giovedì 26 marzo - Massimo Icolaro

Petrolio e guerre ottima occasione per Stato e società petrolifere

Il patto di sangue tra Stato e petrolieri: l'Italia alla canna del gas (e del gasolio).

 

Non chiamatela più "crisi internazionale". È ora di smetterla con la favola dei rincari dovuti alle tensioni geopolitiche. Quello a cui assistiamo oggi, con il gasolio che in provincia di Latina tocca l’insensata quota di 2,89 euro al litro, non è il risultato di una guerra lontana, ma di un assedio interno. È il gioco a più mani di una casta di grassatori che sta strozzando i cittadini e, con essi, l'intero scheletro produttivo del Paese.

L’Osceno Banchetto delle Accise

Mentre il cittadino medio impreca davanti alla pompa, lo Stato sorride sotto i baffi. Perché? Perché per ogni centesimo di aumento deciso dai petrolieri, il fisco incassa la sua fetta di IVA e accise. È un conflitto d’interessi monumentale: lo Stato è il primo socio occulto dei petrolieri. * Il prelievo forzoso: Su un litro di gasolio a quasi 3 euro, oltre il 50% se ne va in tasse.

  • L’IVA sull’accisa: Una mostruosità giuridica tutta italiana dove paghiamo una tassa (l’IVA) su un’altra tassa (l’accisa). Un gioco di prestigio che trasforma ogni rincaro del greggio in un banchetto per le casse del Tesoro, mentre le famiglie devono scegliere se fare il pieno o fare la spesa.

Una Bugia da 2,89 Euro

Ci dicono che il petrolio che passa dal Golfo è vitale, quando sappiamo benissimo che incide per meno del 5-10% sulle nostre importazioni totali. Ci dicono che siamo "scoperti", quando l'Italia siede su riserve strategiche per mesi. La verità è che i petrolieri stanno applicando prezzi da "fine del mondo" a greggio acquistato mesi fa a prezzi da saldo. È una speculazione pura, cruda e violenta, attuata con la complicità silenziosa di chi dovrebbe controllare e invece incassa.

L'Economia in Asfissia

Questo non è solo un colpo al portafoglio del singolo automobilista. È un pugno in faccia all'economia nazionale:

  1. Logistica al collasso: L'85% delle merci in Italia viaggia su gomma. Se il gasolio vola a 3 euro, il prezzo del pane, del latte e della carne schizza alle stelle.

  2. Consumi azzerati: Ogni euro in più lasciato al distributore è un euro in meno speso nei negozi, nei ristoranti, nelle imprese.

  3. Default indotto: Stiamo assistendo alla desertificazione industriale per decreto divino dei mercati energetici.

Il Paradiso dei Grassatori

Siamo diventati il parco giochi di chi vuole speculare senza rischi. I petrolieri alzano, lo Stato incassa, il cittadino crepa. È un sistema di vasi comunicanti dove l'unica cosa che si svuota è la dignità di chi lavora. Non è "il mercato", è un estorsione di massa coordinata tra le lobby dell'energia e i palazzi del potere.

Finché non ci sarà il coraggio di tagliare linearmente la componente fiscale e di sanzionare pesantemente chi espone prezzi da rapina, l'Italia resterà questa: una nazione ostaggio di pochi grassatori protetti da una bandiera.

La Memoria Corta e la "Bufala" delle Accise

Tutti ricordiamo i video di Giorgia Meloni che, dai banchi dell'opposizione, urlava alla necessità di "abolire le accise". Bene, guardiamo la realtà del 2026: non solo non sono state abolite, ma con l'ultima manovra il Governo ha equiparato l'accisa del gasolio a quella della benzina (portandola a 0,67 euro/litro).

Questo "allineamento" è un gioco di prestigio contabile che frutterà allo Stato 550 milioni di euro in più solo nel 2026. Quella che era una promessa elettorale si è rivelata una bufala colossale: oggi lo Stato non è il risolutore, ma il principale beneficiario del caro-carburante.

Chi si ingrassa davvero?

Il prezzo alla pompa è una torta divisa tra due grandi squali:

  • Lo Stato (Il Socio Occulto): Su 2,89 euro, circa 1,20 euro sono tasse pure (IVA e Accise). Lo Stato incassa di più proprio quando il cittadino soffre di più. È una "tassa sulla sopravvivenza" che colpisce chi deve trasportare merci o andare in fabbrica.

  • I Petrolieri (I Signori del Margine): Approfittando della confusione geopolitica, le compagnie hanno gonfiato il "prezzo industriale". Vendono oggi a prezzi folli petrolio acquistato mesi fa a costi minimi. Il transito nel Golfo incide per meno del 5% sul nostro fabbisogno, ma viene usato come scusa universale per alzare i listini del 40% in una settimana.

Un'Economia in Asfissia

L'Italia siede su riserve strategiche per oltre 90 giorni, ma il mercato si comporta come se i rubinetti fossero chiusi da un secolo. Questo delirio speculativo non è a costo zero:

  1. Strozzamento dei Trasporti: L'85% della nostra economia viaggia su gomma. Se il diesel schizza, il prezzo del pane a Latina o a Milano sale di riflesso.

  2. Morte dei Consumi: Ogni pieno da 140 euro è un vestito non comprato, una cena al ristorante in meno, una bolletta che non si riesce a pagare.

 Il Grande Tradimento

Siamo ostaggi di un gioco a più mani. I petrolieri alzano, lo Stato incassa l'IVA maggiorata, e la politica — quella che un tempo prometteva tagli eroici — oggi alza le spalle parlando di "contesto internazionale cambiato".

È ora di dirlo chiaramente: il gasolio a 2,89 euro non è una fatalità, è una scelta politica e industriale. È il paradiso di chi guadagna sulle macerie del potere d'acquisto degli italiani. Un vero pugno in faccia a chi ogni mattina accende il motore per andare a produrre la ricchezza che altri, impuniti, gli stanno scippando.




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