giovedì 14 maggio - Attilio Runello

Scuole aperte in estate

La prossima estate le scuole rimarranno aperte e proporranno attività artistiche, sportive e ludiche per incrementare il clima di inclusione e dare ai genitori che lavorano un posti sicuro e gratuito dove lasciare i figli. Ad approfittarne potrebbero essere le scuole primarie e secondarie di primo grado, l'età in cui è più importante avere un luogo e delle persone cui affidare i figli.

Avremo scuole aperte anche in estate: il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha ufficialmente firmato un Decreto da 300 milioni di euro per il nuovo Piano…

La questione concernente la pausa estiva, a ridosso della conclusione dell’anno scolastico 2025/2026, ritorna al centro dell’ attenzione perché darà a chi vuole la possibilità di lasciare i propri figli in un ambiente sicuro senza dover sborsare altri quattrini.

Si tratta di un provvedimento volto a garantire progetti di socializzazione e inclusione, potenziamento disciplinare, attività sportive e artistiche nel periodo di sospensione delle lezioni di quest’anno scolastico e del prossimo.


L’intervento economico mira a sostenere le scuole che così possono progettare iniziative che vanno oltre la didattica tradizionale.

“Siamo convinti che sia necessario rendere la scuola un luogo di aggregazione, soprattutto per i bambini e i ragazzi che, nel periodo delle vacanze, perdono un punto di riferimento fondamentale e non possono contare su altre esperienze di crescita personale a causa delle esigenze lavorative dei genitori o per particolari situazioni familiari”, questo quanto dichiarato espressamente dal Ministro Giuseppe Valditara

. L’approccio sottolinea una funzione sociale dell’istituzione scolastica, chiamata a supplire temporaneamente alla mancanza di reti familiari o territoriali capaci di accogliere i minori durante la pausa estiva.

Questo progetto accompagnato dagli asili nido gratuiti per tutti può essere la giusta risposta al fenomeno della denatalità, che tanto affligge il nostro paese.

Lo scorso anno infatti sono nati circa trecentocinquantamila bambini/e. Di questi circa cinquantamila sono nati da genitori stranieri a dimostrazione che è in corso un fenomeno culturale e sociale non facile da arrestare.

Prima esisteva una rete familiare e parrocchiale che interveniva per aiutare le famiglie.

Oggi su questa rete non tutti possono più contare 




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