lunedì 8 giugno - YouTrend

“Partito di Conte”, quanto varrebbe? Il sondaggio Quorum/YouTrend per Sky TG24

Ecco i dati dell’ultima rilevazione condotta da Quorum/YouTrend, che spazia dalle intenzioni di voto alla gestione dell’emergenza Covid-19.

di Alessio Vernetti e Gianluca De Feo

Intenzioni di voto, partito di Conte, fiducia nei leader e nel Governo, gestione dell’emergenza Coronavirus: sono diversi i temi toccati nell’ultimo sondaggio Quorum/YouTrend per Sky TG24.

Le intenzioni di voto

Partiamo dalle intenzioni di voto: ad oggi la Lega si confermerebbe prima forza politica del Paese con il 26,2%, sostanzialmente cinque punti e mezzo in più rispetto al Partito Democratico (21,6%). Più indietro si troverebbero il Movimento 5 Stelle (al 15,5%) e, mezzo punto sotto, Fratelli d’Italia: il partito di Giorgia Meloni sembrerebbe dunque accentuare il trend che lo sta portando ad avvicinarsi sempre più ai pentastellati. Proseguendo in ordine decrescente, Forza Italia avrebbe il 6,5%, Italia Viva il 3,1% e le altre formazioni minori del centrosinistra (La Sinistra, Azione e +Europa) una percentuale compresa tra il 2 e il 3%. Ma il quadro potrebbe tuttavia mutare facilmente dato l’elevato numero di indecisi e di astenuti (55,1%).

La figura di Giuseppe Conte, in ogni caso, è stata quella più centrale in questa epidemia. Quorum/YouTrend ha quindi provato a osservare come muterebbero le intenzioni di voto se l’attuale premier si presentasse alle elezioni come leader del Movimento 5 Stelle o di una lista propria.

Se Conte corresse come leader M5S i pentastellati ne beneficerebbero notevolmente: il Movimento sorpasserebbe il PD e arriverebbe a sfiorare i 20 punti percentuali, circa quattro punti e mezzo in più rispetto all’ipotesi in cui non sia lui a guidare i 5 Stelle.

Lo stesso Conte, peraltro, è percepito come più vicino al Movimento 5 Stelle (28,7%) che al PD (15,7%): del resto, lo stesso Presidente del Consiglio ha dichiarato di aver votato per il Movimento alle scorse elezioni europee. Il dato più interessante, tuttavia, è che il 37,6% del campione, quindi la maggioranza relativa degli intervistati, reputa il premier equidistante dalle due forze politiche.

Dal momento che questa percezione è condivisa da quasi 4 italiani su 10, è interessante osservare come si modificherebbero le intenzioni di voto se Conte si presentasse alle elezioni politiche sostenuto da una propria lista. Il nuovo partito del premier sarebbe la quarta forza del Paese con il 14,3% dei consensi, sottraendone soprattutto a un Movimento 5 Stelle che scenderebbe sotto la doppia cifra (9,7%).

Più in generale, il potenziale bacino della “Lista Conte” arriverebbe a toccare il 24,1% degli italiani: quasi un intervistato su quattro, infatti, dichiara che voterebbe sicuramente o probabilmente per un nuovo partito guidato dall’attuale premier.

Incrociando le risposte a quest’ultima domanda con le intenzioni di voto “standard”, è possibile individuare la provenienza del potenziale elettorato della “Lista Conte”: come anticipato, su tre attuali elettori del Movimento 5 Stelle, due di essi potrebbero valutare di votare per una nuova lista fondata dal premier, che sarebbe probabilmente sostenuta anche un elettore su tre del centrosinistra.

Ma in caso di crisi di Governo, quale sarebbe l’esito più probabile? Secondo più di un italiano su tre (il 35%) il voto in autunno sarebbe l’opzione più plausibile, mentre il 25% degli intervistati pensa che tale scenario potrebbe portare alla nascita di un Governo tecnico o di larghe intese. Per il 9% si insedierebbe un nuovo Esecutivo giallorosso e per l’8% un Governo appoggiato dal centrodestra e da transfughi pentastellati.

