mercoledì 15 gennaio - Aldo Funicelli

Presadiretta: attacco al Papa

Prima puntata di Presadiretta dedicata a papa Francesco, uno dei leader più popolari al mondo, ha parlato di riforma della Chiesa, si è speso per la difesa degli ultimi, non ha paura dei gay, si è scagliato contro le multinazionali responsabili dello sfruttamento del mondo.
Ma dal 2013 è stato oggetto di attacchi sempre più duri, è stato accusato di apostasia ed eresia e sono state chieste le sue dimissioni.
Notizia di ieri, il papa emerito Ratzinger in un libro ha difeso il celibato dei preti, mentre papa Bergoglio aveva aperto al tema del matrimonio dei preti, in determinate condizioni.
 
L'attacco più grave è quello lanciato nel 2018, in occasione del suo viaggio in Irlanda: la chiesa irlandese è stata devastata dallo scandalo dei preti pedofili e la commissione governativa ha raccolto le storie di 2500 vittime di violenza in scuole gestite da preti.
Parlando al castello di Dublino, il papa ha ammesso le colpe, lo scandali degli abusi e il fallimento dei vertici della chiesa di fronte a questi crimini ripugnanti.
Il papa ha chiesto scusa, come nessuno aveva fatto prima d'allora: “chiediamo perdono alle vittime”, le sue parole di fronte alla folla.
 
In quei momenti arriva il memoriale dell'ex nunzio apostolico in America Carlo Viganò: accusa papa Bergoglio di aver coperto gli abusi commessi negli Stati Uniti, chiedendone le dimissioni.
Un tentativo di colpo di stato, lo descrive un giornalista francese, Lacroix, che stava seguendo il viaggio di Bergoglio in Irlanda.
 
Il memoriale esce proprio mentre il papa era in Irlanda, costringendo Bergoglio a commentare e replicare al memoriale mentre era in aereo, il 26 agosto 2018.
“Io non dirò una parola su questa”: il papa scelse di non rispondere al memoriale, non rispondere all'attacco di Viganò per non dare ossigeno ai suoi nemici.
 
Perché questo papa dà così fastidio? Da dove arrivano tutti questi attacchi?
 
I casi di pedofilia citati dal memoriale di Viganò ruotano attorno alle accuse rivolte al vescovo americano di Washington McCarrick, ritenuto responsabile di diversi abusi commessi nei confronti di studenti di seminari cattolici.
Secondo il memoriale, Viganò avrebbe raccontato tutta la storia a papa Bergoglio, ma costui avrebbe coperto il vescovo.
Ma in realtà papa Francesco ha imposto delle sanzioni (non rispettate) e infine spretato il cardinale McCarrick, ma per Viganò non è abbastanza, dunque dovrebbe dare il buon esempio e dimettersi.
 
Lo scrittore americano Ivereigh, autore di una biografia sull'attuale papa, ha smontato tutte le accuse di Viganò: le uniche sanzioni contro McCarrick sono quelle di Bergoglio e Viganò, quando era nunzio apostolico, non ha fatto nulla contro questo cardinale, gli ha persino consegnato un premio.
Nemmeno Viganò, quando era stato nunzio, si è mai distinto nella lotta contro la pedofilia nella chiesa americana.
 
Ma le accuse di Viganò hanno portato un risultato: 25 vescovi americani sono di fatto in stato di scisma, non riconoscono più Bergoglio come papa e la conferenza episcopale americana non è schierata a favore del papa, offrendogli solidarietà.
La leadership americana è di fatto ostile nei confronti di Bergoglio: il giornalista Chris White ha raccontato di come diversi laici americani hanno investito 1 milione di dollari per scovare altarini, casi di pedofilia tra i futuri elettori del prossimo papa.
Obiettivo del dossieraggio illegale è evitare che ci sia un altro papa Bergoglio dopo questo: dietro ci sarebbe l'interesse politico dei conservatori americani, il Napa Institute.
 
