venerdì 9 settembre - Yvan Rettore

Perché astenersi serve soltanto ai partiti di sistema per rinforzarsi

I partiti di sistema, cioè coloro che erano nel governo Draghi + Fratelli d'Italia sono in realtà favorevoli al fatto che l'astensionismo diventi sempre più dominante nel Paese.
E capirlo non è difficile.
Tenterò di spiegarlo nel modo più semplice possibile.
Ammettiamo che vi sia un corpo elettorale (l'insieme degli elettori) pari a 100 mio di individui.
Alle elezioni legislative, 50 mio decidono di astenersi.
Un partito prende 5 mio di voti, pari quindi al 10% dei votanti (50 mio).
 
E quindi un numero piuttosto consistente di seggi al Parlamento.
Alle elezioni precedenti, 25 mio di avevano deciso di astenersi (75 mio erano andati a votare).
Lo stesso partito aveva preso sempre 5 mio di voti, ma allora la sua percentuale sui votanti era stata del 6,66% (5 mio su 75 mio), cioè un terzo di seggi in meno rispetto alle ultime elezioni.
 
Per arrivare al 10% odierno avrebbe allora dovuto avere 2,5 milioni di consensi in più!
Ecco perché astenersi favorisce i partiti di sistema, consolidando le loro posizioni, benché fondate su un consenso ridotto rispetto all'insieme del corpo elettorale.
Quindi votare è fondamentale e si può farlo votando i partiti antisistema (per quanto mi riguarda soprattutto quelli che non erano nel Parlamento uscente), votando scheda bianca o nulla oppure (soluzione a mio parere migliore rispetto alle precedenti) registrare il proprio "non voto" al seggio (scelta prevista dalla legge), facendo mettere a verbale tale decisione direttamente al seggio.
 
L'importante è comunque votare, almeno per tentare di portare nessuno degli schieramenti ad avere la maggioranza assoluta e quindi giungere all'affermazione di un esecutivo a maggioranza relativa, quindi nell'impossibilità di poter governare come gli pare e piace, ovvero in modo autoritario o peggio ancora totalitario come è avvenuto col famigerato governo Draghi.

 

Yvan Rettore



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