giovedì 10 settembre - Camilla Galeri

Riflessioni dovute

Pensavo che oggi non fosse più necessario palesare la parte dalla quale ci si schiera in questa immane tragedia. Eppure, in Italia, nel 2020, abbiamo ancora il bisogno e il dovere di gridare a piena voce da quale parte stiamo. Perché il razzismo esiste anche qui, la brutalità esiste anche qui e la normalizzazione della violenza stessa è all’ordine del giorno e ne siamo tutti colpevoli. Colpevoli perché tendiamo a cercare una giustificazione, a provare a capire, tendiamo a dire: "sì però, se l’è cercata’, o: doveva stare nel suo, non dire nulla" o ancora: "non è giusto ma è così". 

No, non è giusto. 

Non è giusto e non può e non deve essere così. A noi che restiamo spetta il compito di farci sentire, di cambiare le cose, di invertire la rotta, o quantomeno di provarci.

Non voglio che i miei figli un giorno, studiando i nostri anni, mi chiedano dove fossi stata, perché non avessi fatto niente per cambiare le cose. Che esempio sarei? 

Ecco perché non possiamo tacere di fronte all’ennesima ingiustizia, all’ennesima violenza perpetrata nei confronti di quello che può sembrare il più fragile. Non possiamo stare zitti. Abbiamo ancora il dovere di far sapere a tutti da quale parte stiamo e che la parte giusta esiste ed è una soltanto.




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