lunedì 26 maggio 2014 - Domenico Attanasii

Renzi e l’invidia della candela

Zeus, non gradì la rivolta contro gli dei dell'Olimpo guidata da papà e così scaricò la zavorra dell'intera volta celeste sulle spalle di Atlante.

Matteo Renzi ha fatto quasi il pieno dei voti convincendo più del 40% degli italiani. Il Presidente del Consiglio è riuscito a portare a termine, a far diventare realtà quell'intuizione - ormai lontana un lustro - che fu di Walter Veltroni: il Partito Democratico.

Nella sua attesa conferenza stampa, Renzi ha correttamente e lealmente ribadito che le consultazioni europee appena conclusesi - come da lui stesso solennemente dichiarato in campagna elettorale - non saranno considerate un referendum sull'attuale governo in carica.

E c'è da credergli. Di sicuro, non potrebbe essere diversamente.

Il berlusconismo che fu, i propri errori e le aspettative puntualmente disattese, il Cavaliere li ha saputi ben addebitare - ogni volta all'occorrenza - all'alleato di turno. Quando si tratta di Silvio Berlusconi, la colpa è sempre degli altri: la Lega che tradisce, quell'altro del "che fai mi cacci" e via di seguito con le cronache che hanno affollato pagine di giornali di questi argomneti improbabili.

Una votazione tutta per l'Europa, continua Renzi. Probabilmente, gli è giunta voce dei fatti mai censurati dai media accaduti a un personaggio della mitologia greca alleatosi improvvidamente con un tizio di nome Crono. Il figlio di quest'ultimo, un certo Zeus, non gradì la rivolta contro gli dei dell'Olimpo guidata da papà e così scaricò la zavorra dell'intera volta celeste sulle spalle di Atlante, compare di merenda del genitore cospiratore.

Di certo, Matteo l'astuto avrà pensato di mettere le mani avanti. Meglio e saggio sarebbe non confondere il 41% di consensi alle europee con patti e accordi che tengono in piedi l'esecutivo renziano. Se crolla tutto, poi la colpa chi se la prende?

Come la candela al vento, che inesorabile si consuma fino a spegnersi, l'attesa del cittadino di potere tornare a scegliersi i propri rappresentanti sarà dolce, al tepore di una fiammella che imita invidiosa il fuoco.

 

Foto: Facebook




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