sabato 13 giugno 2015 - Emilia Urso Anfuso

Onlus: organizzazioni a basso impatto umanitario

Non è un mistero che dalla piccola alla grande Onlus, i settori più attivi e con il maggior numero di operatori siano proprio quelli dedicati alla realizzazione delle varie campagne che servono a pubblicizzare il proprio impegno. Loro non le chiamano “campagne pubblicitarie” bensì “campagne di sensibilizzazione”. In pratica è la stessa cosa.

68 miliardi l’anno. E’ quanto mettono insieme le organizzazioni umanitarie presenti nel nostro paese. Una cifra davvero ragguardevole, specialmente se si pensa che questo denaro deriva esclusivamente da versamenti volontari a cadenza periodica, lasciti testamentari e sms solidali. Bisogna anche considerare che questa cifra spicca ancor di più, se si considerano gli anni di crisi che stiamo subendo.

Il mercato della solidarietà a quanto pare sente poco gli effetti di crisi e recessione. Ma ciò che salta alla mente apprendendo la considerevole cifra messa insieme dalle Onlus nazionali o con sede anche in Italia, è che nonostante si tratti di una cifra davvero ragguardevole, non abbiamo notizia che la fame nel mondo sia stata almeno un poco sconfitta o che alcune malattie radicate nel Terzo Mondo siano state debellate.

Perché? Innanzitutto, malgrado si stia parlando di Organizzazioni no profit, che non creano guadagni ma incamerano somme per scopi umanitari, bisogna considerare le spese di gestione delle varie organizzazioni. Per far si che milioni d’italiani ogni giorno decidano di versare una piccola o grande parte di denaro alla o alle organizzazioni prescelte, è necessario un costante e attento lavoro di Marketing e Comunicazione.

Non è un mistero che dalla piccola alla grande Onlus, i settori più attivi e con il maggior numero di operatori siano proprio quelli dedicati alla realizzazione delle varie campagne che servono a pubblicizzare il proprio impegno. Loro non le chiamano “campagne pubblicitarie” bensì “campagne di sensibilizzazione”. In pratica è la stessa cosa.

Se quando seguiamo la pubblicità in TV la voce fuori campo dicesse: “Vorremmo sensibilizzarti alla scelta di questo deodorante piuttosto che a quest’altro” ecco che sarebbe chiaro come dietro la scelta di certi termini si celi solo la volontà di giungere all’attenzione del maggior numero di utenti affinché si decida di donare a una Onlus piuttosto che un’altra. Esattamente come in qualsiasi pubblicità che ambisce a giungere al maggior numero di potenziali clienti. Ma i termini, si sa, se piazzati bene, rendono parecchio in termini di risultati.

Ecco quindi uno sciorinare di “Campagne di sensibilizzazione” con visetti piangenti, con tanto di mosche appiccicate in faccia a stimolare quella parte di noi che necessita di considerarsi estremamente fortunata e incredibilmente generosa. Come resistere d’altronde, al richiamo della disperazione altrui? E’ anche un modo, spesso, per non pensare alla propria, e per sentirsi meno sfigati di altri sfigati, bambini e adulti e anziani che hanno avuto la sfortuna di nascere nel posto sbagliato al momento sbagliato.

Alla lunga però, anche il cittadino più sensibile o sapientemente sensibilizzato, cede alla stanchezza e si rischia di perdere una fetta della torta miliardaria se i versamenti periodici cessano o gli sms solidali si diradano.

Che fare? La soluzione, unica per tutte le Onlus, è fondare le proprie attività umanitarie non sulla necessità di sviluppo economico, culturale e sanitario, con progetti di realizzazione di quelle infrastrutture necessarie a garantire un sistema che sostenga lo sviluppo delle popolazioni, ma operare sulle emergenze. L’emergenza tira più di un progetto di consolidamento socio economico in paesi dove, la fame fa ancora morire milioni di persone ogni anno.

Un esempio emblematico di quanto appena descritto, è stato sicuramente il terremoto di Haiti del 2010. Un sisma di magnitudo 7.0 con diverse scosse di assestamento, che provocò la morte di 222.517 persone. Una catastrofe dalle proporzioni di un genocidio.

Immediatamente, scattò la corsa alla solidarietà. Sms solidali in primis. Una marea di operatori umanitari delle varie organizzazioni che si appropriavano di una fettina dei territori colpiti dal sisma per farne la base delle operazioni sul campo. Le “missioni”, come vengono chiamate in gergo. Considerate che, nei primi tempi dopo il terremoto, grazie a un’enorme campagna di raccolta fondi tramite i soliti sms solidali, si raggiunsero cifre milionarie. Non è dato sapere l’importo complessivo, dal momento che i canali di approvvigionamento di risorse economiche furono talmente tanti che, come spesso accade in casi del genere, tirare le somme è impossibile.

Si pensi che, la sede italiana della Onlus Medici Senza Frontiere, mise insieme una somma maggiore rispetto alle missioni dedicate al post terremoto di Haiti e, caso unico nel settore delle Onlus, contattarono ogni singolo donatore per chiedere se preferissero che le somme versate in esubero venissero restituite. Sembra che nessuno abbia fatto questa scelta. Ma, almeno, l’Organizzazione fece il gesto che destò non poco clamore.

Attualmente, Haiti appare ancora essere un territorio sfregiato dal sisma. Sporadicamente il funzionario di una qualche Onlus va sul campo in “missione” a far presenza. Torna in patria con un poco di fotografie dei luoghi, si organizzano debriefing per parlare del viaggio appena fatto e poi, tutti al lavoro: in attesa di qualche nuova emergenza per cui creare grandi campagne per “sensibilizzare” la popolazione.

Nel frattempo, milioni di persone ogni giorno, attendono che qualcuno si prenda un incarico. Quello di considerare che la vita, la malattia, la morte, non sono prodotti da reclamizzare o meglio, utili a sensibilizzare frotte di generosi quanto fortunati occidentali con la lacrima facile e il cellulare pronto a inviare solidarietà a basso impatto umanitario.

 

Foto: USS Normandy Provides Aid in Haiti/Flickr




Lasciare un commento



https://middlepassage.dei.uc.pt/https://privacycolab.dei.uc.pt/https://cmd.dei.uc.pt/https://henrique.dei.uc.pt/
https://merdekakreasi.co.id/buku/pkvgames/https://merdekakreasi.co.id/buku/bandarqq/https://merdekakreasi.co.id/buku/dominoqq/https://merdekakreasi.co.id/tentang-kami/
https://simseam.ft.uns.ac.id/https://sipil.ft.uns.ac.id/slot gacorhttps://aku.ac.id/https://jpl.staiku.ac.id/https://jist.publikasiindonesia.id/slot gacorhttps://akperstg.ac.id/https://fisip.uisu.ac.id/https://web.pn-sidrap.go.id/
https://hormon-osteoporosezentrum.de/judi bolahttps://saopaulodeolivenca.am.gov.br/slot gacor