giovedì 26 maggio - Mario Barbato

Se le aziende non trovano personale, la colpa non del reddito di cittadinanza

Non passa giorno senza che un imprenditore non lamenti la mancanza di personale, accusando il reddito di cittadinanza di essere causa e origini di tutti i mali. Ma le cose non stanno proprio così. La verità è che il mondo del lavoro è cambiato, ha messo in campo dinamiche nuove che non si conciliano più con le dinamiche del passato.

Se le aziende non trovano più cuochi, camerieri e lavapiatti, la colpa non è del reddito di cittadinanza, perché non tutti quelli che usufruiscono di questa misura sono cuochi, camerieri e lavapiatti. Semplicemente ci sono lavori che gli italiani non vogliono fare più, e questo era evidente già prima dell'introduzione del sussidio pentastellato. Si è pensato che formare personale di sala, receptionist e via dicendo, sarebbero servito per sopperire all'offerta di lavoro da parte di alberghi e ristoranti. Ma non è così. Le mansioni suddette, così come molte altre, con stipendi precari e compiti poco gratificanti, non appassionano più e, nella maggior parte dei casi, vengono delegati agli immigrati.

Nei nostri tempi sono in corso cambiamenti epocali nel mercato del lavoro. La prima è la tendenza dei giovani a laurearsi per dedicarsi alle professioni, non più ai mestieri. La seconda è il distacco dal mondo del lavoro che tante persone stanno attuando tramite dimissioni volontarie, perché desiderosi di un lavoro meno impegnativo e con più tempo libero. La terza riguarda una massa di lavoratori che iniziano a non avere più un perimetro in termini di luoghi fisici. Viaggiano, sono collegati al web, lavorano da remoto, per lo più in ambito digitale.

Naturalmente tutto questo è conseguenza di una presa di coscienza maturata in anni in cui si è lavorato sempre più e sempre peggio, con imprese che hanno pianto miseria mentre accumulavano fortune sulle spalle dello Stato ed erodevano diritti e tutele dei lavoratori. Non è quindi una questione di reddito di cittadinanza, che è un credito spendibile e non cumulabile. Il fatto è che molti italiani hanno alzato le pretese sia in termini economici sia in termini di condizioni personali. Anche senza il reddito di cittadinanza le imprese avrebbero comunque trovato difficoltà a reperire personale, perché è cambiato il mondo del lavoro, non è cambiata la volontà degli italiani di lavorare.




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