venerdì 19 febbraio - Antonio Moscato

Putin contro Naval’nyi

Per comprendere il significato per la Russia dell'ascesa del dissidente Aleksei Naval'nyi, bisogna avere un'idea della natura del regime politico.

di di David Mandel*

Regime autoritario e dittatura morbida...

In effetti, abbiamo a che fare con un regime di tipo "bonapartista", nel quale l'amministrazione statale e la vicinanza a questa amministrazione, sono le principali fonti dell’accumulazione del capitale [1]. Di conseguenza, la continuità del potere di questa amministrazione costituisce l'interesse fondamentale dello Stato e la corruzione ne è il cuore. Inizialmente, questa centralizzazione autoritaria della Russia post-sovietica era stata accolta con entusiasmo dagli Stati Uniti e dai suoi alleati subalterni. Ma col tempo, il “rinnovato” regime intorno a Vladimir Putin è diventato troppo indipendente e troppo minaccioso agli occhi di Washington, e questo spiega in gran parte il conflitto in corso. L'attuale regime russo può essere descritto come una "dittatura morbida". Tollera le libertà civili (molto più dell'ex regime sovietico, che le aveva ripudiate al tempo della controrivoluzione staliniana), ma solo nella misura in cui non rappresentano ciò che l'apparato di potere considera una minaccia. Negli ultimi anni, il margine di tolleranza si è progressivamente ridotto, fino al punto da non tollerare nemmeno il presidio attuato da un solo manifestante! Gli scioperi legali sono praticamente impossibili.

 

La battaglia di Aleksei Naval'nyi

 

L'obiettivo principale dell'attività politica di Naval'nyi è affrontare la corruzione ufficiale, sia economica (predazioni e malversazioni) che politica (elezioni truccate, media manipolati, ecc.). Il dissidente è noto per l’organizzazione di manifestazioni dichiarate illegali, che coinvolgono decine di migliaia di persone, che il regime considera come una seria minaccia. Di conseguenza, Naval'nyi è stato oggetto di numerosi procedimenti penali (che gli hanno impedito, tra l'altro, di candidarsi alle elezioni presidenziali), per non parlare del tentativo di assassinio quasi riuscito lo scorso agosto. La maggior parte dei Russi ritiene che, dietro questo atto criminale per il quale il regime non ha neppure ancora aperto un'indagine penale, vi sia l’apparato di Putin.

Pur sottolineando il grave problema della corruzione endemica del regime, il dissidente ha anche affrontato rivendicazioni di carattere socio-economico quali come salari migliori, pensioni più alte e una fiscalità progressiva. Ha anche creato una sorta di movimento sindacale virtuale dei lavoratori e delle lavoratrici del settore pubblico in risposta alla promessa del governo, non mantenuta, di aumentare i salari. Alcuni membri della sinistra russa, che rimane ancora piuttosto debole, trovano positiva questa svolta sociale di Naval'nyi. Tuttavia, il suo messaggio principale rimane la questione della corruzione endemica dello Stato, un messaggio che trova una forte eco in una società così profondamente ineguale e nel complesso relativamente povera.

 

Un progetto liberale

 

L’accento posto sul tema della corruzione si spiega con il fatto che Naval'nyi è un liberale, che palesa anche un certo pregiudizio nazionalista etnico-russo (da noi si direbbe "razzista"), anche se negli ultimi tempi sembra averlo messo in sordina. Negli anni '90, dopo aver completato la sua formazione universitaria in diritto e finanza, Naval'nyi ha lavorato per aziende private che hanno approfitta di quella "terapia d'urto" tesa a trasformare la Russia in una sorta di selvaggio West capitalista. Era anche stato un sostenitore del partito liberale Yabloko, dal quale fu espulso (nel 2007) per le sue tendenze razziste che ruotavano attorno a un effimero movimento denominato "Narod" (popolo) e orientato alla difesa del "nazionalismo democratico", il che significava soprattutto la difesa dei diritti dei Russi "etnici".