Nel memoriale Viganò racconta di come l'omosessualità sta minando la Chiesa oggi: la Chiesa oggi è accusata di essere troppo morbida nei confronti degli omosessuali, una vera ossessione della Chiesa integralista americana e non solo.
 
Iacona ha incontrato il direttore del giornale online Lifesitenews.com, Westen: attacca Bergoglio tutti i giorni, sulla morale sessuale.
Un tuffo indietro di secoli, sentir parlare questo giornalista che parla dei risposati, dei gay, della morale sessuale.
 
I milioni di divorziati nel mondo devono tornare nella chiesa solo se non fanno sesso. I gay devono vivere una vita casta, come i single.
Chissà se lo sanno i poveri in America.
 
Il 28 settembre 2019 i cattolici tradizionalisti si sono ritrovati a Castel Sant'Angelo, per combattere gli spiriti maligni dall'Amazzonia: combattere le nuove idee proposte da Bergoglio, per esempio quelle sul celibato.
Tra i presenti, i membri della Fondazione Lepanto: combattono l'ipersessualità nel mondo secolare, gli uomini e le donne non sono fatti per il piacere, ma per il sacrificio, racconta il fondatore De Mattei.
L'omosessualità sta corrompendo la Chiesa, dice De Mattei: c'è una pedofilia e la omosessualità e questo deriva dall'insegnamento della storia e dall'esperienza.
Peccato che tutti gli studi scientifici dicano il contrario: pedofilia e omosessualità non hanno un nesso, provato in modo scientifico.
Se nel passato i casi di pedofilia riguardavano per lo più maschi è perché per esempio, non c'erano chierichette.
 
Il pedofilo peggiore è quello che usa il suo senso di potere, la sua onnipotenza che deriva dalla posizione di prete, per compiere gli abusi: ma quello che succede nella Chiesa è solo uno specchio di quello che succede nel mondo – racconta padre Zollner, a capo dell'unità in Vaticano che studia i casi di abuso.
 
È proprio dietro la morale sessuale, dietro l'autorità dentro la chiesa, che si nascondono i casi di pedofilia: una delle vittime è stato proprio un prete, don Albanesi fondatore della comunità di Capodarco. Chi è troppo ortodosso è pericoloso, rischia di essere lui il pericolo per il mondo – racconta di fronte a Iacona.
I cattolici tradizionalisti con la loro ortodossia proprio per questo sono pericolosi, come i farisei superbi delle parabole del Vangelo.
 
Le tesi dei cattolici tradizionalisti si saldano con quelle dei politici sovranisti di destra: Salvini è stato ripreso con una maglietta con la scritta “Il mio papa è Benedetto”.
Il rosario sventolato da Salvini è lo stesso sventolato dai cattolici salviniani, che pregano per lui davanti il tribunale di Torino che doveva giudicarlo.
L'ostentazione dei simboli cattolici è un gesto che Salvini ripete spesso, nei suoi comizi: santini, madonne, rosari.
 
Il Vaticano aveva chiesto ai politici di non ostentare questi simboli, ma Salvini è andato avanti: né a Salvini né ai suoi elettori piace Bergoglio, non piacciono le sue parole su migranti, da accogliere, sui morti nel Mediterraneo.
 
Salvini ha sposato le tesi e le parole dei cattolici tradizionalisti dopo il viaggio a Washington, dove ha incontrato Bannon, il guru dei sovranisti.
Ma a venire colpiti sono anche i parroci di periferia, specie quelli in zone dove sono presenti immigrati.
 
Raffaella Pusceddu è andata a Marsala, dove vive don Fiorino che si è scontrato con Fannì Montalto, fondatrice del primo circolo leghista.
Lo scontro tra la leghista e il prete è nato dopo un'omelia in cui il prete ha attaccato l'atteggiamento dei leghisti, che tenevano in mezzo al mare i migranti.
Uno scontro in cui la leghista ha rinfacciato al prete di fare affari coi migranti: “il sacerdote non può condannare chi fa politica come Salvini”.
 
