giovedì 7 febbraio - Gerardo Lisco

Reddito di cittadinanza e salario degli italiani

I dati riportati dalla relazione fatta dal Presidente dell'Inps Boeri non mi convincono. Nella sua relazione, Boeri, sostiene che il 45% dei redditi da lavoro percepiti al Sud sono al di sotto del reddito di cittadinanza, cioè sono al di sotto dei 780,00€ mensili, per cui il reddito di cittadinanza produrrebbe un effetto spiazzamento nel senso che in molti, volontariamente, potrebbero scegliere di fare i disoccupati per godere del suddetto beneficio. 

Siccome si parla di reddito ho fatto una cosa molto semplice ho dato una lettura al dato relativo ai redditi dichiarati nel 2018, dati pubblicati dall'Agenzia delle entrate. Il reddito medio nel 2017, secondo le dichiarazioni del 2018, è stato di 1580,00 € mensili con uno scarto consistente a favore del nord rispetto ai redditi del sud. 

Ho fatto anche un'altra cosa, ho dato una lettura alle tabelle retributive allegate ai singoli CCNL. Dopo aver incrociato questi dati quanto sostenuto da Boeri merita un’analisi attenta. 780,00 € mensili, facendo i conti a spanna, dovrebbero riguardare solo lavori con orario ridotto e non mi sembra che il 45% dei lavoratori privati impiegati a sud siano lavoratori a tempo parziale. Uno studio di UNIMPRESA pubblicato ad aprile del 2018, consultabile in rete, evidenziava come <<Il deterioramento del mercato del lavoro non ha come conseguenza la sola espulsione degli occupati, ma anche la mancata stabilizzazione dei lavoratori precari e il crescere dei contratti atipici (…) di fatto aggravata dalle agevolazioni offerte dal Jobs Act che hanno visto favorire forme di lavoro non stabili. Di qui l'estendersi del bacino dei "deboli.(…) Il dato sui 9,29 milioni di persone è relativo al terzo trimestre del 2017 e complessivamente risulta in aumento dell'1,4% rispetto al terzo trimestre del 2016, quando l'asticella si era fermata a 9,16 milioni di unità: in un anno quindi 105mila persone sono entrate nell'area di disagio sociale>>. Da qui si evince chiaramente che salari al di sotto dei 780,00€ mensili non solo non sono un'eccezione ma sono il frutto di anni di massacro dei diritti sociali con l'introduzione di contratti di lavoro miranti a ridurre salari e diritti sociali per garantire una maggiore flessibilità del lavoro a favore delle imprese.

L’Italia, grazie ad anni di politiche neoliberiste ispirate ai principi della moderazione salariale e dell'austerità espansiva, si colloca agli ultimi posti nella classifica per reddito tra i Paesi OCSE. Un dato di questo tipo necessita politiche a sostegno della crescita dei salari. Da quanto sostiene Boeri evinco che il suo unico fine sia esattamente quello di riproporre le stesse politiche neoliberiste che hanno prodotto disuguaglianza e povertà crescente. Se non fosse chiaro gli italiani non sono ricchi, almeno la maggior parte di essi. Che sia così lo provano i dati OXFAM pubblicati di recente. Una famiglia con un reddito di 1580,00 € al mese non naviga nell'oro. Per le nuove generazioni una retribuzione media di 1580,00€ mensili è poi un miraggio.

Una tale retribuzione tra i giovani neolaureati è una rarità. Secondo i dati riportati da AlmaLaurea la retribuzione dei giovani laureati italiani si attesta intorno ai 1000 €. Un reddito maggiore è appannaggio di pochi profili professionali e sto parlando di persone per così dire fortunate considerato che quattro neolaureati su dieci sono disoccupati e che quelli occupati, mediamente, percepiscono retribuzioni inferiori del 36% rispetto a quello dei loro padri.

E’ questa “ la generazione 1000€” descritta nel film di Venier. Prima di aprire bocca Boeri dovrebbe riflettere. Dovrebbe riflettere anche sul tema pensioni, problema non risolvibile con l’accoglienza in massa di immigrati che verrebbero pagati ancora meno. Nel caso in cui i dati riportati da Boeri fossero davvero quelli la prima domanda che mi verrebbe da fargli è: ma gli Ispettorati provinciali del lavoro vigilano sul rispetto dei CCNL e delle allegate tabelle retributive o no ? La seconda: se i dati sono veri con quale coraggio continua a sostenere politiche economiche di austerità e di tagli ai salari e alla spesa pubblica? 

Premesso che è necessaria una inversione delle politiche sin qui condotte, penso che il prof. Tridico, consulente del Governo sul tema del Reddito di Cittadinanza, abbia ragione quando sostiene che il database dell'Inps non sia aggiornato. In ultimo una riflessione sulla filosofia alla base del reddito di cittadinanza. Esso non è altro che un istituto finalizzato a garantire la flessibilità del mercato del lavoro, cioè la precarietà e la possibilità da parte delle imprese di avere sempre disponibile un esercito industriale di riserva, cioè lavoratori disponibili ad accettare qualsiasi lavoro per qualsiasi salario. Potenziali lavoratori o lavoratori precari con un reddito di cittadinanza superiore al salario percepito non sono più ricattabili, possono in sostanza dire no allo sfruttamento barbaro e al ricatto legalizzato ed è questo, per personaggi come Boeri e per gli interessi che rappresenta, il vero e unico problema. Tutto il resto è solo propaganda.




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