lunedì 8 marzo - Yvan Rettore

Quei silenzi che offendono una democrazia

Non sorprende che Draghi non si rivolga praticamente mai al popolo italiano rifugiandosi nel silenzio tipico del tecnocrate abituato a riferire soltanto a determinate persone e entità privilegiate del proprio operato.

Questa assennza di trasparenza e comunicazione tipica di una vera e propria oligarchia è soltanto uno dei tanti silenzi che offendono la nostra democrazia ormai sospesa.

Nel perfetto silenzio dei media di regime si è assistito infatti alla decisione da parte di questo esecutivo di appaltare il Recovery Plan ai tecnici di una società multinazionale di consulenza, la Mackinsey, con sede mondiale a New York.
Il tutto senza nemmeno fornire uno straccio di spiegazioni e comunque avvolto nella massima segretezza.
 
E come ciliegina sulla torta, è giunto il famigerato comunicato di Confindustria (massimo organo della nobilità borghese contemporanea) in relazione all'annuncio dei portuali genovesi di indire uno sciopero di cui ecco il contenuto:
“Si ricordino che una giornata di lavoro oggi è un privilegio“.
Una dichiarazione prepotente e indecente nei confronti di lavoratori, sfruttati proprio da lor signori per mantenere in essere un Paese in cui l'equità sociale è ormai un mito e nel silenzio assordante di una Sinistra parlamentare che ormai non si occupa più da tempo (o comunque non abbastanza) di chi sta peggio in Italia.
 
Yvan Rettore



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