le indirizzo esplicitamente a Mieli, Molinari, Parenzo e compagnia cantante. Non sono certo che, se avessero vissuto da bambini l’orrore di Gaza, oggi non sarebbero terroristi. Con molta probabilità io lo sarei.
