mercoledì 9 gennaio - Marinella Zetti

Quante frecce nell’arco di La Nave di Teseo

Il 2019 si apre per la casa editrice guidata da Elisabetta Sgarbi. Tante novità decisamente interessanti, vi propongo una piccola selezione.

Iniziamo con Michel Houellebecq, dopo il successo di “Sottomissione” con oltre 150.000 copie vendute, arriva “Serotonina”.
L’autore sarà in Italia il 10 gennaio per il lancio del libro che è già uscito in Francia con una distribuzione di 350mila  cover Serotoninacopie.
Ecco l’incipit dell’atteso romanzo:
"Odiavo Parigi, quella città ammorbata da borghesi ecoresponsabili mi. Può darsi che fossi un borghese anch’io ma non ero ecoresponsabile, andavo in giro con un 4×4 diesel – forse non avevo combinato granché di buono nella vita ma almeno avrei contribuito a distruggere il pianeta – e sabotavo sistematicamente il programma di raccolta differenziata varato dall’amministratore del palazzo buttando l’umido nel recipiente per il vetro e le bottiglie vuote nel cassonetto riservato alla carta e agli imballaggi".

Scrittore, poeta e saggista francese, Michel Houellebecq nel nostro Paese è diventato famoso con “Le particelle elementari” (Bompiani, 1999).

Anche Mauro Covacich sbarca in libreria con “Di chi è questo cuore” dopo il successo di “La città interiore”, Cover Di chi è questo cuorePremio Campiello 2017.
In una Roma straniante e multietnica, percorsa nei luoghi più sorprendenti e quotidiani, lontano dalle mete obbligate, si muove come un gatto il narratore e protagonista, Mauro Covacich. L’autore si mette in scena, e si mette a nudo, in questa ideale continuazione di La città interiore. Ma stavolta non sono il passato e la storia i protagonisti, ma un umano e tentacolare presente, rappresentato, infatti, da Roma, città in cui vive e che perlustra instancabilmente. Il protagonista è un atleta professionista, ma la sua vita cambia radicalmente quando gli viene diagnosticata una disfunzione cardiaca. Un avvenimento nuovo che muta il suo orizzonte: la vita con la sua compagna Susanna, con i suoi amici, la sua percezione del corpo i suoi allenamenti, il nuoto, le corse.

Laura Pariani propone “Il gioco di Sant'Oca” un romanzo corale, di ambientazione storica, che intreccia due storie: quella di Bonaventura Mangiaterra e quella della girovaga Pùlvara.
cover Il gioco di Santa OcaCon la prima, seguiamo il racconto di quel che succede della brughiera dell’Alto Milanese tra il 20 settembre e il 31 ottobre 1652: la gran rivolta dei pitòcch capitanati da Bonaventura Mangiaterra, capopopolo che sa affascinare i terrieri con la Bella Parola, una sua versione libertaria dell’Antico e Nuovo Testamento. Nell’autunno del 1652 l’Inquisizione e i potenti della zona (gli Altemps di Gallarate, gli Arconati di Castano, il Capitano di Giustizia di Busto Grande) sguinzagliano per la brughiera una spia, Giosafatte Vulpe, per trovare il modo con cui sbaragliare la banda.
Consegnato al nemico, Bonaventura viene ferito e tutti scoprono che in realtà, a metterli alle strette, è stata una donna. Vent’anni dopo, nell’ottobre 1752, la vagabonda Pùlvara, che in gioventù ha avuto una vita avventurosa di travestimenti – si passava per maschio quando la situazione lo richiedeva – vaga nella brughiera, spinta da un sogno che le ha ordinato di rimettersi in viaggio. Si accompagna per un tratto del suo cammino a Pipòt, un giovane girovago dell’Europa del Nord, a cui insegna i “trucchi” del mestiere e aneddoti sul leggendario Bonaventura Mangiaterra (ha infatti, sotto il travestimento da maschio, fatto parte della banda dei pitòcch). Durante il suo camminare si divaga giocando il Gioco di Santa Oca, da cui trae consigli di comportamento.
Una storia di ribellione, di libertà, e di donne vissute in un passato che, per la sua rigidità e il suo conformismo, assomiglia incredibilmente al nostro presente.

Concludo con “Amore non amore” di Franco Marcoaldi una nuova edizione, ampliata e arricchita, di un classico della poesia italiana contemporanea. Cento poesie per amori non convenzionali.
Amore, mai sentimento è stato così tanto indagato, cantato, narrato. E banalizzato. Ma la figura di questa passione Franco Marcoaldiuniversale, di questo vero e proprio motore del mondo, cambia col passare del tempo?
La scommessa di Marcoaldi è tutta qui. Sì, l’Amore cambia. Si sposta, si complica, si arricchisce. Si fa più incerto, intermittente, nascosto, solitario. Per questo è necessario, oggi, provare a scrivere un nuovo canzoniere che, fin dal titolo, Amore non Amore, sappia dar conto della intrinseca equivocità, della ambivalenza assunta da questo sentimento.
Da questo libro è stato tratto uno spettacolo teatrale con un tour in tutta Italia a partire dalla settimana di San Valentino.




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