martedì 23 febbraio - Alberto SIGONA

Sci Alpino, Mondiali di Cortina 2021: ambizioni congelate

L'ItalSci chiude la kermesse iridata con un Oro ed un Argento, ma le nostre aspettative erano ben altre... 

 

L'infortunio di Sofia Goggia ha in gran parte guastato i sogni dorati di casa Italia, che si rifà parzialmente con Marta Bassino e Luca De Aliprandini. Delusioni per Federica Brignone e Dominik Paris.

LO SBARCO DI MARTA

MARTA BASSINO L'atleta di Borgo San Dalmazzo ha conseguito il più importante Oro in carriera.

I Campionati Mondiali di Sci Alpino svoltisi a Cortina (sesta volta nella storia che una rassegna iridata viene ospitata a casa nostra) hanno visto un'Italia che non è riuscita a brillare più di tanto, raccogliendo meno di quanto si potesse mettere in preventivo, congelando per ora le proprie brame. Che non sarebbe stata una kermesse particolarmente felice lo avevamo intuito pochi giorni prima che si alzasse il sipario, con l'infortunio (l'ennesimo) di Sofia Goggia atto a mandare gambe all'aria ogni anelito della campionessa olimpica in carica nonché della nostra delegazione, le cui maggiori speranze ruotavano proprio attorno all'atleta bergamasca. Un maligno presagio che avrebbe presto trovato riscontro nelle prestazioni, tutt'altro che idilliache, dei nostri ragazzi, i quali si sono collocati su livelli decisamente modesti (o comunque non in linea con le previsioni), tranne qualche sparuta ma gaudiosa eccezione. Ed è proprio da queste che vorremmo partire. In primis da Marta Bassino. Dopo 5 vittorie e tanti piazzamenti di prestigio in Coppa del Mondo (l'ultimo acuto è arrivato a Kranjska Gora lo scorso gennaio), per la ragazza azzurra è arrivato – era ora – il tanto auspicato trionfo iridato, perdipiù dalla specialità che non ci attendevamo, ovvero dal Parallelo di Gigante, che in genere per i nostri colori è risultato indigesto (o almeno poco “corteggiato”). Per la 25enne di Borgo San Dalmazzo questo risultato lusinghiero potrebbe rappresentare la rampa di lancio verso una carriera che presto la dovrebbe veder sbarcare sul lido della grande celebrità, magari come quella che raggiunse Isolde Kostner, ultima donna italiana a vincere l'Oro ai Mondiali (a Sestriere) nel lontano 1997. Ad indorare la pillola del Mondiale azzurro vi ha pensato altresì L. De Aliprandini. Il 31enne delle Fiamme Gialle ha conquistato un inatteso Argento nello Slalom Gigante, conseguendo ad un'età inusuale il miglior risultato di un'onesta carriera a cui era sempre mancata una vera onorificenza. Non è andato a medaglia (4° in Speciale) A. Vinatzer, ma per la giovanissima promessa bolzanina (classe '99) il torneo in questione ha tutto il sapore del gustoso antipasto, per un ragazzo su cui la Federazione italiana farebbe meglio a puntare in vista di prelibati traguardi futuri.

 

IL TETRO DI MERANO

E adesso le note dolenti. Molte delle nostre speranze erano riposte nel campione del Mondo 2019 D. Paris, ma l'atleta di Merano, evidentemente non ancora al top dopo aver vissuto un periodo tetro causa problemi fisici, non è andato oltre un 4° posto in Discesa Libera ed un misero 5° in Super Gigante, sparando, a 31 anni, le ultime (?) cartucce di una carriera di assoluto rispetto. Fra il gentil sesso ha deluso oltremodo le attese la detentrice della Coppa del Mondo (unica azzurra a vincerla) Federica Brignone, la cui avventura si è rivelata un disastro (con tanto di polemiche al veleno che avrebbe potuto evitare), mentre Elena Curtoni in Combinata ha solo sfiorato un podio decisamente alla sua portata.

Azzurri a parte, questo sarà ricordato come il Mondiale delle “new entry”. Se quello di Are 2019 aveva decretato la conclusione coi botti della carriera per gente del calibro di M. Hirscher ed A. Svindal, quello appena consegnato agli annali ha visto imporsi dei fuoriclasse già noti, è vero, ma ai quali sinora, a dispetto dell'età non più verdissima, era mancata la vera fama. L'austriaco V. Kriechmayr, dopo 8 successi in Coppa del Mondo, a quasi trent'anni è finalmente riuscito a conseguire l'alloro che gli sfuggiva da sempre, centrando un grandioso bis d'oro fra Discesa e Super G., elevandosi a protagonista indiscusso della manifestazione. Ha trovato la consacrazione che meritava anche il francese M. Faivre (28 anni), che, dopo una vita da comprimario, è riuscito ad ergersi in cima agli aneliti proibiti, trionfando in Gigante ed in Parallelo. Fra i delusi eccellenti si sono segnalati, loro malgrado, il francese A. Pinturault (attuale leader provvisorio della Generale di Coppa del M.) e l'austriaco M. Schwarz. In ambito donne si guadagna la vetrina della rassegna iridata la svizzera Lara Gut, Oro sia in Super G. che nel Gigante, mentre la star più attesa, la marziana statunitense Mikaela Shiffrin si è dovuta accontentare (si fa per dire) di un solo Oro in Combinata (non proprio la gara più rinomata), toccando però, a soli 25 anni, quota 6 trionfi mondiali in carriera, apprestandosi a diventare la più grande sciatrice di tutti i tempi (perlomeno la più decorata). Per quanto concerne il medagliere, si registra il 1° posto della super potenza dell'Austria (5 Ori), davanti a Svizzera e Francia, per un podio che ha rispecchiato le gerarchie della tradizione.

 

Alberto Sigona

 




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