martedì 2 giugno - Aldo Funicelli

Report: la sanità in Campania e lo sceriffo De Luca

Prima del servizio dedicato alla sanità campana e alle mascherine in Senato, nell'anteprima Chiara De Luca si è occupata di arte moderna.

 
 
Ai tempi del coronavirus, le grandi case d'aste hanno espanso il loro mercato vendendo online.
Ma con l'arte contemporanea il confine tra valore commerciale e valore artistico è difficile da stabilire, se si pensa alla banana di CattelanComedian.
Le tre banane di Cattelan sono opere d'arte, come altre opere, compresa l'indicazione di cambiarla ogni giorno.
 
La bravura degli artisti oggi sta nel piazzare bene l'opera in un sistema misto di mercato, stampa, che genera il “mito”, dunque il richiamo per l'artista.
 
Sono gli artisti che danno valore alle opere – raccontano i responsabili delle gallerie londinesi, come Sotheby's, l'opera non ha un valore intrinseco.
Si crea l'evento, si crea l'icona dell'artista, si fa un lavoro di marketing per presentarlo durante gli eventi: l'artista viene lanciato sul mercato come se fosse egli stesso un'opera d'arte. Il gallerista diviene il suo manager, deve presentarlo bene sul mercato, in modo che poi le sue opere acquistino valore nelle sale d'asta.
 
Così oggi i collezionisti dichiarano di comprare opere per fare una scommessa, un investimento, sperando che una certa opera acquisti valore nel futuro, creando però delle bolle artistiche.
 
Chi stabilisce il valore di un'opera? Ci sono art advisor, specializzati in questo valore, ma c'è anche una start up a Genova, Kellify, che con l'intelligenza artificiale, cerca di stabilire il valore corretto.
 
Il mercato dell'arte è cresciuto del 480% in questi anni. Ma è ancora arte?
 
 
Chi ha avuto l'intuizione di vendere le mascherine ai senatori, le FFP2 che per molti sono introvabili?
Qualcuno se l'è comprata, ma al Senato sono disponibili le mascherine per chi le richiede.
Per i dipendenti e i senatori sarebbe sufficiente la chirurgica: lo ha spiegato anche Silvio Brusaferro nel corso di una conferenza stampa coi giornalisti, chi può rispettare la distanza di almeno un metro, può contentarsi di quelle “normali”.
 
IL direttore del polo sanitario del Senato, Marini, ha richiesto le mascherine ffp2 il 27 gennaio, ben prima del caso dei due turisti cinesi scoperti a Roma e poi ricoverati allo Spallanzani.
In questo modo le ha pagate ad un prezzo stracciato (prima che la Protezione Civile decidesse di procedere alla requisizione): una felice intuizione da parte del dottor Marini.
 
 
I video di De Luca, il presidente della Campania, sono diventati virali: dirette video senza domande da parte dei giornalisti, poco amati dallo sceriffo.
Senza domande, ci si dimentica che all'inizio De Luca era piuttosto scettico rispetto al problema del Corona virus: una normale influenza ad inizio marzo. Non ha bloccato nemmeno il concorso per la Pubblica Amministrazione, con 12mila partecipanti, sempre a marzo.
 
Oggi l'80% dei campani è convinta che De Luca abbia gestito bene l'emergenza, ma nessuno sa che De Luca ha speso molte risorse per la sua comunicazione, solo Salvini e Renzi spendono più di lui.
Prima dell'emergenza era in difficoltà, per le prossime elezioni, mentre ora il consenso è in crescita: per questo vorrebbe votare a fine luglio, quando ancora potrebbe passare all'incasso.
 
E la raccolta delle firme, e la presentazione delle liste, la campagna elettorale? Si può far tutto entro luglio?

De Luca ha saputo gestire una regione difficile in un momento difficile: oggi è il secondo presidente di regione, come gradimento. Ma è vera gloria? Come ha fermato il virus?
Con medici, con ospedali organizzati? Oppure solo con la sua comunicazione senza contraddittorio, con punte di intolleranza, con tanta dose di colore?
 
