martedì 30 aprile - Aldo Funicelli

Report – il codice Montante e la differenziata nelle catene di ristorazione

La centrale di spionaggio messa in piedi dall'ex numero uno di Montante, che porta all'intercettazione tra Mancino e Napolitano e la trattativa stato mafia.
La scuola dei sovranisti in una Abbazia del 1200 ottenuta dando false informazioni.

 

Nell'anteprima come fare differenziata e creare anche posti di lavoro.
 
Fare la differenza di Antonella Cignarale immagini di Chiara D’Ambrosio
 
Mangiamo fast, veloce e consumiamo più plastica per forchette e piatti: sono rifiuti che poi dobbiamo gestire. Dobbiamo far cambiare abitudini alle catene i fast food, come ha fatto il governo francese che ha imposto a queste catene di produrre un piano per potenziare la differenziata.
E in Italia?
Pochi gestiscono correttamente i rifiuti, differenziando: la carta con la carta, anche se unta e la plastica con la plastica.
Servono contenitori nei negozi, imballaggi riciclabili e una corretta formazione dei clienti e del personale nei locali: basta versare tutto dentro l'indifferenziata!
 
I dipendenti Mc Donald's a Milano (ma anche a Napoli), in un locale dove la giornalista è entrata, buttavano tutto assieme.
Ma a Napoli si sono dimostrati poco inclini ad accettare consigli.
 
Nessuna formazione per gli addetti Mc Donald's e nemmeno da Burger King (per par condicio): allora la formazione la deve fare lo Stato, la televisione (come Report e questo servizio di Antonella Cignarale che ha dovuto rovistare tra i sacchi della spazzatura), perché differenziando si ha un risparmio sui costi per i rifiuti, paghiamo noi anche per quelli che non fanno correttamente la differenziata.
 
Addirittura un manager di Mc Donald's voleva denunciare la giornalista ai carabinieri e voleva pure licenziare il dipendente. Ma come si permette a parlare con la stampa ..
 
Tu vuò fà l'americano di Giorgio Mottola
 
Bannon sta finanziando e aiutando partiti italiani in vista delle prossime elezioni: Bannon ha incontrato Salvini tramite Arata ed era presente alla festa di Fratelli d'Italia della Meloni.
Bannon, in un documentario mostrato da Report, parla di strategie elettorali con Arata: a che titolo?
Che cosa lega Bannon, Arata con Nicastri fino a Salvini?
 
Il codice Montante, di Paolo Mondani
 
Pochi giorni fa i magistrati di Caltanissetta hanno chiesto dieci anni di carcere per Antonello Montante, l'uomo della legalità di Confindustria, l'apostolo dell'antimafia.
Tutto falso, come la laura e la fabbrica di bici.
Oggi è indagato per concorso esterno in mafia: Report riparte da dove era finita la prima parte dell'inchiesta di novembre scorso.
Con la storia di Banca Nuova (la banca siciliana del gruppo bancario di Zonin) che aveva sede proprio nell'ex ufficio di Pio Pompa, uomo del Sismi di Pollari.
 
I conti dei servizi stavano da Banca Nuova, una banca creata dai servizi – racconta un suo ex manager: Montante aveva ereditato un meccanismo oliato, creato dai servizi (come anche Montante è una creatura dei servizi).
Nella filiale di Roma agenti cia e uomini dell'ambasciata erano di casa: Adriano Cauduro è stato ex direttore generali della banca, nell'intervista con Mondani racconta di aver visto Pollari nella filiale della banca di Roma, nella scrivania del direttore.
Era il 2017.
 
In quel palazzo Pollari aveva installato Pio Pompa lì, per creare dossier contro politici e magistrati ostili al governo Berlusconi.
 
Un altro manager, che si è fatto riprendere, racconta di un ricevimento con Lombardo, Schifani, i magistrati De Francisci, Anna Palma, Basile della KSM e Antonello Montante.
Magistrati, politici e imprenditori.
Altri incontri tra Montante e questori, uomini dei servizi, generali: molti spioni, parenti di questi personaggi sono poi stati assunti in Banca Nuova.
 
Lo stesso Manager racconta dei fratelli Gualdami, uno dei fratelli funzionario della banca, un altro un politico: sarebbero loro i contatti col generale Piccirillo, per portare in quella banca i conti dei servizi.
 
