martedì 1 settembre - Anna Maria Iozzi

Raoul Bova, in collegamento con Giffoni50, ha mostrato in anteprima esclusiva le prime scene del suo nuovo film “Ultima gara”

“Ultima gara, il mio nuovo film, è a tratti documentaristico. Abbiamo cercato di enfatizzare la naturalezza, la semplicità. Alcune scene non erano neanche previste. Sono nate con una bellissima spontaneità”. Raoul Bova, in collegamento con Giffoni50, racconta ai ragazzi la sua nuova avventura cinematografica, il lungometraggio “Ultima gara”, di cui è anche regista insieme a Marco Renda, che racconta la storia dei tre campioni del nuoto Emiliano Brembilla, Filippo Magnini e Massimiliano Rosolino.

 “Il film vuole spronare, vuole smuovere lo spettatore, raccontando la storia di tre atleti campioni del mondo e di un attore che scelgono di mettersi in gioco insieme, condividendo una sfida per superare sé stessi. Spesso, vincere vuol dire proprio superare i propri limiti, ricominciare a giocare quando tutto sembra già fatto”.


Sull’esperienza della regia, ha commentato: “Con Renda, si è creata un’atmosfera stimolante. Lui si occupava della parte più tecnica, catturava le emozioni, gli sguardi. È stato come un ballo e noi avevamo trovato il tempo perfetto”.

Anche Manuel Bortuzzo, in presenza al Giffoni Film Festival, fa parte del cast di “Ultima Gara”. “Con Manuel, ci siamo incontrati in un momento particolare delle nostre vite. Io mi ero appena fratturato una gamba e avevo perso da poco i miei genitori. Ho trovato in lui la forza di reagire, la voglia di vivere. Lui ha trovato in me un supporto e abbiamo cominciato a guardare insieme verso il futuro. Il suo contributo è stato fondamentale per la riuscita della trama”.
Il suo consiglio per i ragazzi: “Spesso, siamo noi ad autoisolarci per paura di essere perdenti o, addirittura, perché ci sentiamo in colpa per aver vinto qualcosa. L’auto-giudizio può essere pericoloso. Lo dico per esperienza. Con un po’ più di fiducia nelle nostre capacità, potremmo anche sentirci meno soli”.
Chiudendo, Bova ha promesso: “Il prossimo anno sarò al Festival e vi farò vedere il mio film. Voglio assolutamente il vostro parere, perché credo che quelle dei giovani siano le opinioni più importanti”. 




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