Tutto è cominciato il 6 aprile, con l'arrivo dei tir da Padova, il materiale per costruire il reparto Covid presso l'Ospedale di Mare a Napoli, la grande scommessa della giunta De Luca su cui ha investito economicamente (per quasi 8ml di euro) e anche in termini di immagine, presentandolo come un'opera titanica costruita a tempi di record seconda solo all'ospedale costruito in Cina a Wuhan.
Tanto di telecamere inquadravano il procedere dei lavori sul cantiere, che ha portato a 72 posti di terapia intensiva dentro i container posti nel parcheggio dell'ospedale.
Racconta Federico Ruffo che l'opera titanica quando viene presentata alla stampa rischia già di essere inutile, perché i pazienti ormai scarseggiano (era stata pensata con una programmazione vecchia di 40 giorni), ma forse è meglio che non sia servita.
 
Si puntavano ad avere 800 posti di terapia intensiva in Campania: ne servivano così tanti, anche per la futura ondata di autunno?
 
Il giornalista ha incontrato un infermiere dell'Ospedale di Mare che ha preferito rimanere in incognito: nella nuova struttura c'è un solo bagno per 12 pazienti, unico e questo è un rischio per i pazienti che così possono contagiarsi; non è prevista una zona per eventuali decessi e medici e infermieri non hanno idea di come comportarsi.
La sala mortuaria più vicina è l'ospedale, per arrivarci si deve attraversa un ponte che porta dalla palazzina dell'amministrazione all'ospedale.
Alla fine, i posti di terapia intensiva non sono nemmeno 72, ma sono stati ridotti a 48 e non si sa quanti ne andranno in funzione effettivamente – conclude l'infermiere.
 
A quanto parte non ci stavano 72 posti nei container nel parcheggio dell'ospedale: il costo medio, a fine lavori, è stato di 250mila euro a letto.
Forse questa struttura non era necessaria: dopo anni di lavori (e 370 ml di spese), all'interno dell'Ospedale del Mare ci sono due interi piani non utilizzati, reparti mai entrati in funzione.
Questi reparti potevano essere usati per la terapia intensiva – sostiene l'infermiere intervistato dal giornalista. L'ospedale del Mare non è l'unico della Asl Napoli 1 le cui terapie intensive rischiano di rimanere vuote: il Loreto Mare è stato uno dei primi ad essere attrezzato, il 24 marzo proprio il direttore della Asl mostrava a De Luca e al suo consigliere alla sanità Coscioni i nuovi dieci posti Covid (poi diventati venti).
 
A fine aprile, al Loreto Mare le immagini del servizio mostrano pochi pazienti, corridoi vuoti, letti vuoti fotografati dai medici rimasti.
Perché c'è anche un problema di carenza di personale: Pierino di Silverio, responsabile nazionale Anaao, si chiedeva come si pensava di riempire le nuove strutture, quando mancano medici, al momento il personale è preso da altri presidi già in carenza, come un gioco delle tre carte.
Dal 27 aprile il nuovo ospedale Covid ha ospitato in totale dieci pazienti che, al 5 maggio, erano ridotti a uno solo.
 
Uno spreco?
Il Covid hospital è presidiato h24 più per non far vederlo, che non per controllare i pazienti, un'imponente Truman Show, creato da De Luca stesso e dai suoi fedelissimi, come il direttore della Asl 1, Ciro Verdoliva.
 
Questa operazione è servita a creare un numero alto di terapie intensive, posti solo annunciati e non creati veramente, però, quando ci sono altri reparti di altri ospedali non utilizzati, dove mancano anche medici e infermieri. Ma a questo si colma con la narrazione del presidente, con le sue battute.
La regione ha stretto un accorto con l'Aiop per avere posti letto dal privato su cui mandare pazienti Covid: un accordo molto vantaggioso per i privati, un accordo che suona strano perché i posti pubblici ci sono.
 
Quanti pazienti sono stati trasferiti ai privati? Non si sa, Report ha parlato col segretario della Cgil settore sanità.
Alcuni pazienti sono stati spostati a km di distanza, a Campolongo: tre di questi, spostati a marzo, sono morti dopo il trasporto.
Il Campolongo Hospital non aveva brillato per la gestione del Covid: Report ha citato un caso di una paziente di Pompei, poi trasferita ad Eboli, per una errata diagnosi di un caso Covid.
“La chiavica del Campolongo” così veniva chiamato l'ospedale da un medico di Eboli, dove centinaia di medici hanno dovuto sottoporsi al tampone.
 
