Presentato il primo report dell’Atlante italiano del fundraising culturale
L’ultimo rapporto dell’Istituto Italiano del Dono conferma la propensione degli italiani al dono monetario, di tempo e biologico. A dimostrazione che il desiderio di aiutare gli altri resta vivo, anzi potrebbe addirittura crescere se incoraggiato e sostenuto.

Gli italiani oltre i 14 anni che hanno donato denaro ad un’associazione almeno una volta nel 2024 sono stati 6.021.000. Aumentate anche le donazioni portate in detrazione o deduzione nelle dichiarazioni dei redditi: il magazine Vita ha registrato che nell’anno di imposta 2022, gli italiani hanno donato poco meno di 7 miliardi e mezzo di euro. Calano, invece, le persone che donano in maniera informale: dal 55% si è passati al 50% secondo la Doxa.
Dati Istat mostrano che la percentuale più alta di donatori in Italia, il 15,6%, ha un’età compresa fra i 65 e i 74 anni, seguita rispettivamente dai 55-59enni (13,9%), dai 45-54enni (13,8%) e dai 60-64enni (13,3%). È facile quindi sintetizzare che, all’aumentare dell’età, aumenta il numero di donatori, in particolare dai 45 anni (età della stabilizzazione famigliare e professionale) in poi, con un picco tra i 65-74enni, per poi ridiscendere per gli over 75. Dopo i difficili anni vissuti in emergenza Covid, si assiste insomma ad una lenta ma costante ripresa della volontà di donare e donarsi agli altri e alla comunità
Per quanto riguarda le donazioni in favore della cultura, dal primo report dell’Atlante italiano del fundraising culturale, uno strumento per chi si muove nell’arcipelago complesso del finanziamento alla cultura in Italia, emerge un sistema con numeri incoraggianti, ma ancora fragile e frammentato: oltre 57 mila organizzazioni non profit culturali e artistiche, 3,42 miliardi di euro di entrate complessive e quasi il 44% degli enti con entrate inferiori a 5.000 euro.
A fronte di questa complessità, l’Atlante ricostruisce il ruolo di strumenti diversi in una tassonomia, che include Art Bonus, 5×1000, erogazioni liberali, sponsorizzazioni, crowdfunding, membership, contributi fondazionali e partenariati – evidenziando alcuni segnali forti: l’Art Bonus ha superato 1,17 miliardi di euro di erogazioni cumulative, mentre le Fondazioni di origine bancaria hanno destinato nel 2024 oltre 256 milioni di euro ad Arte, Attività e Beni culturali.
Il settore si muove dunque tra fragilità strutturali e nuove opportunità, individuando tre principali traiettorie per il prossimo futuro: digitale e dati come infrastrutture del fundraising, comunità e sostenitori come attori sepre più coinvolti, territori e reti locali come nuove geografie del dono culturale.
Il progetto dell’Atlante italiano del fundraising culturale nasce su una iniziativa della Scuola di Fundraising di Roma e di Patrimonio Cultura, come esito di un itinerario di interlocuzione con organizzazioni e istituzioni culturali circa i bisogni di sostenibilità del settore condotto nell’ambito del programma Più fundraising Più Cultura, ed è realizzato in partnership e con la direzione scientifica della Fondazione Santagata per l’Economia della Cultura, in partnership con l’Università IULM e con il sostegno di Fondazione Cariplo Come si finanzia oggi la cultura in Italia? Chi sostiene musei, biblioteche, teatri, festival, archivi e progetti culturali? Quali modelli di fundraising funzionano meglio e quali opportunità possono contribuire a rendere più sostenibile il settore culturale?
L’Atlante italiano del fundraising culturale nasce per rispondere a queste domande attraverso un’attività permanente di ricerca, monitoraggio e analisi dedicata alle risorse che alimentano la cultura italiana.
“L’Atlante italiano del fundraising culturale, ha sottolineato Riccardo Tovaglieri, presidente di Patrimonio Cultura, non vuole solamente essere un fondamentale lavoro di sistematizzazione, sintesi e messa a disposizione delle conoscenze oggi esistenti, con l’obiettivo di renderle semplicemente e gratuitamente accessibili ad un’ampia comunità di professioni, dirigenti culturali, amministratori, ricercatori, ma vuole creare una vera e propria piattaforma di lavoro aperta ad un pluralità di soggetti accademici, istituzionali, del mondo della cultura e delle associazioni. La presentazione di questo report è solo un primo passo a cui far seguire specifici approfondimenti e studi attraverso una pluralità di fonti e metodi di ricerca per provare a dipanare un contesto come quello del finanziamento alla cultura che presenta ancora molte aree grigie e possibilità di sviluppo.”
E Paola Borrione, presidente di Fondazione Santagata per l’Economia della Cultura ha aggiunto:
“Per Fondazione Santagata la ricerca è prima di tutto uno strumento di conoscenza che non può mai essere separato dalla possibilità di agire nella realtà. Proprio per questo abbiamo accolto la sfida dell’Atlante che nasce da un’esigenza concreta di chi lavora nelle organizzazioni culturali e che si sviluppa nell’incontro tra chi progetta, chi dona e chi costruisce queste funzioni all’interno degli enti. L’Atlante ambisce ad essere uno strumento aperto — a miglioramenti, contributi, collaborazioni — perché il nostro obiettivo è costruire insieme un bene comune culturale, che continuerà a crescere grazie a chi lo abiterà.”
Qui per approfondire: https://www.fondazionesantagata.it/atlante-italiano-del-fundraising-culturale/.