 

La fiducia nel Governo e nelle principali figure presenti sulla scena politica

La centralità della figura di Giuseppe Conte e del suo Governo durante l’emergenza Coronavirus ha fatto sì che la fiducia verso l’Esecutivo aumentasse notevolmente: in generale, circa la metà degli italiani (il 52,9%) ripone fiducia nell’Esecutivo, percentuale che si alza vertiginosamente (70,8%) se l’operato è associato alla gestione dell’emergenza sanitaria. Meno positivo invece il giudizio riferito alle risposte del governo dal punto di vista economico (46,7%).

Altissima la fiducia nei confronti del Governo tra gli elettori dei due partiti che lo sostengono. In particolare, tra i sostenitori del Movimento 5 Stelle il supporto è quasi plebiscitario: il 97,8% degli intervistati esprime un giudizio positivo sull’operato dell’Esecutivo, anche se questa percentuale diminuisce in relazione al tema della sanità (90%) e a quello economico (85,6%).

Estremamente positivo anche il giudizio degli elettori di centrosinistra (dei quali l’84,6% ha fiducia nel Governo in generale), che supera addirittura quello dei pentastellati per quanto riguarda l’azione del Governo relativamente alla protezione della salute dei cittadini (93%). Su quest’ultimo punto si registra una percentuale di giudizi positivi sorprendentemente alta anche all’interno dell’elettorato di centrodestra, la cui maggioranza (51,1%) approva l’operato dell’Esecutivo. La fiducia generale nei confronti di quest’ultimo, tuttavia, rimane decisamente più bassa tra gli elettori di centrodestra (30,9%), che disapprovano in particolar modo l’azione governativa riferita ai temi economici (23,7%).

Tra le figure di cui gli italiani si fidano maggiormente, spiccano in prima e seconda posizione l’ex presidente della Banca Centrale Europea Mario Draghi (59,3%) e proprio l’attuale Presidente del Consiglio Giuseppe Conte (57,1%). Seguono i tre presidenti di regione che più si sono distinti per la gestione dell’emergenza Coronavirus: Luca Zaia (49,7%), Vincenzo De Luca (43,4%) e Stefano Bonaccini (37,1%). Più staccato invece il presidente della Lombardia, Attilio Fontana, che raccoglie solo il 24,9% di giudizi positivi.

Tra i leader dei maggiori partiti italiani guida la classifica Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia (33,2%), che stacca di pochissimo l’alleato Matteo Salvini (31,2%) e l’avversario Nicola Zingaretti (30,4%). Chiudono Silvio Berlusconi al 19,9% e Matteo Renzi all’11%.

Cambia radicalmente la classifica dei personaggi politici più popolari se la considera dal punto di vista degli elettorati di riferimento dei tre principali schieramenti politici. Tra gli elettori di centrosinistra è alta la fiducia nei confronti di Draghi (90,7%), di Conte (88,5%) e delle figure politiche di riferimento, come Zingaretti (77%) e Bonaccini (76,5%). Ai minimi, invece, quella rispetto ai leader del centrodestra Salvini (6,9%), Berlusconi (7,4%) e Meloni (7,6%).

Plebiscitario anche in questo caso il grado di fiducia riposto dagli elettori del Movimento 5 Stelle nei confronti di Giuseppe Conte (98,3%), che stacca anche Luigi Di Maio per 20 punti percentuali. Sono molto vicini a quelli registrati tra gli elettori del centrosinistra i livelli di fiducia dei pentastellati verso i leader del centrodestra, con l’aggiunta di Matteo Renzi, anch’esso sotto il 10%. Scenario invertito invece nel centrodestra, dove è alta la fiducia nei propri leader di riferimento (compreso Zaia) e decisamente inferiore quella in Giuseppe Conte, al 29,7%.

