martedì 23 novembre - Attilio Runello

Richard Gere testimonierà al processo di Salvini

Il 17 dicembre si apre il processo a Salvini per sequestro di persona nei confronti di emigranti su nave Ong Open Arms di un armatore catalano.

La difesa di Salvini è stata quella di aver difeso i confini del Paese. Per intenderci come stanno facendo la maggior parte dei paesi o erigendo muri, o pagando i governi di altri paesi per non farli partire, o facendo accordi per il rimpatrio.

Lo si dice sommessamente ma è l'Italia che organizza la guardia costiera libica per non farli partire. Siamo noi che abbiamo fornite le navi alla Libia. Che ne ferma circa diciottomila ogni anno. A breve invieremo alcune centinaia di soldati a presidiare i confini fra la Libia e il Niger per fermare il flusso di migranti.

La Polonia li sta respingendo in Bielorussia. La Grecia li respinge in Turchia. La Spagna dove può li respinge in Marocco. I migranti hanno creato tensione anche fra Francia e Gran Bretagna. Si stima che siamo ventitremila quelli che hanno attraversato la Manica dalla Francia. 

L'Unione europea ha versato sei miliardi alla Turchia per fermare tre milioni di siriani. E la lista è molto più lunga. Ma non è questo il contesto in cui ricordare che se il femomeno è limitato rientra nella solidarietà, ma se diventa un flusso di milioni di persone va fermato. Ma se da un lato c'è la ragione di stato dall'altra ci sono i sentimenti di umanità che non ci devono abbandonare.

Nell'estate del 2019 l'attore Richard Gere portò viveri a una nave di una ong spagnola, la Open Arms. È stato invitato a testimoniare al processo. In una intervista al Guardian ha appena dichiarato che verrà. Lo farà solo per dare voce a persone che non hanno voce.

L'attore è da tempo impegnato in contesti di solidarietà internazionali e nazionali.

In America ha voluto far conoscere il mondo dei senzatetto. In India ha creato una fondazione per aiutare gli affetti di AIDS.

Si è schierato per la liberazione del Tibet, occupato dai Cinesi. La Cina gli ha tolto la possibilità di entrare in Cina.

Nel 2019 contattò il premier spagnolo per sapere se poteva accogliere gli emigranti. Gli fu risposto che la Spagna ne accoglieva già abbastanza dal Marocco. Si trovava in Italia da alcuni amici, esssendo peraltro di origine italiana. Si parla di un bisnonno emigrato dal Veneto. Si era dichiarato sorpreso che un paese cristiano non si adoperasse per la solidarietà.

Lo fa per aumentare la propria visibilità? Probabilmente no. Non ne ha bisogno.

Foto Wikimedia




Lasciare un commento