Chi va in Chiesa deve ascoltare la parola del signore, non deve aumentare la cultura dell'odio, questo non è né umano né giusto – la risposta del prete.
Insomma, per i leghisti, il prete non deve fare politica, specie se in contrasto con la politica leghista: riassumendo, il politico può ostentare simboli religiosi, mentre il papa o il prete non deve permettersi di rinfacciare al politico il valore della solidarietà.
 
È la politica di accoglienza dei migranti di Bergoglio che non va bene alla destra sovranista: Forza Nuova ha dato del Badoglio a papa Francesco, ovvero del traditore, uno che fa business con l'accoglienza.
Oggi la destra, la Lega, FDI, Forza Nuova si permette di portare avanti uno scontro diretto contro il papa, cosa impensabile anni fa.
Pensi a far messa e lasci stare i migranti …
 
Uno dei primi gesti del papa, nel 2013, è stato proprio rivolgersi ai migranti a Lampedusa: parlare coi migranti, riconoscerli, riconoscere la via di morte in mezzo al Mediterraneo, risvegliare le coscienze dei cattolici, affinché quelle morti nel mare non si ripetessero.
Parlava di globalizzazione dell'indifferenza, una malattia che Bergoglio ha rinfacciato alla politica mondiale e italiana: a Lampedusa e al campo profughi di Lesbo, ha voluto ricordare a tutti noi che i migranti prima che numeri, sono persone, sono storie.
 
Non bisogna prendersela coi migranti, ma con gli squilibri economici, con le ingiustizie che generano esclusione, contro questo mondo “crudele con gli esclusi”, contro la “cultura dello scarto”.
I paesi in via di sviluppo continuano ad essere depauperati, le guerre interessano alcune paesi del mondo, ma sono prodotte dai paesi più ricchi che poi non vogliono accogliere i migranti in fuga dalla fame e dalla povertà.
Non possiamo rimanere indifferenti di fronte alle nuove e vecchie povertà.
Non possiamo non piangere, non possiamo non reagire.
 
La chiesa di Bergoglio non solo predica, ma agisce, grazie ai corridoi umanitari che consentono l'arrivo di profughi in Italia, donne e bambini sottratti ai trafficanti di uomini arrivati in Italia in aereo.
Tutto organizzato dai valdesi, dagli evangelici e dalla comunità di Sant'Egidio.
Esiste un'altra Italia che non ha paura e che è solidale, coi migranti, coi senzatetto.
 
Bergoglio si è anche espresso contro i cambiamenti climatici, causati dall'uomo: le conseguenze dei cambiamenti climatici colpiranno per primi i poveri, mentre chi sfrutta le materie prime, per il profitto, continua ad arricchirsi.
L'enciclica di papa Francesco, Laudato si, parla di “ecologia integrale” in cui tutto si mette assieme la vita dell'uomo, la terra devastata, gli ultimi.
 
Bergoglio è discriminante: siamo cattolici dei simboli, dei localismi oppure siamo cattolici del Vangelo?
 
La critica a questo capitalismo, la critica contro lo sfruttamento dell'ambiente, la critica contro l'indifferenza nei confronti degli ultimi non sono “fare politica”, ma seguire il Vangelo.
Sono gli integralisti che usano la fede in modo fanatico per una logica di consolidamento di potere.
 
Secondo Andrea Riccardi, fondatore della comunità di Sant'Egidio, la destra sovranista attacca papa Francesco perché si oppone al loro progetto politico: in Europa c'è il progetto di battezzare il nazional cattolicesimo, cioè tornare al cattolicesimo che coi suoi simboli, sia l'identità di una nazione.
E papa Francesco non ci sta, perché evangelico, perché cattolico, ovvero universale: questa è stata sempre una trappola, già Pio XI col fascismo la intuiva e oggi questo ritorna.
Tornare al cattolicesimo come religione della mia terra, della mia nazione: ma questo – conclude Riccardi- non è il cattolicesimo, e Bergoglio lo dice con forza.



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