martedì 11 agosto - Doriana Goracci

Nigeria: frammenti italiani

Sono circa le 7 della mattina dell'11 agosto quando apprendo da Radio3 Mondo, che in Nigeria un giovane cantante e un tredicenne sono stati accusati di blasfemia e condannati rispettivamente alla pena di morte per impiccagione e a 10 anni di carcere, loro, che insieme hanno 35 anni.

Cerco di approfondire. Umar Farouq ha 13 anni, vive nei quartieri di Sharada e proprio dalla metropoli di Kano gli arriva la condanna a 10 anni di reclusione per aver fatto "dichiarazioni dispregiative riguardanti l'Onnipotente Allah in una discussione pubblica". 10 anni di carcere con lavori umili per blasfemia, ha detto il funzionario giudiziario, Ibrahim è stato ritenuto colpevole di usare un linguaggio volgare contro Dio durante una discussione con un amico. "Il tribuale ha considerato l'età minore del ragazzo e lo ha condannato a 10 anni di carcere come penitenza e per riformarlo".

Sempre il tribunale della Sharia islamica superiore nella città di Kano ha ordinato anche al 22enne Yahaya Aminu Sharif di morire impiccato per espressioni dispregiative contro il Profeta in una delle sue canzoni: "Il tribunale ha emesso la condanna a morte sancita dalle leggi islamiche sulla base di prove inconfutabili e sull'ammissione di colpevolezza del condannato", ha detto Baba-Jibo Ibrahim, portavoce del ministero della giustizia della regione di Kano. Sharif è stato accusato di aver bestemmiato il Profeta in una canzone che ha condiviso sui social media a marzo, che ha causato rivolte in città. Avevano bruciato la casa della famiglia del cantante ed erano scesi in strada chiedendo la sua incriminazione, portandolo all'arresto. Sharif è un cantante musulmano che appartiene ad un ramo separato dell'ordine Sufi Tijaniyya, le cui convinzioni sono considerate eretiche a causa della loro diversa interpretazione di alcuni principi islamici di base.

La condanna di Yahaya Aminu Sharif è la seconda condanna a morte per blasfemia da quando circa una dozzina di stati nel nord hanno reintrodotto una versione più rigorosa della legge della Sharia all'inizio degli anni 2000, dove i tribunali della Sharia corrono parallelamente al sistema giudiziario statale e federale. La legge della sharia viene applicata in 12 Stati della Nigeria su 36, e può giudicare solo i musulmani. Le punizioni vanno dal linciaggio all'amputazione, all'impiccagione.

Entrambi i condannati hanno un mese di tempo per presentare ricorso contro la sentenza.

#CancelBlasphemyLaws in Nigeria!" Qui puoi firmare la petizione per cancellare la condanna https://tinyurl.com/y4fkm6cy

In ogni caso i tribunali della Sharia nella Nigeria settentrionale a maggioranza musulmana hanno già emesso condanne a morte per adulterio, omicidio e omosessualità, anche se ad oggi non sono state eseguite esecuzioni.

Qui da noi, in Italia, sono arrivate le notizie di come la Nigeria stia affrontando il problema del Covid-19La dottoressa Alash’le Grace Abimiku è forse la virologa più importante che opera nel contesto africano. Direttrice esecutiva di un istituto di virologia in Nigeria, l’Institue of Human virology, la Abimiku, che collabora anche con l’Università del Maryland, è nota pure per le sue ricerche sul virus dell’Hiv. La pandemia da Sars-Cov2 preoccupa l’Africa per almeno due ragioni: l’incidenza su territori continentali dove un contrasto vero e proprio alla diffusione dei contagi sembra molto difficile e la possibilità che il nuovo coronavirus possa viaggiare verso e dall’Africa. L’Europa, insomma, è coinvolta indirettamente. Così come l’Africa può essere interessata dai viaggi degli europei. Se le difficoltà gestionali sono evidenti, i flussi migratori devono essere gestiti anche in quel continente. Il caldo di settembre, poi, potrebbe aggravare la situazione.