Ci sono poi storie di crediti concessi agli amici (Ardizzone, Ciancio, Romano, Mannino) che poi non sono stati restituiti o restituiti con difficoltà.
Zonin (a capo del gruppo bancario che ha fondato anche Banca Nuova) nel 2016 piomba in Sicilia per fermare Cauduro, l'ex DG, che cercava di far rientrare nei debiti questi personaggi eccellenti.
 
Un altro testimone racconta di una banca di Trapani, che custodirebbe i soldi dei mafiosi, poi comprata da Zonin e messa dentro Banca Nuova: con questo acquisto sarebbe poi diventato intoccabile.
 
Banca Nuova finanziava i giornali, teneva i conti di un boss, i politici coinvolti nella trattativa stato mafia, i conti del capocentro della DIA e i conti dei servizi.
Lo hanno raccontato due giornalisti, Bonazzi e Borghi, che oggi per questo sono accusati di violazione di segreto di stato e rischiano dieci anni di carcere.
 
Nel 2017 Banca Nuova chiude e così Montante vola in America alla festa dell'associazione italo americana (NIAF) pur essendo già indagato.
Montante è cresciuto con Arnone, un altro personaggio molto chiacchierato, con condanne per mafia: ha fatto lui da testimone al matrimonio di Montante che oggi viene difeso dall'avvocato Taormina.
 
Che oggi difende il suo assistito puntando sul fatto che i giudici che lo accusano erano a fianco di lui e non si accorgono di niente, come di niente si è accorto l'ex ministro Alfano, che aveva affidato a Montante il ruolo di gestione dei beni sequestrati alla mafia.
 
A Palermo Mondani ha incontrato Vincenzo Monticello, ex proprietario dell'Antica Focacceria, simbolo della resistenza alla mafia nel capoluogo ai tempi di Montante e della finta rivoluzione degli imprenditori dell'isola: oggi ha ceduto la focacceria, ed è un dipendente della Regione.
Ha provato, in regione, a bloccare un viaggio di Montante a Washington nel 2017, perché non opportuno (Montante era già indagato all'epoca): non solo non è stato ascoltato (e Montante è volato in America come ospite riverito alla cena della National Italian American Association) ma gli è anche stata tolta la scorta, nonostante con le sue denunce abbia mandato in carcere 5 estorsori.
 
Passata la breve stagione della vera lotta al racket, tra il 2007 e il 2009, oggi tutti continuano a pagare il pizzo a Palermo e non solo.
A Mondani, Monticello racconta di come sia stato strumentalizzato ai tempi di Montante: ad ogni intervista, ogni volta che arrivava la televisione, succedevano cose strane, auto vecchie che venivano sostituite, come se lo Stato volesse fare bella figura, quello Stato (politici, imprenditori) che oggi però lo hanno schivato, allontanato.
Nemmeno l'assessorato alle attività produttive ha sostenuto Conticello: a capo dell'assessorato c'era una persona messa lì da Montante stesso, Linda Vancheri.
Ai tempi di Expo 2015, Vancheri (funzionaria di Confindustria) ha firmato una convenzione con Montante (a capo di Confindustria), con dietro una certa somma di risorse pubbliche, affinché Unioncamere promuova l'immagine di diverse imprese siciliane all'Expo.
Montante aveva messo in piedi un sistema che ricorda quello della P2 – ricorda l'europarlamentare Fava.
 
Montante e Lo Bello sono soci di una società di cui faceva parte anche un avvocato, Francesco Agnello, un nome che viene fuori anche nell'inchiesta che ha coinvolto il politico lombardo Penati e che, “si dice”, fosse legato al politico regionale Beppe Lumia.
 