Nel 2010, Naval'nyi ha lanciato un sito web anti-corruzione ("Ros-Pil") nato per denunciare la corruzione del governo, diventato rapidamente molto popolare. Nel 2011, Naval'nyi qualificava il partito di Putin alla Duma (il Parlamento russo) come un "partito di ladri e truffatori", un'etichetta diventata molto popolare in tutta la Russia. La sua notorietà pubblica è cresciuta grazie al suo ruolo nel movimento di protesta del 2011-2012 contro i brogli alle elezioni parlamentari e il ritorno di Putin alla presidenza [3]. Nel 2011, Naval'nyi ha creato la sua Fondazione per la lotta contro la corruzione. Alle elezioni regionali del 2019, ha promosso la tattica del "voto intelligente", proponendo agli elettori antigovernativi di concentrare il loro voto sull'unico/a candidato/a che non fosse un membro del partito di governo e che avesse le migliori possibilità di vincere. Questa tattica ha avuto un certo successo.

 

Cavalcare l'onda populista

 

Naval'nyi e il suo movimento sono un altro esempio del fenomeno populista che si è diffuso in tutto il mondo negli ultimi anni. I suoi sostenitori sono una massa largamente atomizzata. Il suo movimento si basa principalmente sulle reti sociali (più di sei milioni di abbonati a YouTube). Questo movimento di protesta non ha un programma coerente, soprattutto sui temi che più interessano i settori operai e popolari. Né si può dire che abbia una vera strategia. La sua ultima apparizione sui media, poco prima del suo arresto al suo ritorno in Russia [4], è stata seguita da milioni di persone. Ma difficilmente offre un'analisi atta a promuovere un movimento di cittadini e cittadine politicamente consapevoli. Il tema del suo ormai famoso video è un complesso sontuoso sulla costa del Mar Nero che afferma sia costato più di un miliardo di dollari e che, secondo lui, apparterrebbe a Putin, che egli presenta, semplicisticamente, come un uomo animato da una sfrenata sete di ricchezza personale e di lusso.

 

Alla ricerca di un'alternativa

 

Agli occhi della maggioranza della popolazione russa, il coraggio, la tenacia e l'abilità tattica di Naval'nyi sono fuori dubbio. Ma in generale non è visto come un'alternativa credibile. AI Russi non piace l'attuale regime; ma, in una visione tradizionale che affonda le sue radici nella memoria storica, la popolazione teme ciò che potrebbe sostituirlo. Una prospettiva facilmente credibile, in particolare guardando ai tristi risultati delle "rivoluzioni colorate" nello spazio ex sovietico, con l'Ucraina a rappresentare un buon esempio di ciò che potrebbe accadere dopo un tale cambiamento di regime. La partecipazione delle giovani generazioni è stata notevole nelle manifestazioni degli ultimi anni, anche se gli apparati del potere hanno fatto sapere, agli studenti e alle studentesse, che “si sarebbero ricordati" di loro. Ma i russi più in là con gli anni sono preoccupati di non tornare ai "selvaggi" anni '90, quando l'Unione Sovietica venne smembrata (si trattò, anche allora, di un'altra "rivoluzione colorata"). Questa ambiguità dell'opinione pubblica deriva anche dal fatto che l'arrivo di Putin al potere ha coinciso con una ripresa economica dopo una depressione molto profonda e lunga. Sempre sotto Putin, la Russia ha riaffermato la sua indipendenza sulla scena internazionale, invertendo la deriva dello stato verso la balcanizzazione. Questi fattori stanno ancora lavorando a favore di Putin, mentre il suo regime sta facendo tutto il possibile per impedire l'emergere di un'alternativa credibile.

 

1. Il "bonapartismo" concettualizzato, tra gli altri, da Marx, evoca regimi autoritari costruiti intorno a "personalità" di grande statura (come Napoleone Bonaparte) che esercitano il potere al di là degli interessi dei grandi gruppi sociali. Qui abbiamo poteri autoritari che sono molto incentrati su una persona o un piccolo gruppo.

2. Va ricordato che la costituzione della Russia è stata modificata per permettere una possibile presidenza Putin fino al 2035.

3. Dopo il suo primo mandato quadriennale come presidente, Putin è rimasto al potere come primo ministro. Dopo questo periodo, aveva nuovamente acquisito il diritto di candidarsi per la rielezione alla presidenza.

4. Era in Germania per un trattamento contro l'avvelenamento come risultato di una manovra dell'apparato di sicurezza russo.

 

*Articolo pubblicato sul sito Plateforme altermondialiste, 1° febbraio 2021. La traduzione in italiano è stata curata dal segretariato MPS del Canton Ticino.

Foto: Wikimedia




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