giovedì 14 gennaio - Alberto SIGONA

Pelè: gli dei dello sport

PELE’ (BRASILE, 1940) CALCIO

 

Soprannominato O'Rey (Il Re), è quasi universalmente riconosciuto il più grande mito calcistico (e forse sportivo) di tutti i tempi. Numero dieci straordinariamente completo, versatile ed efficiente (con una continuità di rendimento eccezionale), Pelè era un centrocampista-attaccante che eccelleva in ogni fondamentale. Sogno proibito di ogni squadra di calcio, la “Perla nera” era un calciatore fortissimo fisicamente (non s'infortunava quasi mai) e tecnicamente, velocissimo, abilissimo nel dribbling, intelligente tatticamente (copriva quasi ogni parte del campo, percorrendo km e km nel corso della partita, partendo dalla mediana), capace di segnare caterve di reti in ogni modo (a tal proposito, si ricorda che segnò cinque reti in un solo incontro in almeno sei occasioni, realizzò quattro gol in una singola partita trenta volte ed aggiunse a ciò novantadue triplette; siglò anche 8 reti in un Santos-Botafogo!) e di fornire un numero sconfinato di assist ai compagni. Dotato insomma di ogni pregio possibile, possedeva un repertorio sterminato che contemplava anche la rovesciata ed il colpo di testa (ed era alto solo 1,72 m), nonchè il calcio di punizione (pare che in carriera ne abbia segnati una settantina). Le partite quando lui era in campo si trasformavano in autentici show, in cui si esibiva a più riprese con numeri funambolici di ogni genere. Suo è sinora il record di reti nei vari campionati di A, 589, media gol di 1,05 reti a partita, fra le più alte di ogni epoca. Paradigma del calciatore perfetto (l'unico della storia senza punti deboli), la sua fama è sconfinata nella letteratura, nel cinema e persino nella musica, facendone un fenomeno cult ad...ampio spettro.

Nominato atleta del XX secolo dal CIO, la sua carriera si è dipanata quasi esclusivamente nel Santos, con il quale giocò dal 1957 al 1974, prendendo parte a 665 partite condite da 647 gol, vincendo 10 Campionati Paulisti, 2 Coppe Libertadores e 2 Intercontinentali (7 gol nelle tre Finali Intercontinentali, record); a livello individuale fu 11 volte capocannoniere, ovvero nel 1957, a 17 anni (29 presenze e 36 gol), 1958 (38-58), 1959 (32-45), 1960 (30-33), 1961 (26-47), 1962 (26-37), 1963 (19-22), 1964 (21-34), 1965 (30-49), 1969 (25-26) e 1973 (19-11). Giocò a livelli mostruosi sino a 29 anni. A fine 1974 (a 34 anni) Pelè lasciò il Santos per chiudere la carriera negli Stati Uniti, deliziando le platee del Cosmos, giocandovi 3 tornei (uno vinto), prendendo parte a 64 match con 37 gol.

 

Con la Nazionale Pelè ha giocato dal 1957 al 1971, prendendo parte a 92 match (77 gol, record) ed a ben 4 Mondiali (12 reti), 3 dei quali vinti, per quello che rimane tuttora il record più prestigioso di O’ Rey. L'asso brasiliano debuttò nella Nazionale carioca il 7 luglio 1957, a 16 anni, contro gli storici rivali dell'Argentina che in quell'occasione sconfissero il Brasile per 2-1: l'unica rete dei verdeoro fu messa a segno proprio da Pelé. Ai Mondiali 1958 principiò la leggenda. Pelè, infatti, a 17 anni, fu il più giovane a prendere parte alla fase finale di un Mondiale, il più giovane a segnarvi (6 volte, di cui 3 in Semifinale e 2 in Finale) e a vincerlo. A fine torneo Pelé poteva vantare 6 gol realizzati in 4 partite giocate, secondo miglior marcatore a pari merito con il tedesco Helmut Rahn (che però giocò 6 partite) e alle spalle del francese Just Fontaine, che in quell'edizione realizzò ben 13 reti. Nel 1962 non ebbe fortuna: sì è vero, il Brasile vinse il secondo Mondiale di seguito ma Pelè (1 gol) s’infortunò già alla seconda partita, saltando tutto il resto del torneo. Non andò meglio nel ’66, in cui il Brasile uscì addirittura al 1° turno, con Pelè (1 gol) che anche in quel caso dovette abbandonare anzitempo la kermesse per infortunio. Quattro anni dopo sarà ai nastri di partenza del suo quarto Mondiale. Il 3 giugno 1970, nella prima partita contro la Cecoslovacchia, Pelé segnò la seconda rete verdeoro del 4-1 finale, diventando, quasi in contemporanea con il tedesco Uwe Seeler, il primo calciatore ad aver segnato in quattro diverse edizioni della Coppa del Mondo. O’Rey nel prosieguo della Coppa Rimet (come all'epoca era chiamata la Coppa del Mondo) avrebbe poi segnato altre 3 reti, compreso un super gol di testa - rimasto nelle enciclopedie del calcio – nella Finalissima contro l’Italia, poi vinta 4-1. Poco dopo giocherà altre 4 amichevoli, per poi dare l’addio alla Nazionale.

In molti negli ultimi anni hanno iniziato a mettere in discussione il 1° posto di Pelè fra i calciatori leggendari, asserendo come Diego Maradona gli sia stato in realtà superiore, ma ciò è assolutamente assurdo in quanto fra i due non c’era proprio paragone sotto vari punti di vista. Come Pelè non potrà esservi più nessuno. È stato il più grande, e chi afferma il contrario o non lo ha mai visto all’opera o è in malafede. In una ipotetica graduatoria all time lo collocherei davanti a Messi, Di Stefano, Cruijff, Maradona, Zico, C. Ronaldo, Puskas, Romario, Sivori, Kocsis, Platini, Liedholm, Beckenbauer, Ronaldo de Lima, Zamora, Jascin, Garrincha, S. Matthews, G. Muller e Van Basten.

Foto: Wikimedia




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