venerdì 29 novembre - Attilio Runello

Ottomila sardine a Genova: ma fanno meno notizia

A Genova si riunuscono ottomila sardine. L'ANSA dà la notizia e la correda con un reportage fotografico. Ma le riprese sui giornali non sono da prima pagina.

Si sono riuniti in ottomila. Si tratta di studenti, professionisti, famiglie. Gli slogan si ripetono. L'unico punto di riferimento è la Costituzione. Per altro a Genova non ci sono a breve elezioni. La giunta è di centrodestra. La sinistra ha perso le elezioni dopo che per ben due volte a distanza di qualche anno Genova era finita sommersa dall'acqua.

Marco Revelli, un educatore, è la persona che ha organizzato il flashmob. "No al populismo, al sovranismo, all'odio, al razzismo, no alla discriminazione" - riferisce all'ANSA.

Cantano gli Intillimani, Bella Ciao, ma anche De Andrè e l'Inno di Mameli. Dichiarano di essere contro il fascismo. Tra di loro anche don Paolo Farinella, il prete dell'accoglienza a Genova. Qualcun altro fa riferimento a don Gallo, altro sacerdote dell'accoglienza e per gli ultimi.

La stampa ne parla, ma lo spazio principale in questo momento va al maltempo che ancora imperversa in Liguria, al blocco dell'autostrada, alla sicurezza dei ponti - anche quelli liguri. Salvini e Di Maio occupano le prime pagine con il decreto Salva Stati. Il terremoto in Albania ci commove e la protezione civile italiana è presente per salvare vite.

Se ne parla meno? E' ancora presto per dirlo. Ci sono molte manifestazioni ancora da realizzare in molte città.

Attilio Runello

 

 



1 réactions


  • Sardinando (---.---.---.162) 14 dicembre 18:59

    Le sardine sotto vuoto e i loro 10 (inutili) comandamenti

    Massimiliano Parente

    Era tanto che lo aspettavo, e finalmente le sardine hanno enunciato il loro programma, con punti molto concreti, dall’economia alla salvezza del pianeta. Certo, bisogna saperli leggere, per questo ci sono io, e credetemi, è un decalogo della Madonna. Non la Madonna di Salvini, la Madonna delle sardine, comunque sia una Madonna.Anzitutto "i numeri valgono più della propaganda", per carità, un po’ un’arma a doppio taglio, perché se Salvini prende il trenta per cento e le sardine il tre, pace, contano i numeri. Questa affermazione magari andrebbe leggermente migliorata, ma chi sono io per dirlo? Una sardina? No, e dunque se l’hanno scritto avranno ragione loro, hanno studiato, cavolo.Comunque "è possibile cambiare l’inerzia di una retorica populista. Come? Utilizzando arte, bellezza, creatività e ascolto". Tradotto in pratica: Troppe tasse? Ti vai a vedere un quadro di Raffaello. Disoccupato? Datti al bricolage. Tua suocera non smette di parlarti e la chiuderesti in cantina? Ascoltala.Due punti del decalogo dicono la stessa cosa, ma importantissima. Tanto per cominciare "protagonista è la piazza, non gli organizzatori". Proprio così, la piazza. A differenza delle piazze dell’orrido Salvini, per esempio, che sono organizzate, le piazze delle belle sardine no. Una sardina esce per caso di casa e si ritrova in piazza con altre diecimila sardine, per caso, senza che nessuno gliel’abbia detto. Una figata. Hanno una specie di sesto senso, sono telepatiche.Anche perché "la piazza è parte del mondo reale ed è lì che vogliamo tornare". Basta stare a casa, con Netflix, Amazon che ti porta tutto ciò che vuoi, la Playstation, la televisione, YouTube, YouPorn, il divano, il riscaldamento. Bisogna trasferirsi tutti in piazza, è il mondo reale. Loro sono come Morpheus in Matrix. Quindi usciamo da casa, cioè da Matrix, e mangiamo in piazza, dormiamo in piazza, facciamo i bisogni in piazza, è bellissimo. Io le piazze le ho sempre odiate, di destra o di sinistra che siano, ma le sardine mi hanno fatto riflettere.Anche perché "non siamo soli, ma parte di relazioni umane". Questa è una grande verità, devono avere studiato tantissimo per arrivarci, da Kant a Darwin a Freud ma soprattutto deve esserci lo zampino di Massimo Recalcati. Noi pensavamo di essere soli, invece ci sono le relazioni umane.È da non sottovalutare neppure questo punto: "Siamo vulnerabili e accettiamo la commozione nello spettro delle emozioni possibili, nonché necessarie. Siamo empatici". Minchia. Sono empatici. E accettano la commozione. Si commuovono. Nello spettro delle emozioni possibili, ovviamente. Io non penso possano esserci arrivati da soli, almeno Paolo Crepet li avrà aiutati. Ma come si commuovono le sardine, e soprattutto dove?Ma è ovvio, in piazza, dove se no? "Riconoscere negli occhi degli altri, in una piazza, i propri valori, è un fatto intimo ma rivoluzionario". Io penso che veramente questo movimento rivoluzionario delle sardine spaccherà tutto. Non sto scherzando, sono veramente commosso. Mi viene da piangere, e non sono ancora uscito per andare in piazza, incrociare gli sguardi, sentirmi empatico, portarmi dietro un poster del Beato Angelico, e annullarmi, smettere di essere lo stronzo che sono, smettere di pensare troppo, e diventare anche io una sardina. Tanto prima o poi dovranno pur arrivare i delfini, almeno spero.


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