venerdì 20 gennaio - Pressenza - International Press Agency

Palestina occupata, ONU e questione palestinese

L’esercito di occupazione israeliano ha ucciso un alto ufficiale della polizia palestinese a nord di Al-Khalil, nei pressi di Halhoul. Il colonello Hamdi Shaker Aboudia è stato freddato con colpi di mitra contro la sua auto ad un posto di blocco israeliano. 

di ANBAMED

(Foto di Fabrizio Maffioletti)

Testimoni oculari hanno denunciato che i soldati hanno lasciato il corpo del poliziotto palestinese sanguinante disteso per terra, impedendo ai soccorritori di arrivare per trasferirlo in ospedale. Negi ultimi mesi è stata questa la pratica routinaria dei militari israeliani nei confronti dei feriti palestinesi, caduti sotto i colpi delle loro armi. Secondo la stampa palestinese, questo comportamento, che viene annoverato tra i crimine di guerra, fa parte delle regole d’ingaggio approvate dai governi israeliani, con licenza di uccidere e a garanzia di impunità.

A Nablus, i militari israeliani hanno compiuto un’irruzione nei quartieri orientali della città per garantire la sicurezza ad un gruppo di coloni di visitare quella che chiamano pretestuosamente la “tomba di Giuseppe”. Sono stati arrestati durante le operazioni di rastrellamento 20 attivisti palestinesi che si opponevano all’invasione con il lancio di pietre.

La situazione nei territori palestinesi occupati preoccupa molte nazioni dell’ONU. 39 paesi hanno firmato un documento che chiede al governo israeliano di mettere fine alle violazioni delle norme internazionali. In particolare si chiede a Tel Aviv di annullare le azioni vendicative contro l’ANP, in seguito al voto dell’ONU sul ricorso alla Corte di Giustizia Internazionale riguardo lo status dei territori palestinesi occupati. Il gruppo, capitanato dall’Algeria e dal Pakistan, include molti paesi dell’Europa occidentale amici di Israele, come Italia e Francia (non la Germania). Questo spiega la telefonata intercorsa ieri tra i ministri Tajani e Cohen, che i media italiani hanno amplificato, ma senza spiegare i retroscena dell’infuriata dei rappresentati di Israele sui paesi firmatari, accusati come al solito di sostegno al terrorismo e di fomentare l’antisemitismo.

A Gerusalemme est sono in corso visite di delegazioni del Parlamento europeo che toccherà anche i luoghi santi musulmani per incontrare l’ente del Waqf palestinese, che amministra le moschee di Al-Aqsa. Una delegazione del Congresso USA in Israele ha chiesto al premier Netanyahu di non incontrare i ministri estremisti del suo governo. È la prima volta che un simile atto avviene dichiarato pubblicamente.

Secondo una campagna internazionale per la fine dell’occupazione israeliana, un manifesto (QUI) pubblica le statistiche dell’assassinio di minori palestinesi negli ultimi 21 anni: uno ogni tre giorni. Basta!

Giordania-Israele: l’ambasciatore israeliano ad Amman convocato al ministero degli esteri per protesta 

Il ministero degli esteri giordano ha convocato l’ambasciatore israeliano per esprimere la condanna del gesto provocatorio avvenuto a Gerusalemme est occupata. Le autorità di occupazione israeliane avevano impedito all’ambasciatore giordano a Tel Aviv di pregare nella moschea di Al-Aqsa. La stampa di Amman scrive che l’Apartheid israeliano ammette ai politici israeliani ebrei di invadere scortati le moschee e impedisce ai musulmani di pregare nei loro luoghi di culto. Il governo israeliano ha ridicolmente spiegato il divieto con il mancato preavviso per garantire la sicurezza del diplomatico.




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