mercoledì 27 maggio - Martina Neri

ShorTS International Film Festival 2026: Trieste celebra il cinema breve tra sperimentazione, ambiente e nuovi linguaggi

Dal 26 giugno al 4 luglio la 27ª edizione dello ShorTS IFF porta in città il meglio del cortometraggio internazionale, tra innovazione visiva, riflessioni ambientali e nuove forme di racconto cinematografico

Trieste si prepara ad accogliere la 27ª edizione dello ShorTS International Film Festival, in programma dal 26 giugno al 4 luglio 2026 con la direzione artistica di Maurizio di Rienzo. Il festival, ormai punto di riferimento internazionale per il cinema breve, annuncia le sezioni competitive “Italia in ShorTS”, “ShorTS Express” ed “Eco-ShorTS”, che andranno ad affiancare le già consolidate “Maremetraggio”, “Shorter Kids’n’Teens”, “ShorTS Horror Picture Show” e “ShorTS Immersive”, componendo un programma sempre più articolato e capace di intercettare le trasformazioni del linguaggio audiovisivo contemporaneo.

In un panorama cinematografico in cui il cortometraggio è sempre meno percepito come semplice palestra per giovani autori e sempre più come forma artistica autonoma, lo ShorTS IFF continua a distinguersi per la capacità di intercettare tendenze, sperimentazioni e nuove sensibilità narrative. La selezione 2026, curata da Massimiliano Nardulli per le tre sezioni annunciate, attraversa temi che spaziano dalla memoria alla crisi ambientale, dall’identità digitale alle trasformazioni sociali e politiche contemporanee.

La sezione “Italia in ShorTS” raccoglie dieci opere che offrono uno spaccato significativo del nuovo cinema breve italiano. Film molto diversi tra loro, ma accomunati dalla volontà di interrogare il presente attraverso linguaggi visivi personali e spesso contaminati. Tra i titoli più attesi emerge Napoli 2500 di Alessandro Rak, autore che negli anni ha costruito una poetica riconoscibile fatta di visioni sospese tra animazione, immaginario urbano e dimensione onirica. Il cortometraggio si presenta come un viaggio poetico nella città partenopea, dove memoria e futuro si sovrappongono in una narrazione dal forte impatto visivo.

Di particolare interesse anche From the Sewers di Nicola Eddy, già vincitore della stessa sezione nel 2025 con HOW TO WRITE, an AI guide in four steps. Il nuovo lavoro affronta uno dei temi più urgenti del presente: il rapporto tra essere umano e intelligenza artificiale. Al centro del racconto vi è un professore che progressivamente perde il contatto con la realtà, intrappolato tra ricordi personali e la tecnologia che lui stesso ha contribuito a sviluppare. Un’opera che riflette sulle derive cognitive ed emotive dell’era digitale, portando il tema dell’IA all’interno di un contesto intimista e psicologico.

La sezione ospita inoltre Storia semiseria di un piccione viaggiatore di Alessandro Capitani, interpretato da Alessandro Haber, e l’anteprima mondiale di 'O Cunto d'Angelica di Antonello Matarazzo, confermando l’attenzione del festival per opere capaci di unire ricerca artistica e apertura verso il pubblico.

Se “Italia in ShorTS” fotografa le direzioni del cinema italiano contemporaneo, “ShorTS Express” rappresenta invece il laboratorio più libero e sperimentale del festival. La sezione raccoglie ventitré cortometraggi di durata compresa tra uno e cinque minuti provenienti da diciannove Paesi, dimostrando come anche il formato ultrabreve possa diventare terreno fertile per ricerca estetica e innovazione narrativa.

Tra i lavori italiani spicca La pista d’oro di Viren Beltramo, un ritratto audiovisivo del celebre kartodromo romano attivo dal 1963, considerato uno dei più importanti circuiti kartistici internazionali. Più che un semplice documentario, il corto sembra configurarsi come un’esperienza immersiva costruita attraverso suoni, dettagli meccanici e paesaggi industriali, in cui il circuito diventa luogo della memoria collettiva e simbolo di una certa cultura sportiva italiana.

Molto diverso ma altrettanto suggestivo è Fiato di Maria Luisa Usai, che utilizza immagini subacquee provenienti da un archivio personale per costruire una riflessione intima sul rapporto tra corpo, natura e identità. Le onde, le figure femminili e il movimento dell’acqua diventano elementi di un flusso visivo che trasforma il film in una sorta di meditazione poetica.

Sul fronte internazionale, “ShorTS Express” propone opere di forte impatto politico e sociale. 1Q89 del regista rumeno Mihai Grecu prende spunto dal crollo della dittatura di Nicolae Ceaușescu per costruire una riflessione visiva sulla memoria dei regimi totalitari nell’Europa orientale. Con So I Hear You Left the Country, la regista Ella Kohn racconta invece il viaggio di una donna verso Oriente alla ricerca di una nuova possibilità di vita, trasformando il tema della migrazione contemporanea in una narrazione intima e universale. Da segnalare anche Le Passage del libanese Josef Khallouf, che conferma la presenza nel festival di cinematografie provenienti da territori segnati da tensioni politiche e trasformazioni profonde.

L’attenzione alle questioni ambientali trova spazio nella sezione “Eco-ShorTS”, composta da nove opere che riflettono sul rapporto tra uomo, natura e crisi ecologica. Più che limitarsi alla denuncia, i film selezionati cercano nuove forme di immaginazione del futuro, interrogandosi su cosa significhi oggi vivere in modo sostenibile.

Tra i titoli più significativi figura Common Pear dello sloveno Gregor Bo




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