venerdì 5 giugno - Attilio Runello

Navi militari all’Egitto? Governo diviso

Si è in attesa della decisione del Governo se vendere o meno delle navi militari all'Egitto. Le navi sono fregate prodotte da Fincantieri per la nostra Marina. Con l'Egitto esiste la possibilità di una vendita per diversi miliardi di navi e aerei. Le perplessità di parte del governo sono da attribuire ad esponenti antimilitaristi e alla scarsa collaborazione dell'Egitto sul caso Regeni.

Nel consiglio dei ministri del 3 giugno dovrebbe essere stato all’ordine del giorno la eventuale vendita di due navi militari Fremm prodotte da Fincantieri in Italia allo stato egiziano.

Si ritiene che le posizioni antimilitariste di parte del Movimento 5 Stelle e il considerare l’Egitto il paese che non collabora sul caso Regeni possa far decidere il governo per un rifiuto. A causa del caso Regeni anche esponenti del PD e LEU hanno manifestato perplessità.

Fabio Massimo Castaldo vicepresidente del Parlamento europeo ed esponente del Movimento 5 Stelle ha detto: "Penso sia necessario mandare un chiaro segnale: export di armi da bloccare, veramente e immediatamente ".

Inoltre, qualora la Marina rinunciasse alle due navi occorrerebbero un paio di anni er averne delle altre simili. L’Egitto negli ultimi anni sta investendo molto per rinnovare le proprie forze armate in particolare nell’ambito della Marina e dell’aeronautica. Ogni anno riceve dagli Stati Uniti con cui è alleato un miliardo e mezzo di dollari da spendere per la fornitura di armi da aziende americane. Si è poi di recente rivolto alla Germania per l’acquisto di sommergibili S-43, consegnati ai primi di maggio.

Dalla Francia ha acquistato due portaelicotteri da assalto tipo Mistral, e la fregata Aquitaine. In cooperazione con i francesi ha prodotto nei propri cantieri la corvetta Luxor e ha firmato un contratto con la Germania per l’acquisto di fregate del tipo Meko200. Risulta evidente la strategia dell’Egitto. La scelta di differenziare gli acquirenti in modo tale da non rimanere all’asciutto in caso di blocco delle forniture.

All’Italia sta chiedendo con una certa pressione la fornitura di navi fregate multiruolo che sono in fase di ultimazione, e che dovrebbero essere consegnate alla nostra Marina, che però potrebbe aspettare, in considerazione del fatto che l’Egitto è interessato ad altre quattro navi, venti pattugliatori e ventiquattro aerei. In altre parole commesse miliardarie per le nostre aziende Fincantieri e Leonardo.

A questo bisogna aggiungere che l'Egitto grazie a Eni è diventato un esportatore di gas e che nell'area orientale del Mediterraneo è in corso una competizione per l'accaparramento di fonti energetiche con alleanze e impegno militare.

Foto: Fabius1975/Wikipedia




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