giovedì 17 novembre - Lorenza Morello

Riflessioni sulla prima donna premier da chi non l’ha votata

Sul nuovo Governo appena insediatosi e sulla Prima premier donna della storia d’Italia. Ve lo dice una che non l’ha votata: fatevene una ragione. 

 

Può piacere o non piacere, si può averla votata o meno (io personalmente non l’ho fatto, ma questo -non rilevando- viene rimarcato solo per ribadire la non piaggeria della dichiarazione perché è troppo facile quando uno vince salire sul carro del vincitore) ma quella di oggi è stata una giornata storica: la prima donna Presidente del Consiglio.

Giorgia Meloni ce l’ha fatta. Ce l’ha fatta avendo natali non blasonati che le hanno già biecamente ricordato in troppi. Ce l’ha fatta senza essere una “olgettina” e ce l’ha fatta essendo di destra. Perché, lo sappiamo tutti (anche chi è in mala fede nel proprio intimo lo riconosce), se ad avercela fatta fosse stata una di sinistra, parimenti donna, la strada sarebbe stata meno in salita. E ve lo dice una donna che non l’ha votata! 

Invece alla Meloni si chiede conto di tutto: dai grandi dolori della sua vita, al fatto che un leader di destra scelga persone appartenenti alla sua cerchia di pensiero. “Ma cosa mi dici mai?!” direbbe Topo Gigio. C’è stato persino il Gianni(zzero)ni di turno che ha avuto da ridire sul fatto che un Presidente del consiglio neo eletto decidesse di premiare le parole “merito” “natalità” e “Made in Italy”. E tutto ciò dovrebbe solo suscitare ilarità se non fosse tragicamente emblematico dei tempi che viviamo. Molto, troppo liquidi, in effetti.

A Giorgia Meloni, da chi come me che non l’ha votata (lo si ripete per gli analfabeti funzionali che non l’avessero memorizzato sebbene già ribadito) il mio plauso. Perché Lei, donna, di non felicissimi natali e di tante altre disavventure, ce l’ha fatta.

Ad un premier uomo non si è mai chiesto il perché delle nomine dei ministri (o delle assistenti, dei sottosegretari, dei consiglieri e via di fila), nessuno apertamente ha mai dichiarato l’assoluta inaccettabilità di un Di Maio al Governo (riconfermato finanche nel governo del Migliore!) solo per fare un esempio tra tanti, e mentre un sinistro rettorino di una non meglio identificata università parla di governo di infimo livello, alla Presidente viene già chiesto, appena insediata, “come osi” tutelare il merito ed il Made in Italy! No, dico, ma siete seri??! Il tutto nel silenzio assordante di tante femministucole che si ricordano della lotta femminista solo a sinistra, diversamente le coglie la labirintite.
Vergognatevi, tutti quanti. A dare dei fascisti agli altri, ci si rivela come in ogni altra accusa: parlando solo di noi stessi.




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