giovedì 28 marzo - Françoise Beck

Piccola intrusione nel vasto mondo dell’autismo

C'è da chiedersi se i casi di autismo sono molto più frequenti che nel passato. Eppure, no. Sono verificati più spesso, sì.

Autismo è un qualificato che riguardava prima solo gli adulti e che lo psichiatra Bleuler lo vedeva come uno dei due sintomi della schizofrenia. Fu Léo Kanner nel 1943 che ha messi nella parola il senso di turbi nei contatti affettivi ("autistic disturbances of affective contact"). Ha un significato di solitudine, di mondo immaginario. L'autismo è un turbo neuro-sviluppo mentale definitivo.

Il consenso sui motivi di questa patologia non è ancora raggiunto dalla comunità scientifica. Quindi l'abitudine, per i criteri è di seguire quelli dell'Organizzazione mondiale della Salute e quelli della società americana di psichiatria.

Tanti studi si fanno, tanti genitori si impegnano. Piuttosto che di autismo, si parla oggi dello spettro autistico e di turbi invadenti dello sviluppo. Si diagnostica sempre più bambini con sintomi moderati. Si fa anche delle differenze tra handicap mentale ed autismo, non si faceva nel passato. E' una spiegazione dello pseudo aumento dei casi.

Tanti studi sono fatti sui determinanti genetici (parlano di più di 50%) con variazioni secondo le metodologie ed il tipo di turbi. Si parla di fattori ambientali.

L'Europa, gli Stati Uniti, il Canada vedono il numero di casi verificati crescere: VERIFICATI. In Québec, nel 2000-2001, si trattava di 0,8 bambino tra 1 e 17 anni/1000, nel 2014-15, 4,5/1000.

L'etiologia dell'autismo pone ancora problema. Un test preciso rimane difficile da trovare. Si tratta soprattutto di manifestazioni comportamentali. I criteri adesso si sono affinati. E' indispensabile per contrastare la tendenza a trovare sintomi a troppa gente. 

Un bambino piccolo con autismo può essere poco sorridente, non guardare negli occhi, calmarsi con difficoltà, cercare la solitudine, comunicare con difficoltà in modo non-verbale, rifiutare l'imitazione, ... Può ripetere eccessivamente atti semplici con le mani o con un oggetto, non tollerare i cambiamenti di abitudini, ... Ma, prudenza, alcuni di questi comportamenti non fanno obbligatoriamente una persona autistica.

Bisogna sapere che un'assistanza adeguata aiuta tanto perché fa vedere le difficoltà, ma anche i lati da sviluppare. Coinvolgere i genitori. Osservare i progressi in modo curato. Comunque non lasciare fare un diagnosi a chi non conosce il problema, in realtà ancora tanto misterioso. Sapere che la parola "autismo" dice tutto e niente tanto lo spettro è largo. Essere ben consapevole delle possibilità di auito ad uno sviluppo mentale più armonioso. Non prestare attenzione ai sguardi di comiserazione. Non vengono da persone pronte a capire.

Françoise Beck




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