venerdì 24 giugno - Doriana Goracci

Parliamo di armi

Se mi azzardo in questo angolo della rete a capire, chiedere, dire la mia sulle armi, spero che qualcuno non mi dica Parla! tanto poi il nemico ti ascolta e magari ti querela.

Cominciamo con le notizie del mattino, caldissimo, umido, penso come in buona parte del mondo.

"La Corte Suprema americana boccia le restrizioni al porto di armi a New York.Il Secondo Emendamento, affermano i saggi, si applica anche fuori dalla propria abitazione." Biden si dice deluso e proclama al contempo" Presto a Kiev aiuti militari Usa per altri 450 milioni di dollari" e intanto "I lanciarazzi americani Himars sono arrivati in Ucraina" cosicchè il ministro della Difesa ucraino Reznikov esulta: "Grazie al mio collega e amico americano segretario alla Difesa Lloyd J. Austin III per questi potenti strumenti! L'estate sarà calda per gli occupanti russi."

Zelenski che aveva lanciato un video "inusuale" nella giornata del 23 giugno in cui chiedeva di accelerare la fornitura di armi" esulta per la candidatura accettata dell'Ucraina nell'Unione Europea. Lo spirito europeo non comprende i Balcani,intanto però un pezzo di storia si è fatta.

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giocare alla guerra

I talebani dicono "il mondo ci aiuti", non chiedono armi ma chiedono aiuti umanitari, l'aiuto della comunità internazionale. A causa del Terremoto in Afghanistan, sale il bilancio delle vittime: almeno 1.500 morti e 2.000 feriti. La notizia è affogata da due giorni in ogni dove.

E pensate un po' il Programma alimentare mondiale dell'Onu (Wfp) ha fatto sapere di aver "rapidamente dispiegato cibo e attrezzature logistiche per le comunità" nel paese. "Sono in movimento 18 camion nelle aree colpite dal terremoto che trasportano forniture di emergenza, tra cui pacchi di biscotti ad alto contenuto energetico (HEBs) e unità mobili di stoccaggio. Il Wfp prevede di fornire cibo di emergenza inizialmente a 3 mila famiglie ed è pronto ad aumentare il suo sostegno dopo i risultati delle verifiche in corso", ha fatto sapere in una nota.

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Italia e le armi in guerra

Stamattina ho ricevuto una mail dalla signora Laura Perrotta direttrice raccolta fondi per Medici senza Frontiere in cui si dice: "ti scrivo per aggiornarti sulla drammatica catastrofe che ha colpito l'Afghanistan con una violenta scossa di terremoto che ha stravolto il sud-est del paese, nella provincia di Paktika. Questa mattina abbiamo inviato un team nella zona colpita per valutare i bisogni della popolazione e un'altra squadra arriverà a breve sul posto. Nel frattempo, i nostri operatori già attivi a Kabul e nell'ospedale materno infantile di MSF a Khost si sono subito messi in contatto con le autorità locali e le altre organizzazioni per capire come dare supporto alle persone colpite dal terremoto, in un contesto in cui il sistema sanitario è già fragile. Siamo addolorati per questa ennesima emergenza che ha colpito la popolazione afghana già stremata da oltre 20 anni di conflitto e da una gravissima crisi nutrizionale. Grazie al nostro Fondo Emergenze riusciamo ad attivarci immediatamente allo scoppio di crisi come questa. Aiutaci anche tu Doriana scegliendo la causale "Fondo Emergenze" per la tua donazione.Noi faremo tutto il possibile per portare assistenza chirurgica e cure mediche di base a chi ne avrà bisogno e continuremo ad aggiornarti sul nostro intervento nel paese."

A luglio del 2015 scopro da un  articolo quanto segue: "in Afghanistan l’uso di armi da fuoco è all’ordine del giorno, pistole e kalashnikov giocattolo sono stati vietati. Lo ha deciso il ministro degli Interni dopo che nei giorni scorsi, in coincidenza con i festeggiamenti per la fine del Ramadan, sono rimasti feriti 116 bambini. “Si tratta di uno sforzo per prevenire la violenza tra i bambini. La loro sicurezza è la priorità”. In gran parte i ragazzini hanno riportato ferite agli occhi a causa dei proiettili di plastica sparati da pistole e fucili attualmente sotto sequestro da tutti i negozi del Paese"

Spero che mi salverò, con questa mia dalle probabili critiche del ministro degli Esteri italiano Di Maio, nonchè nuovo fautore di un nuovo partito, dall'accusa di essere una vecchia populista disfattista qualunquista.

"La felicità di un bambino è quella di non essere un soldato" è stato il titolo di un appuntamento conferenza a Palermo dove Santigie Bayo Dumbuya ha raccontato di una bambina rimasta orfana e abbandonata in un villaggio sotto attacco dei ribelli nella Sierra Leone. "Era il 1999 quando davanti alla quella bimba,decise che era venuto il momento di disertare. Prese con sé la piccola e dopo due giorni e due notti di cammino, senza acqua e né cibo, riuscì a trovare per entrambi un riparo sicuro. Lui aveva 12 anni, lei 5. A distanza di vent’anni l’ex bambino soldato Santigie continua ad aiutare i minori più fragili. "

Mia nonna Pia quando si svegliava la mattina macinava il caffè, a me piaceva tanto aiutarla. Oggi che sono nonna anche io di due nipotini lontani a Marsiglia, macino così le mie speranze di un nuovo giorno, di una nuova umanità, scrivendo, per non dirmi in futuro che avrei perlomeno potuto tentare.

Doriana Goracci

n.b. una foto è tratta da un articolo del 2017 del Report Difesa.Altre foto potete trovarle da un post che scrissi Armi bambini e guerra in Ucraina

 

 

 




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