martedì 18 febbraio - Camillo Pignata

Programma delle Sardine: capitolo secondo: l’informazione

Quando la rincorsa dello share sostituisce l'informazione, succede che lo spazio informativo non è misurato dalla importanza e dalla novità della notizia ma dall'audience, dalle copie vendute che produce.

 

Succede che si danno notizie che fanno più audience, che fanno vendere copie, anche se già vecchie e ripetute e si trascurano quelle più importanti. Le cavolate che bucano il video, diventano oggetto analisi e dibattito tra le forze politiche, mentre non si analizzano e commentano le questioni importanti e decisive per il paese. Per questo conduttori si occupano di personaggi che attirano spettatori anche se non dicono niente e lasciano a casa quelli che possono dire qualcosa.

Per questo nei talk non si ragiona più. Il ragionamento, l’analisi, la riflessione non fanno audience. I giornalisti non avvertono l’importanza e la responsabilità per il loro lavoro che è una missione e non un mestiere. Si dà più spazio alla polemica anche se vecchia e non alla proposta politica anche se nuova. I talk diventano match dove si permette a chi grida di più di oscurare il ragionamento di chi non grida.

Il fatto è che giornalisti ed editori non capiscono o non vogliono capire, che selezionare così le notizie aiuta la propaganda politica e danneggia la politica vera. Abitua i cittadini a privilegiare gli spot più che l'analisi e il ragionamento politico,li allontana dalla politica vera e li avvicina alla politica spettacolo. Il fatto è giornalisti ed editori non capiscono o non vogliono capire che qui è in gioco la nostra libertà la nostra democrazia.

Non capiscono che tacere, ignorare, sottovalutare, restare inerti, favorisce l’onda fascio-razzista monta, e invade il nostro paese e l'Europa. Che fare?

Nella comunicazione esiste una regola semplice: se hai davanti qualcuno che interrompe il tuo ragionamento, che sovrappone la sua voce alla tua, per non fare ascoltare quello che tu dici, non puoi e non devi permetterglielo. 

Se hai un conduttore o conduttrice che per ragioni di share fomenta il match, non non puoi e non devi permetterglielo. Per questo voi Sardine, quando andate in tv, pretendete di svolgere il vostro ragionamento senza interruzioni e se non vi riesce è meglio che lasciate la trasmissione. Non vi lasciate usare. In queste condizioni la presenza del politico non ha senso, per il politico e per chi vi ascolta. 

 

E allora create le condizioni politiche perché le forze politiche non si facciano usare, si difendano da questo tipo di comunicazione, impedendo che giornalisti conduttori decidano cosa fargli dire o come farli apparire.

Solo così i media torneranno a fare il loro mestiere, ad informare la gente più che a vendere. 




Lasciare un commento