Anche se non tra tutti gli schieramenti politici, l’attuale premier rimane uno dei leader più apprezzati del momento. Per sondare più a fondo l’idea che gli italiani hanno del loro Presidente del Consiglio abbiamo dunque chiesto qual è la prima parola che viene in mente per descriverlo. I termini più gettonati sono stati “capace” (indicata dal 14,6% del campione) e il suo contrario, “incapace”(10,4%). Seguono “equilibrato” (7,9%), “per bene” (7,3%), “infido” (6,4%) e “rassicurante” (5,4%). In generale, comunque, prevalgono i termini con accezione positiva, anche se una grande fetta di intervistati (il 28%) non è stata in grado di esprimersi.

Economia, rapporto Stato-Regioni, scenario internazionale

Per quanto riguarda i temi economici, abbiamo chiesto al campione quale fosse la misura più efficace adottata dal Governo Conte per affrontare l’emergenza Coronavirus. In prima posizione troviamo la cassa integrazione per i lavoratori dipendenti, ritenuta l’azione più efficace da un quarto dei rispondenti (il 24,8%). Seguono il reddito d’emergenza per le famiglie più povere (19,5%), il bonus di 600 euro per gli autonomi (14,1%), i tagli e i rinvii delle scadenze fiscali per le aziende (11%) e i prestiti garantiti dallo Stato mirati al settore privato (7,5%).

Sono diversi tuttavia i sentimenti nei confronti di queste misure all’interno dei vari schieramenti politici. C’è accordo tra elettori di centrosinistra ed elettori di centrodestra per quanto riguarda la cassa integrazione per i lavoratori dipendenti, da entrambi ritenuta la misura più efficace anche se con percentuali leggermente diverse. Secondo gli elettori del Movimento 5 Stelle la misura più utile è invece stata il reddito d’emergenza per le famiglie più povere.

Un altro tema che ha infuocato il dibattito politico delle scorse settimane è quello della suddivisione dei poteri tra Stato e Regioni durante l’emergenza Coronavirus. Circa la metà degli italiani, in effetti, ritiene che vi sia stato uno squilibrio da una o dall’altra parte: il 28,5% pensa che le Regioni abbiano avuto troppi poteri rispetto allo Stato centrale, il 21,8% il contrario. Poco più di un terzo (il 35,4%) crede invece che la ripartizione dei poteri sia stata equilibrata.

Volgendo invece lo sguardo alle questioni internazionali, nelle ultime settimane si è parlato anche dell’aiuto fornito all’Italia da parte delle superpotenze che più influiscono sulle dinamiche geopolitiche a livello globale. Abbiamo quindi chiesto al campione da chi gli italiani dovrebbero farsi assistere: si tratta di una domanda che può aiutare a comprendere aspettative e preferenze rispetto ai rapporti con i diversi attori esterni. La stragrande maggioranza degli italiani (quasi i due terzi, il 64,5%) si aspetta aiuti economici e sanitari da parte dell’Unione Europea, mentre sono notevolmente inferiori le aspettative nei confronti delle superpotenze straniere più “lontane” come Stati Uniti (9,3%), Cina (7,2%) e Russia (4,3%).

Chiudiamo tornando al gradimento degli italiani nei confronti dell’operato di Conte, che stravince anche il confronto con i leader stranieri. Alla domanda “quale tra questi leader ha gestito meglio l’emergenza Coronavirus nel proprio Paese?“, infatti, il 40,3% indica Giuseppe Conte, che stacca di oltre 17 punti percentuali la seconda classificata Angela Merkel (23%). Terzo, con il 9% delle preferenze, il leader cinese Xi Jinping, nonostante la gestione controversa delle prime fasi dell’epidemia. In pochissimi approvano invece l’operato del presidente degli Stati Uniti Donald Trump (2,5%) e dei primi ministri al governo negli altri maggiori paesi europei (Macron 1,6%, Sanchez 0,5%, Johnson 0,5%).

 

Nota metolodologica

Sondaggio svolto con metodologia CATI/CAMI tra il 27 e il 30 maggio 2020 su un campione di 1.009 intervistati rappresentativi della popolazione maggiorenne residente in Italia, sondato per quote incrociate di genere ed età stratificate per macroregione di residenza. Il margine di errore è +/-3,1%, con un intervallo di confidenza del 95%.

 

 




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