giovedì 11 novembre - Antonello Laiso

Pedofilia nella Chiesa Cattolica

La notizia che riguarda la vendita di beni immobili della Chiesa francese a ristoro di quelle migliaia di abusi di pedofilia perpetrati negli anni e accertati non può che essere la caraffa di acqua pura svuotato in quel mare avvelenato.
Ancora di più quelle scuse da Papa Francesco hanno messo in bella vista, sarebbe stato impensabile non farlo, qualcosa di noto da sempre, cui già molti Papi hanno cercato di sconfiggere senza riuscirci. La pedofilia nella Chiesa.
 
Non è facile estirpare la malapianta dopo secoli di colpevole distrazione da parte delle gerarchie ecclesiastiche, che certe tendenze allignassero tra i sacerdoti sparsi nel mondo era risaputo ma non si conosceva l'enorme portata.
 
Ancora una volta si è riaperto nella stessa chiesa e nell’opinione pubblica un problema di antica data come la pedofilia e si presta a vari commenti. Episodi di pedofilia nella chiesa cattolica sono sempre esistiti in tutto il mondo, creando sempre turbamenti profondi. Gia nel lontano 1962 la Chiesa, con un documento del Sant’Uffizio, «Crimen sollicitationis» («crimine di provocazione») approvato da Giovanni XXIII e diretto in modo riservato ai vescovi, stabiliva la procedura da seguire nelle cause di «sollicitatio ad turpia» («provocazione a cose turpi»), cioè quando un chierico veniva accusato di usare il sacramento della confessione per avances sessuali ai penitenti.
 
 In seguito l’argomento fu oggetto di conferenze e decisioni come l’immediata rimozione di coloro che erano coinvolti in questi fatti. Come si possono conciliare le motivazioni sull'infinita potenza della Chiesa con la realtà per cui ci sono da moltissimi anni e in tutto il mondo casi reiterati di abusi sui minori?
 
 Colui che deve necessariamente essere, per i giovani che si avvicinano al mondo della fede, un padre spirituale, e dovrebbe far capire, più dei genitori, quel male per il quale Cristo è stato crocifisso e quel bene per il quale si è fatto crocifiggere, provoca effetti devastanti sulla crescita adolescelenziale che segnerà inesorabilmente la vita di quei giovani.
 
 L'avere impulsi e turbamenti da "bestia" è cosa che purtroppo si verifica.
 La Chiesa deve combattere sempre di più con tutte le sue forze quel peccato che tanto stigmatizza, quella severità su tanti temi di una Chiesa cattolica, contro l'aborto, contro i diritti dei diversi, contro la non celebrazione e benedizione di quei matrimoni gay, tali situazioni mal si conciliano con quel comportamento della Chiesa stessa.
 
Nelle sue omelie, la chiesa deve pregare anche per se stessa chiesa affinché non si annidi nelle anime dei parroci quei turpi pensieri, parroci che dovrebbero farci conoscere con il Vangelo, il bene e il male, perché possiamo trarne discernimento.
 Ma non solo noi.

Antonello Laiso



Lasciare un commento