martedì 26 gennaio - YouTrend

Presidenziali in Portogallo: tre dati significativi

Marcelo Rebelo de Sousa resta presidente con oltre il 60% dei voti. Bassa l’affluenza, ma il dato più significativo è l’11,9% del candidato di Chega.

di Luciana Grosso

Ci sono tre notizie che sono arrivate, stanotte, dal Portogallo. La prima è che il Presidente della Repubblica uscente, Marcelo Rebelo de Sousa, è stato rieletto con un ottimo risultato: ha infatti ottenuto il 60,7% dei voti, un dato leggermente al di sotto delle aspettative ma comunque elettoralmente potentissimo, specie se messo a confronto con i risultati degli altri candidati, nessuno dei quali ha superato il 13%. La vittoria di Marcelo Rebelo de Sousa è da attribuire quasi esclusivamente al carisma e alla popolarità del candidato, un ex commentatore televisivo molto noto e amato, ed è di gran lunga superiore a quella del suo stesso partito, il Partito Social Democratico (una formazione di centro-destra) che i sondaggi danno però al di sopra del 25%.

La seconda notizia è che l’affluenza è stata incredibilmente bassa (39,5%), laddove, in genere, si supera almeno il 50%. Le ragioni di una così alta astensione possono essere rinvenute sia nella paura del contagio da Covid-19, sia alla scontatezza del risultato, dal momento che nessuno metteva davvero in dubbio la vittoria del Presidente uscente.

La terza notizia che arriva è che André Ventura, leader del partito populista e sovranista di destra Chega (“Basta” in italiano), ha ottenuto il risultato più alto della sua storia: 11,9%. Si tratta di un risultato enorme, se si pensa che solo due anni fa, alle elezioni legislative del 2019, il partito aveva ottenuto solo un risicato 1%. Ora invece, meno di due anni dopo, Chega si ritrova a essere il terzo partito, diventando di fatto il vincitore morale della scorsa nottata elettorale e ponendo fine alla storica assenza di partiti populisti e sovranisti in Portogallo.

Ventura, come promesso, si è dimesso dalla leadership del partito per non essere riuscito a superare la socialista Ana Gomez, ma verosimilmente sarà riconfermato. Il suo ottimo risultato, in ogni caso, può essere solo in parte ridimensionato dalla scarsissima affluenza e dal fatto che il voto di ieri fosse molto “personale” cioè centrato sulle persone e non sui partiti: di fatto, anche se questa elezione segue logiche diverse dalle elezioni per il Parlamento, il risultato di Chega è notevolissimo e potrebbe costituire l’inizio di una nuova fase della politica portoghese.

In base ai sondaggi, se si votasse oggi per il Parlamento Chega sarebbe il terzo partito, con il 7% dei voti. Certo, Chega rimarrebbe ben lontano dal governo, che continuerebbe ad essere faccenda contendibile solo per i due principali partiti, il Partito Social Democratico e il Partito Socialista, ma nulla esclude che possa crescere ancora e sparigliare le carte nella altrimenti paludata politica portoghese. Per esempio, Chega potrebbe cercare un’alleanza proprio con il PSD, così da mettere in bilico la vittoria dei Socialisti, oppure potrebbe cavalcare il malcontento legato alla crisi legata al Covid-19, fino a diventare un nuovo, inedito, ago della bilancia.

Sono tutti scenari che al momento risultano improbabili, ma non impossibili. Del resto, un anno fa anche che Chega arrivasse all’11% sembrava assai improbabile.

 




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