venerdì 17 settembre - Marina Serafini

Solidarietà

Una falce di luna così gialla da sembrare dipinta. È bassa e splende nel cielo notturno come un dipinto olandese. È lì, al di là delle fronde delle grandi quercie, sopra noi che la osserviamo rapiti. Una sera di settembre, una spaghettata tra amici all'aperto.

 Ci teniamo vicini per rincuorarci a vicenda, ognuno con i suoi pesi di storia. E insieme ridiamo, scambiamo commenti e sguardi di intesa. Belli i profili sbagliati contro le luci basse sul prato, in questa sera in cui una strana magia ci tiene insieme e ci fa stare bene. 
 
La bambina mi si mette sempre vicino, sembra per caso, ma forse è per sentirsi sicura. Parla con tutti in modo sfrontato, per apparire grande anche lei, e poi si rintana vicino al mio corpo, mi mostra i suoi giochi e vuole che io parli solo con lei. Provo un misto di tenerezza e fastidio: dovrebbero incoraggiarla a stare con gli altri, a sentirsi bene comunque. 
Il suo piccolo cane ci raggiunge trotterellando e in un balzo e sulle mie gambe, si accomoda con uno sbadiglio e si gode le carezze. La lingua che trema fuori dal muso aperto. 
Avverto lo sguardo serio di un uomo puntato su me, e intorno discorsi noiosi e riflessioni leggere. La superficie dell'acqua che brilla al chiarore delle luci notturne mentre i pensieri vanno qua e là, esplorando esperienze diverse.
Qui sembra di stare sospesi nel tempo. Sarà per quella falce di luna lassù, affiancata da puntini brillanti. La bambina che ride e mi parla, e ogni tanto qualcuno mi chiama per nome. Quante storie in ognuno di noi, fili che stasera si intrecciano creando un caldo tessuto. È bello, stasera, e sereno. La luna dall'alto ci unisce in uno spazio comune che sa di diverso. Stasera siamo un unico corpo...
 



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