giovedì 5 novembre - Annalisa Martinelli

Patti Smith: Poesia, Musica e Arte come atto rivoluzionario

La cantautrice e poetessa americana premiata a Oviedo il 23 ottobre 2026.

Patti Smith ha trasformato la cerimonia di premiazione a Oviedo, in Spagna, in un manifesto di resistenza culturale e rinascita artistica. Ricevendo il prestigioso Premio Princesa de Asturias de las Artes (Premio Principessa delle Asturie per le Arti) la leggendaria poetessa e madrina del Punk Rock ha rifiutato l'idea del riconoscimento come un "sigillo alla sua carriera" interpretandolo invece come una forza propulsiva per il futuro. Ha dimostrato che la vera ribellione non invecchia, non si arrende e diventa soltanto più lucida.

Questo riconoscimento, considerato uno dei premi culturali più importanti al mondo, mira a onorare opere che arricchiscono il patrimonio dell'umanità in maniera universale. Con la consegna della sua iconica statuetta, disegnata da Juan Miró, e la sua consolidata tradizione accademica, il premio è solitamente caratterizzato dalla massima solennità istituzionale e dal Protocollo della Corona Spagnola. Eppure, la presenza della cantautrice, poetessa e artista statunitense ha trasformato il rigore di tale etichetta in un quadro di autenticità e schiettezza condivisa. Il riconoscimento le è stato conferito per la sua "impetuosa creatività, capace di unire rock, la poesia simbolista e lo spirito della controcultura con una grandissima forza espressiva".

La cerimonia di consegna dei Premi Principessa delle Asturie si tiene regolarmente ogni anno nella città di Oviedo. Dalla prima edizione del 1981, il Teatro Campoamor costituisce la cornice storica e privilegiata dell'evento, trasformando il capoluogo delle Asturie nell'epicentro culturale mondiale durante la seconda metà di ottobre.

Patti Smith ha unito la poesia, la musica e l'impegno civile, trasformando la parola in uno strumento fondamentale di resistenza, di contestazione e spiritualità.

Nel suo discorso di ringraziamento, con l'umiltà di chi si riconosce parte di un tutto, un insieme più grande, Patti Smith ha scelto di valorizzare tutti i premiati, mettendo in secondo piano il suo nome. Il dono più prezioso in fondo, non è la medaglia, la statuetta o il prestigio, quanto il "premio di un'amicizia duratura". In un mondo frammentato, la sua voce è risuonata come un ponte che unisce e accorcia le distanze.

Il fulcro del suo discorso ha riguardato inoltre un cambiamento generazionale. Lungi dall'adagiarsi sul piedistallo di una leggenda, la cantautrice e poetessa ha dichiarato con fermezza che questo riconoscimento funge da stimolo per continuare ad evolversi: una responsabilità attiva, quella di offrire speranza e stabilità ad una generazione più giovane che eredita un pianeta profondamente ferito. "Possiamo essere la rivoluzione della Terra", ha proclamato, intrecciando il suo attivismo ecologista con lo spirito indomito della sua nota canzone "People have the power". Il suo messaggio è stato chiaro: la musica e la poesia non sono semplici ornamenti, possono essere potenti strumenti per una trasformazione radicale.

La magia del momento non era prevista dal copione, si è creata nell'atmosfera, nell'aria che fluttuava nel teatro. Rompendo il rigido protocollo e la solennità del leggio, Patti Smith ha messo a nudo la propria voce per cantare a cappella alcuni versi di "Wing". Nel silenzio assoluto, la sua esile figura, il movimento aggraziato delle mani e i lunghi capelli grigi sembravano librarsi nello spazio del teatro. C'era solo la forza pura di una donna che, a mezzo secolo dall'inizio della sua carriera, continua a ricordarci che il potere - oggi più che mai - appartiene ancora al popolo.

 

(Foto: Patti Smith in Berlin, 2022 - di Elena Ternovaja / CC BY-SA 3.0 via Wikimedia Commons)




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