Lumia ha smentito tutti i fatti, questo tentativo di mascariare un politico: per timore di mascariare qualcuno l'imprenditore Venturi è andato a denunciare Montante e il suo sistema ai magistrati.
Marco Venturi è uscito da Confindustria nel 2015, dopo una intervista con Repubblica e parla di un vero e proprio imbroglio di Confindustria, una stagione che era partita bene, per fare la lotta alla mafia, la lotta al racket nel 2006. Lotta che subito si inceppò “perché quando si cominciò a parlare di lotta al lavoro nero, lotta agli imprenditori che non pagavano gli stipendi o davano il 50% delle buste paga, lì cominciarono dei freni, cominciò la paura di molti”.
Montante era uno che spaventava le persone: Galli (oggi deputato PD, all'epoca dirigente in Confindustria) cercò di ostacolarlo e dovette smettere, era protetto dalla Marcegaglia.
Un anonimo ex dirigente di Confindustria racconta a Mondani altri dettagli sconcertanti: “Riuscì ad imporre il suo capo della sicurezza personale come capo della sicurezza di tutta Confindustria. Ma pensi che poco prima dei suoi guai giudiziari a Confindustria arrivò uno scatolone pieno di cassette registrate, inviato a Giancarlo Coccia da Montante. Furono messe nel caveau di Confindustria. Sarà stato verso l’agosto del 2017”.
 
Mondani ha chiesto all'ex manager: “E la polizia non sa nulla dello scatolone?”. “No”.
Montante aveva imposto alla Marcegaglia l’assunzione di Diego Di Simone, ex commissario di Polizia della squadra mobile di Palermo, arrestato con lui il 14 maggio dello scorso anno. Il 31 marzo 2016 Di Simone è intercettato mentre comunica festante a un fornitore, Salvatore Calì, la notizia dell’elezione di Vincenzo Boccia che, annotano gli inquirenti, “rappresentava la continuità con la pregressa gestione”. “Boccia, quello di Salerno… è bellissimo”, dice Di Simone, e Calì felice: “Quindi rimaniamo tutti, giusto?”. L’unico inconsapevole (apparentemente) è proprio Boccia, come Squinzi prima di lui. È proprio strana la deriva della Confindustria. (dall'articolo di Meletti sul FQ).
 
C'è poi la storia della mafia agricola, quella contro cui si è battuto Antonino Antoci, vittima di un attentato fallito: un attentato di mafia o un attentato fatto dalla politica, per mascariare Antoci?
Chi ha ordinato l'attentato? Perché Antoci, uomo di Crocetta e Lumia, non parla mai di Montante?
 
Fabio Venezia, padre del protocollo adottato nel parco, racconta al giornalista che oggi forse ha fatto più danni l'antimafia che la mafia in Sicilia.
I magistrati sospettano che Montante abbia usato i suoi dossier, le informazioni che arrivavano dalle sue fonti, per ricattare, distruggere carriere e aumentare il suo potere.
 
Tra i segreti a disposizione da Montante anche pezzi dell'intercettazione tra Mancino e Napoletano: intercettazioni che dovevano essere distrutte, o forse no.
Intercettazioni dove si parla della trattativa stato mafia, quando un pezzo dello Stato si piegò ai desiderata della mafia: in primo grado sono stati condannati uomini dello stato e politici come Del'Utri.
 
Era una trattativa politica – racconta Di Matteo, non si fermava agli ufficiali del ROS: nelle indagini fu intercettato anche l'ex ministro Mancino quando telefonava all'ex consigliere D'Ambrosio e alcune con Napolitano.
Quest'ultimo aprì un conflitto con la procura di Palermo, chiedendone la distruzione.
Oggi i magistrati che indagano su Montante sospettano che quelle siano finite nella disponibilità di Montante, arrivategli dal colonnello D'Agata (capo centro della DIA).
D’Agata a un certo punto viene portato a lavorare per i servizi segreti dal generale Arturo Esposito, direttore dell’Aisi. Entrambi sono indagati con Montante, con l’ipotesi che abbiano fornito al sedicente eroe antimafia notizie riservate sull’inchiesta a suo carico. “Il figlio di D’Agata è poi stato assunto a Banca Nuova, la moglie viene piazzata da Montante in un ente regionale”.
 
D'Agata avrebbe fatto un uso improprio di quelle intercettazioni per fare carriera?
Se fosse vero avrebbe tradito lo Stato e i suoi uomini – ha commentato così il giudice Di Matteo.
 
Chi è allora Montante? Un personaggio creato ad arte per nascondere il vero volto della mafia e creare un'immagine finta dell'antimafia?
Saprà lo Stato processare sé stesso per combattere la mafia che deve la sua forza proprio grazie ai suoi rapporti con uomini dello Stato, imprenditori, professionisti?



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