Sattanino non protegge più i cassintegrati
«E' chiaro che i problemi sono due uno è quello di risanare i bilanci degli stati perché al rigore non c’è molta alternativa. Nel senso che: chi ce li da i soldi a questi tassi? aumentiamo le tasse? Aumentiamo il debito pagandolo al 6%?»
Ancora il ricatto ideologico dell’assenza di alternative. Sfugge alla Sattanino il fatto che autorevoli economisti, tra i quali due premi Nobel come Krugman (2008) e Stiglitz (2001), abbiano ampiamente confutato questo dogma: l’austerità toglie ricchezza dalle tasche dei ceti medi e bassi, questo comprime la domanda e crea recessione e, se si crea recessione, si perdono posti di lavoro, chiudono attività, si riducono i salari, e quindi, la domanda cala ulteriormente e l’anello si chiude. Contando che diminuendo la ricchezza, diminuiscono anche le entrate non è neanche così sicuro che il debito pubblico diminuisca significativamente.
L’alternativa potrebbe essere ovviamente una Banca Centrale che faccia da garante di ultima istanza e che compri i titoli di stato, abbassando i tassi di interesse, e quindi lo spread, riducendo il rischio di insolvenza. Ferrero infatti la interrompe facendo notare che la Bce presta a tassi di favore alle banche commerciali ma non agli stati
«Agli italiani bisogna parlare chiaro e di dire delle parole di verità. La Germania si è ristrutturata nel 2002 con un governo socialdemocratico facendo riforma del mercato del lavoro, tagliandosi gli stipendi del 30%… era il malato d’Europa e non lo è più. Se l’Italia non cresce non è colpa della Germania o dello spread»
Evidentemente addita come modello per l’Italia e gli altri “Piigs” le riforme varate da Schroeder, che peraltro, a mandato concluso, trovò un bel posticino come consulente della banca d’investimento Rothschild. Peccato che stando ai dati Ocse i salari italiani siano i più bassi dell’Euro-zona e neanche i nostri compagni di sventura se la passino molto bene (4). La Sattanino vorrebbe comprimerli ulteriormente?

