venerdì 28 novembre 2025 - Vincenzo Caccioppoli

Per ministro Urso il 10 dicembre a Bruxelles fondamentale per il settore auto in Europa

La data decisiva e prossima è il 10 dicembre e lo diciamo con forza da Torino, perseverare nell’errore sarebbe diabolico. Noi non lo permetteremo. Se l’Europa farà la sua parte, l’Italia è già pronta a fare la sua”.

E’ quanto ha dichiarato Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy, in occasione della presentazione della 500 Ibrida. “Sappiamo tutti”, ha spiegato il Ministro, “che il settore europeo dell’auto sta attraversando una fase difficile, è diventato il simbolo della crisi dell’industria europea. “Noi non abbiamo mai nascosto la realtà, l’abbiamo anzi denunciata per primi e per primi abbiamo proposto le soluzioni, con il nostro non paper sull’auto e con altri documenti di indirizzo strategico di politica industriale già oltre un anno fa. E quei documenti hanno posto le condizioni per cambiare la strategia e la politica industriale europea”. “La Commissione”, ha spiegato ancora il Ministro, “ha accettato la prima condizione che ponevamo di rimuovere l’ostacolo insormontabile delle supermulte che già quest’anno avrebbero fatto collassare del tutto l’industria dell’auto europea che sarebbe stata costretta ad acquisire, lo stavano già facendo, le quote di produzione di certificati da parte delle case automobilistiche americane o cinesi. Abbiamo avuto ragione. La Commissione poi ha deciso anche di anticipare di quasi due anni rispetto al previsto accogliendo la nostra richiesta di rivedere il regolamento CO2 già in questo trimestre. Ora siamo in battaglia perché accada davvero”.

La data a cui si riferisce il ministro Urso sarebbe il giorno in cui l’Associazione dei costruttori europei (Acea) spera che Bruxelles possa avviare quell’iter che porti all’abolizione del bando alla vendita delle nuove auto a benzina e diesel nel 2035, ammettendo la commercializzazione delle ibride ricaricabili, dei modelli con range extender (ovvero di modelli a trazione elettrica ma dotati di motore termico che fa da generatore di corrente per la ricarica delle batterie) e delle vetture a idrogeno. In quell’occasione si discuterà anche di carburanti sintetici, promossi dalla Germania, e di biocarburanti, fortemente richiesti dall’Italia e dalla filiera dell’automobile: sono trenta le associazioni dell’automotive, tra cui le italiane Anfia e Unem, che hanno sottoscritto una dichiarazione congiunta per reclamare alle istituzioni comunitarie di inserire questi carburanti nella normativa sulle emissioni di CO2.

“Non servono pagliativi ma riforme radicali. Per questo, per rafforzare la nostra posizione, abbiamo siglato nel mese di agosto un’intesa con la Germania, in cui, a differenza di quando accade in Italia, ogni giorno si annunciano licenziamenti e chiusura di stabilimenti. Ringrazio Stellantis che in Italia presidia mantenendo gli stabilimenti ed evitando licenziamenti come accade in altre parti d’Europa. L’intesa con la Germania ci ha permesso di ribaltare la maggioranza in Europa. Ed anche al Parlamento di Strasburgo è particolarmente significativo quanto accaduto pochi giorni fa nel primo pacchetto Omnibus radicalmente modificato su iniziativa dei parlamentari italiani che hanno riscontrato grande consenso”. “La nostra proposta si regge su cinque assi fondamentali. Primo, neutralità tecnologica reale, superando l’idea o meglio l’ideologia che punta solo sull’elettrico a batteria per il processo di decarbonizzazione. Secondo, la revisione del regolamento CO2 per evitare sanzioni sproporzionate e riconoscere soprattutto le tecnologie a bassa emissioni, inclusi i veicoli ibridi e quelli alimentati con carburanti rinnovabili. Terzo, sostegno alla filiera europea con attenzione alla competitività rispetto ai paesi extra-ue, quindi affermando il principio della preferenza europea, sia per quanto riguarda gli appalti pubblici sia per quanto riguarda gli incentivi. Quarto, semplificazione degli oneri per le imprese, specialmente per le piccole e medie imprese e la componentistica. Quinto, accelerazione. Ne siamo consapevoli. Sulle infrastrutture di ricarica e idrogeno, condizione indispensabile per una transizione sostenibile”. “La nostra posizione è condivisa, e questo ci dà forza, anche dalle associazioni di produttori, dalla CEA e dalla CLEA, e ovviamente anche e soprattutto dalla nostra ANFIA, cioè dalle nostre imprese della componentistica. La conferma più chiara di questa strategia è proprio l’intesa con la Germania. Per la prima volta Berlino ha riconosciuto esplicitamente la neutralità tecnologica come pilastro della transizione. Non era affatto scontato. E questo principio, questa visione, questa strategia ha prevalso in tutta evidenza nel nuovo patto clima, in cui tutti hanno riconosciuto la leadership italiana. Qualche giornale internazionale ha scritto, anzi ha denunciato addirittura, che la leadership italiana era eccessiva. Adesso l’Europa ci deve ascoltare. “Basta con le ideologie di registri che non appartengono alla nostra Europa e che la realtà ha già smentito. Noi non vogliamo diventare un museo all’aria aperta, per quanto bellissimo, luogo di ricreazione per i ricchi turisti di altri continenti”, ha concluso il ministro

“Il ministero delle Imprese e del Made in Italy continuerà a monitorare gli impegni assunti da Stellantis, a collaborare con gli stakeholder per attuare le misure definite a sostegno del settore, nonché ad adoperarsi per indirizzare la strategia automotive europea a tutela degli interessi produttivi e occupazionali di questo settore fondamentale per il sistema economico nazionale”. Così invece il vice ministro delle Imprese e del made in Italy, Valentino Valentini, rispondendo nell’Aula della Camera a un’interrogazione Avs sulle iniziative di sostegno a favore dell’industria automobilistica per la produzione di veicoli a basse emissioni.
Valentini ha, tra l’altro, fatto rilevare: “È indubbio che lo scenario internazionale sia complesso, tuttavia in questo scenario Stellantis è impegnata ad investire e a mantenere in attività tutti gli stabilimenti. Il ministero monitora gli impegni assunti attraverso incontri periodici con il costruttore. Le strategie discusse nei tavoli di lavoro si sono tradotte in azioni concrete. È in fase di concerto il Dpcm che prevede, tra le altre, il riconoscimento degli incentivi per il sostegno agli investimenti delle imprese della filiera automotive, per un totale di 2,5 miliardi di euro nel triennio 2025-2027, erogati tramite gli accordi per l’innovazione e i mini contratti di sviluppo”.




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