venerdì 28 febbraio - Attilio Runello

Pechino impone quarantena ad arrivi dall’Italia

Dal 26 febbraio Pechino impone la quarantena ai viaggiatori in aereo provenienti dall'Italia. La notizia è riportata da rainews che parla genericamente di paesi affetti dal Coronavirus e confermata da Repubblica.it che fa riferimento esplicitamente all'Italia

Dal 26 febbraio coloro che in aereo volessero recarsi in Cina saranno soggetti ad una quarantena volontaria di quattordici giorni.

La Cina vuole evitare a tutti i costi il "contagio di ritorno". Con il contagio allargatosi anche in Europa, Medioriente ed Asia "chi arriva da paesi con gravi situazioni epidemiche deve accettare un periodo di quarantena presso il proprio domicilio".

Del resto non è solo la Cina che impone questa quarantena precauzionale: da quanto emerge da un redazionale su repubblica.it del 27 febbraio anche India, Taiwan, Eritrea, Tagikistan, Kazakhistan, Kirghizistan, Saint Lucia.

Israele rifiuta gli Italiani e Mauritius ha imposto la quarantena agli italiani provenienti da Lombardia e Veneto. Gli altri paesi che vietano l'ingresso agli italiani sono: Giordania, Arabia Saudita, Bahrein, El Salvador, Turkmenistan, Iraq, Capo Verde, Kuwait, Seychelles.

Poi ci sono paesi che effettuano controlli sanitari sull'aereo nei confronti di cittadini italiani: Bielorussia, Brasile, Cile, Colombia, Cuba, Ecuador, Germania, Grecia, Cipro, Libano, Croazia, Moldavia, Marocco, Repubblica Ceca e Slovacchia, Ucraina, Ungheria e Lituania.

Anche Romania, Estonia, Malta e Bulgaria impongono restrizioni volontarie, che però possono diventare obbligatorie su base regionale o in presenza di sintomi.

Alcuni parsi fra cui Argentina e Nicaragua fanno compilare un questionario.

Nel frattempo le persone risultate positive sono salite a 650 (informazioni ANSA). Lo ha detto il capo della protezione civile Angelo Borrelli. Su questa informazione non c'è chiarezza perché solo una parte sono stati confermati dall'Istituto Superiore della Sanità.

Intanto non è chiaro nei dibattiti televisivi e nei media se bisogna insistere nelle precauzioni prese sino ad ora per timore dell'espandersi del contagio o non piuttosto pensare alle perdite per l'economia.

Iniziano a parlare infettivologhi che dicono che nella maggior parte dei casi il decorso è quello di una normale influenza, come attestato dalle prime guarigioni (quarantacinque al momento). I decessi riguardano prevalentemente ultraottuagenari. (E per questo motivo non dovremmo preoccuparci?)

Altri riportano di un numero telefonico di riferimento il 1500, spesso intasato. Naturalmente anche l'assenza di mascherina e di disinfettanti appropriati da farmacie e supermercati contribuisce a dare una impressione di scarsa organizzazione. Nel lodigiano, la zona rossa, quattro medici sono contagiati e non possono lavorare e sono stati sostituiti da un solo medico.

 

Attilio Runello 

Foto di MaoNo da Pixabay 

 

 

 

 

 




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