Come mai si è scelta questa clinica? La clinica era vuota e doveva essere riempita, racconta un dipendente che poi ammette che lì, non erano pronti a gestire il Covid. La clinica è di proprietà del vicepresidente dell'Aiop.
 
La regione Campania ha fatto una manifestazione di interesse per dare a laboratori privati la possibilità di fare i tamponi: apre un bando ad aprile, aperto per poche ore.
Viene il sospetto che il bando fosse fatto su misura per una determinata struttura privata, con una soglia di tamponi al giorno molto alta, 500 tamponi al giorno.
Il bando è stato fatto dalla Soresa: un manager della Soresa ammette che quella scelta, le poche ore per il bando sono stato un errore.
Così, mentre alcuni privati si erano offerti per fare tamponi gratis, all'istituto zooprofilattico danno l'appalto ad una società che già collaborava con lo stesso.
 
Del dream team di De Luca fa parte Verdoliva, ex direttore del Cardarelli, coinvolto in una inchiesta con l'imprenditore Romeo.
 
I magistrati sospettano che Verdoliva abbia chiuso un occhio per l'azienda di Romeo, per rapporti personali.
Secondi i pm di Napoli l'azienda che si occupa della manutenzione di un ospedale (sotto la gestione di Verdoliva), la A&G, avrebbe svolto lavori di ristrutturazione gratis presso la sua abitazione.
 
La magistratura vuole vederci chiaro su queste vicende e anche sulla gestione dei tamponi, sulla manifestazione di interesse per i tamponi.
 
Federico Ruffo è andato Salerno, nel feudo di De Luca, ad intervistare Luigi Greco, considerato uno dei maggiori infettivologi in Italia: quando in piena emergenza all'ospedale Ruggi si accorgono che devono creare da zero il reparto Covid lo richiamano dalla pensione. Era l'inizio di marzo e all'ospedale stavano approntando tre sezioni per il Covid nel reparto dove aveva lavorato: “siamo riusciti a far sì che i malati che arrivavano, con delle polmoniti, riuscivamo a stabilizzarli ed evitare che andassero in terapia intensiva” racconta il medico.
 
Subito prima di Pasqua viene deciso il trasferimento in 48h di tutto il reparto Covid: medici, infermieri e pazienti infetti dovevano spostarsi di 5km presso il complesso di San Giovanni da Procida.
Non c'era Pronto Soccorso, c'erano solo due rianimatori, senza avere la rianimazione, la radiologia che chiudeva la sera: da qui è partita la mia protesta, come fate in un momento come questo, in cui c'è un'emergenza infettiva planetaria, a fare una cosa così assurda come chiudere il reparto di malattia infettiva?”.
Spostare un malato Covid lo espone ad altri rischi, lui e medici e infermieri coinvolti nello spostamento: Greco ha così scritto una lettera dove ha contestato questa decisione, con affermazioni gravi: “scrivo che una direzione sanitaria che dovrebbe capirne di malattie infettive che accetta un fatto del genere è unfitted, in inglese significa inidoneo”.
 
La lettera è stata mandata a tutti i colleghi, è diventata pubblica: “l'attitudine a prendere gente inidonea a comandare deve finire, perché non può essere che tu scegli da politico, colui che ti serve a te, ma non serve alla sanità. Mi dicono che il direttore amministrativo dell'ospedale mi doveva parlare: in un lungo giro di parole mi spiega che il direttore sanitario, il direttore generale non approvavano le mie contestazioni, al che io ho risposto 'Lei non è medico, se fosse medico le potrei spiegare che cosa è successo.. lei è un amministrativo e come amministrativo deve prendere un provvedimento, mi deve licenziare'.”
Dopo qualche ora a Ferro arriva una telefonata di una impiegata che, dispiaciuta, comunica il licenziamento: “licenziato? Ma che vuol dire? Io sono pensionato..”
 
L'attitudine a nominare un manager inadeguato, che serva all'immagine del politico e non alla sanità pubblica.
Se non riconosci il demerito, come riconosci il merito: significa fare sprechi, non riuscire a fermare errori e forse nemmeno la criminalità.
Come successo all'ASL 1, per l'infiltrazione della Camorra, che risale a ben prima della gestione Verdoliva che è estraneo a questa vicenda.



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