Sclerosi multipla | Studi preliminari sul legame tra musica e funzioni motorie
Camminare seguendo un ritmo non è solo una questione di piacere o di motivazione. Nella sclerosi multipla può diventare uno strumento riabilitativo vero e proprio, capace di incidere sulla qualità del movimento e sulla percezione della fatica. È quanto suggeriscono studi recenti nel campo della riabilitazione neurologica, che stanno esplorando il legame tra musica, cammino e funzioni motorie.
Le ricerche sono ancora preliminari, ma i risultati raccolti da diversi gruppi di scienziati sono incoraggianti. Tra questi c’è anche il lavoro presentato da Ludovico Pedullà, ricercatore italiano e responsabile dell’area di ricerca su attività fisica e funzioni motorie presso il Centro NeuroBrite di FISM a Genova. Al congresso RIMS, dedicato alla Rehabilitation in Multiple Sclerosis, Pedullà ha illustrato i primi risultati dello studio pilota WaSyMu, acronimo di Walking and Synchronisation to Music on a Treadmill.
Il cuore di questo approccio è la sincronizzazione del passo con il ritmo musicale. Non si tratta di camminare “con la musica in sottofondo”, ma di usare il tempo sonoro come guida precisa per l’appoggio del SM: quando il passo segue il ritmo
piede. Quando il movimento riesce a seguire una cadenza regolare, l’andatura tende a diventare più simmetrica e fluida, due elementi fondamentali per una camminata più efficiente e sicura. Nella sclerosi multipla, dove il controllo motorio può essere compromesso, questa regolarità è spesso difficile da mantenere, ma può essere allenata.
I numeri sono ancora limitati e serviranno studi più ampi per confermare questi risultati e capire quanto i benefici possano durare nel tempo. I primi dati indicano però, che dopo alcune settimane di training su tapis roulant associato alla musica, le persone coinvolte migliorano la capacità di sincronizzarsi al ritmo, anche a velocità di cammino più elevate. In generale, sia l’allenamento tradizionale sia quello con musica producono benefici sulla deambulazione e sulla percezione della fatica, ma nel gruppo che utilizza lo stimolo musicale questi effetti sembrano più marcati.
Un elemento chiave è la motivazione. Rispetto a stimoli neutri come il metronomo, la musica è più coinvolgente e aiuta a sostenere lo sforzo nel tempo. Questo aspetto non è secondario, perché la continuità dell’esercizio è uno dei fattori che più influenzano l’efficacia della riabilitazione.
Le evidenze suggeriscono inoltre che il ritmo musicale possa avere effetti positivi anche su altri aspetti del movimento, come la destrezza manuale, e che persino l’immaginazione del gesto, accompagnata dall’ascolto musicale, sia in grado di attivare le stesse aree cerebrali coinvolte nel movimento reale.
