lunedì 15 giugno - Antonello Laiso

Salvini visita il carcere: la spettacolarizzazione della Giustizia?

L'indagine vs i 57 agenti della polizia penitenziaria del carcere di S. M. Capua Vetere aperta dalla Procura per l'ipotesi di abuso di autorità, reato di tortura e violenza è stata duramente contestata da Salvini, sceso al sud in tutta fretta lasciando tutti gli impegni Istituzionali, e prontamente schieratosi come sempre da parte degli agenti penitenziari.

Premettendo di essere coscienti dei gravosi compiti che la polizia penitenziaria svolge in quelle carceri di tutta Italia sempre sovraffollate e con notevoli problemi che possiamo immaginare, riteniamo però e senza ombra di dubbio che le regole di uno Stato di Diritto non hanno e mai potranno avere preferenze, quel codice penale vale per tutti come sempre che in quelle aule che la Legge è uguale per tutti. 
 
Qualche pecora nera, in tutti i campi ed in tutte le professioni tra tanti ed ottimi uomini che con abnegazione ed estremo senso del dovere svolgono il duro lavoro potrebbe esserci, ed allora come si fa a schierarsi in particolar modo da un uomo che ha ricoperto importanti ruoli Istituzionali di Stato che oggi si critica per i metodi di spettacolarizzazione, a gran voce fuori le mura di quelle carceri?
 
Non sarebbe stato più corretto attendere gli esiti dell'inchiesta da parte di chi è preposto ad accertare quei fatti se sono o non sono verità, quelle prove se ci sono o non ci sono, quelle testimonianze delle persone che pur essendo carcerati non possono essere non credibili ai fini di una Giustizia sottesa ad accertare ed eventualmente condannare eventuali reati.
 
Le frasi "le rivolte non si sedano con le margherite" ,e "ci vogliono le pistole elettriche" come lo schierarsi, non fanno altro che speculare su un qualcosa che deve essere chiarito da parte della Giustizia, un qualcosa che potrebbe essere o non essere, veritiero, un qualcosa a cui la Giustizia mettera' un fine o andra' avanti con gli esiti dell' inchiesta in corso.
Noi stiamo con chi serve lo Stato e stiamo da parte di qui diritti da rispettare.
 
Non vogliamo qui schierarci, ne essere giustizialisti o non esserlo, il nostro compito, il nostro diritto è conoscere la realtà dei fatti, per la cronaca è doveroso ricordare che simili episodi non sono eccezionali nelle carceri, fermo restando il discorso che le pecore nere sono anche nelle migliori famiglie.
 
Purtroppo la speculazione su tali fatti a volte rende più pena del fatto stesso.
Quando succede è come un boomerang che tornerà inesorabilmente prima o poi contro se stessi.



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