Pensare soprattutto in modo digitale
"Pensare digitale. Una mappa introduttiva" è un saggio che descrive le ultime trasformazioni sociali e che spiega bene l'universo digitale in rapida evoluzione (Roberto Masiero e Luca Taddio, Meltemi Editore, 2026, 210 pagine, euro 14).
Oggi la società si è riorganizzata enormemente, sia a livello tecnico che a livello cognitivo. Piano piano "si modificano i saperi ritenuti rilevanti, le forme dell'organizzazione del lavoro, la natura dei prodotti e le logiche della loro circolazione" e "soprattutto si trasformano i rapporti sociali, le strutture istituzionali, i modelli politici e le gerarchie simboliche attraverso cui prende forma il senso condiviso del mondo" (p. 18). Tutta la cultura sociale e lavorativa, è stata trasformata sempre più velocemente, in modi a volte quasi incomprensibili per le persone più adulte.
Quindi il mondo "digitale unifica saperi un tempo distinti, informatica, logica, linguistica, psicologia, cibernetica, e li intreccia sempre più con le neuroscienze, la fisica quantistica, la genetica e le nanotecnologie, fino a costituire una sorta di ecologia cognitiva globale, il cui esito più radicale è rappresentato dall'Intelligenza Artificiale" (p. 20). Il tessuto economico delle nazioni più evolute, viene sempre più avvinghiato e orientato dalla rete, che è diventata, piano piano, sempre più capitalista e ipercapitalista.
La nuova condizione digitale influenza sempre di più, "non soltanto la produzione di beni, ma anche la produzione di senso, relazioni, immagini, corpi e affetti" (p. 20). Occorre quindi "interrogarsi sulle forme di soggettivazione, sulle economie dell'attenzione, sulle piattaforme come nuovi dispositivi di potere e di cattura". Ci sono oramai riflessioni che appaiono troppo datate nell'economia politica e i professionisti dovrebbero prepararsi meglio ai rapidi aggiornamenti.
Comunque l'attuale rete digitale è sempre più orientata al profitto, e sempre meno centrata sulle "forme di emancipazione collettiva, fondate sulla consapevolezza e sulla responsabilità condivise". Probabilmente oggi il capitalismo ha semplicemente conquistato più del 90 per cento dei principali spazi di visibilità disponibili sulla rete.
In alcuni Stati, molti spazi vengono semplicemente politicizzati e assiduamente controllati. In Occidente bastano i classici modi non dichiarati, in Cina utilizzano tranquillamente i modi dichiarati: attraverso i servizi di polizia e i servizi segreti, più o meno politicizzati.
Forse sarà utile affidarsi all'immaginazione, "che ci trattiene su quella soglia che separa il noto dall'ignoto, permettendoci di abitare l'indeterminato senza soccombervi, di costruire visioni alternative a quelle imposte dalle logiche dominanti" (p. 22). L'autonomia del pensiero sarà sempre più difficile da realizzare, in una realtà sempre più determinata dalle varie forme televisive e dalle varie forme digitali, e sempre più determinata dalle grandi multinazionali, non solo occidentali, che pilotano il nostro mondo a livello tecnologico e digitale.
Pensare in modo digitale significa accettare la grande "condizione di apertura" che, attraverso la rinuncia "a mappe definitive", permette delle grandi capacità di esplorazione, e significa favorire "l'indugio creativo" che, al di là della "rapidità di sintesi", permette di "segnare il preludio di ogni autentica conoscenza" (p. 23). Bisogna saper osare.
Oggi "L'intelligenza artificiale, lungi dall'essere neutra, incarna una razionalità storicamente situata: non più umanistica, ma tecnica, orientata al calcolo e alla previsione, incapace però di accedere al senso. Funziona, ma non comprende; decide, ma non sa. E proprio per questo ci obbliga a ripensare cosa significhi, oggi, pensare" (p. 208).
Pensare ci consente di interpretare la realtà più ristretta e la realtà più ampia, e pure "la complessità anche quando mancano tutti i dati" (p. 208). Si tratta di un'attività che non annoia quasi mai.
Nel pensiero digitale possiamo essere o non essere la stessa persona di ieri. E possiamo agire senza avere certezze.
Roberto Masiero è stato professore ordinario si Storia dell'architettura a Venezia presso l'Università IUAV.
Luca Taddio insegna Estetica presso l'Università degli Studi di Udine. Qui dirige il Master in Filosofia del digitale e intelligenza artificiale. Tra le sue pubblicazioni segnalo "Tensioni globali" con Maurice Merleau-Ponty (2024).
Nota realista e surrealista - Nelle società di ieri esistevano i sentieri. Nelle società di oggi, si cammina e poi si cammina ancora. Nelle società di domani ci stancheremo di camminare e guarderemo i robot lavorare. Nella società di dopodomani sarà come vivere in un modernissimo luna park. E forse non saremo più obbligati a lavorare.
Nota finale - Ma "cosa significa pensare nell'epoca digitale... che cosa resta del pensiero, quando viene assorbito da un ambiente che lo mappa, lo traduce e lo calcola?". Così "Il digitale non è un semplice strumento, né soltanto un ambiente: è una condizione che riformula in profondità i presupposti della conoscenza" (conclusioni).
Nota futurista - Tuttavia è proprio nella differenza, "tra modello e mondo, tra codice e senso, che si gioca il futuro della nostra libertà... La posta in gioco non è solo epistemologica, ma anche politica ed esistenziale. Ogni mutamento del sapere trasforma le forme del potere e le modalità dell'esperienza" (conclusioni).