Inoltre, a giugno 2020, i governatori nigeriani hanno dichiarato lo stato di emergenza per lo stupro e le violenze contro donne e bambine nel Paese. In una dichiarazione, i 36 governatori hanno condannato fermamente tutte le forme di violenza contro donne e bambine e hanno dichiarato di essere «impegnati a garantire che i trasgressori affrontino il massimo peso della legge». Lo stato d'emergenza segue un picco di casi di violenza di genere nel corso del blocco imposto di recente in alcuni Stati per contenere la diffusione del coronavirus. Il presidente del forum dei governatori, Kayode Fayemi, ha dichiarato di aver chiesto alla polizia nigeriana di fornire un rapporto dettagliato sulle azioni intraprese per rafforzare la risposta alla violenza sessuale e di genere. I governatori si sono anche impegnati a creare un registro degli autori di reati sessuali in ciascuno Stato e ad aumentare i finanziamenti per far fronte al problema. Nelle ultime due settimane ci sono state proteste in tutto il Paese e sui social media, che hanno chiesto giustizia per le vittime di stupro. Il numero di procedimenti giudiziari per sospettati di stupro rimane basso e lo stigma spesso impedisce alle vittime di denunciare le violenze subite. I risultati di una ricerca pubblicata da NOIPolls nel luglio 2019 hanno suggerito che una su tre ragazze in Nigeria potrebbe aver subito almeno una forma di violenza sessuale entro i 25 anni di età."

Un capitolo a parte è quello sulla mafia nigeriana: "La mafia nigeriana è presente in quasi tutti gli stati dell'Europa.L'Italia è il paese in Europa con il maggior numero di richieste d'asilo politico di nigeriani. Tra i nigeriani in Italia si riscontra un gran numero di vittime della tratta, specialmente giovani donne tra i 15 e i 24 anni, provenienti dall'area di Benin City e destinate allo sfruttamento della prostituzione. Malgrado le difficili condizioni in Nigeria (attentati di Boko Haram al nord, violenze inter-religiose e tratta delle schiave al sud) solo il 25% dei nigeriani in Europa riceve asilo e protezione umanitaria. La mafia nigeriana è un'organizzazione criminale di tipo mafioso nata in Nigeria e sviluppatasi anche in Niger, Benin e nel resto del mondo. Formatasi agli inizi degli anni ottanta, in seguito alla crisi del petrolio, risorsa chiave del paese, che portò i gruppi dirigenti a cercare l'appoggio della criminalità per mantenere i loro privilegi. Così protetta, la criminalità organizzata ha potuto svolgere i propri traffici indisturbata o quasi, aiutata oltre che dall'appoggio di una parte del mondo politico del paese anche dallo scarso controllo che lo Stato esercita sul vasto territorio nazionale. È una delle mafie più potenti e pericolose del mondo. A partire dagli anni ottanta la mafia nigeriana si è espansa in molti paesi tra cui l'Italia.

Della Nigeria, in Italia,molti conoscono più o meno indirettamente le giovanissime prostitute: la Nigeria, il più popolato paese africano e prima potenza economica del continente non è però solo il paese dei mille contrasti e del terrorismo di Boko Haram. È anche il paese di inventori come tanti giovani studenti e disoccupati. Invenzioni che hanno attratto l’interesse degli imprenditori e di certe teenager nigeriane: Duro-Aina Adebola, Akindele Abiola, Faleke Oluwatoyin (14 anni) e Bello Eniola (15 anni) che hanno presentato alla fiera delle invenzioni Maker Faire Africa, tenutasi a Lagos ... il primo combustibile per generatori estratto dall’urina.

Inoltre ho trovato che nei primi mesi del 2020, venne portato al MUSON Center di Lagos in Nigeria, "Bintu - The Musical"Lo spettacolo segue una giovane ragazza di nome Bintu, i cui sogni di andare all'università vengono drasticamente interrotti quando gli insorti colpiscono. Bintu e le sue amiche trovano rifugio in un campo per sfollati interni (IDP), dove ricevono assistenza umanitaria. Mentre è nel campo, Bintu inizia lentamente a ricostruire la sua vita. Scritto e diretto da Agozie Ugwu, un drammaturgo nigeriano che insegna arti dello spettacolo presso l'Università del Nilo della Nigeria ad Abuja, lo spettacolo utilizza potenti canzoni, danze e spettacoli poetici per rappresentare le lotte delle persone, la loro volontà di sopravvivere e l'assistenza umanitaria vitale che ricevono.“Questo lavoro va oltre una rappresentazione teatrale. È un appello all'azione da parte dell'umanità per aiutare l'umanità ”, ha detto Ugwu, la cui Mosaic Theatre Production ha sviluppato lo spettacolo con il WFP.

Questi sono i miei frammenti italiani, trovati in Nigeria, spero siano trattati con delicatezza e umanità.

Doriana Goracci

https://www.wfp.org/news/bintu-musical-brings-crises-nigerias-northeast-stage

https://www.ilmessaggero.it/mind_the_gap/nigeria_stupri_violenze_stato_di_emergenza-5283881.htmlhttp://italia.reteluna.it/it/nigeria-terra-di-giovani-inventori-PdNc.html

https://www.theguardian.com/world/2020/may/01/fears-for-nigerian-humanist-held-for-blasphemy-in-sharia-law-state

 


 

 




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