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“Nascosti in Piena Vista”: minori migranti con le famiglie in Italia. Il Report di Save the Children - AgoraVox Italia
martedì 7 luglio - Pressenza - International Press Agency

“Nascosti in Piena Vista”: minori migranti con le famiglie in Italia. Il Report di Save the Children

Nel 2025 si stima che circa 2.000 minori siano arrivati in Italia insieme alla propria famiglia. Si tratta però di una stima, perché questi bambini e bambine non sono ancora ufficialmente tracciabili nella prima accoglienza.

di Giovanni Caprio

(Foto di https://www.facebook.com/savethechi...)

E’ quanto si sottolinea nell’ultima edizione di “Nascosti in Piena Vista” di Save the Children, con la quale si cerca di dare visibilità a una realtà ancora poco conosciuta: quella dei bambini, delle bambine e degli adolescenti che migrano in Italia insieme alle proprie famiglie. Ogni storia di migrazione coinvolge persone, famiglie e minori con bisogni, diritti e fragilità diverse. Eppure, proprio questi bambini e bambine restano troppo spesso fuori dallo sguardo delle istituzioni e del dibattito pubblico. I pochi dati disponibili, pur frammentari, raccontano una presenza diffusa lungo tutte le principali rotte migratorie. Sono famiglie che arrivano nel nostro Paese, lo attraversano o vi fanno ritorno dopo essere state respinte o dopo aver lasciato altri Paesi europei.

Percorsi differenti che hanno un elemento comune: il confronto con un sistema di tutela che raramente riconosce la specificità della loro condizione. Un sistema che rischia di essere ulteriormente compromesso dall’attuazione del Patto Europeo sulla Migrazione e l’Asilo, il cui decreto-legge di attuazione è attualmente all’esame del Parlamento. La vulnerabilità dei bambini e delle bambine che migrano con le proprie famiglie non può essere considerata un effetto collaterale delle migrazioni, né una questione marginale. Deve essere riconosciuta e posta al centro delle politiche di accoglienza e dell’attuazione del Patto Europeo sulla Migrazione e l’Asilo. Sebbene questa realtà sia ancora poco analizzata, emerge con forza nei territori, dove istituzioni, amministrazioni e organizzazioni cercano di rispondere ai bisogni delle famiglie in assenza di un quadro normativo e operativo adeguato.

Come si diceva, uno degli elementi più significativi che emerge dal rapporto riguarda la difficoltà di conoscere quanti siano realmente i bambini e le bambine che migrano con le proprie famiglie. Nella prima accoglienza, infatti, i minorenni ospitati con i propri genitori non sono ancora ufficialmente tracciabili, rendendo difficile avere un quadro completo del fenomeno. È nella seconda accoglienza che i dati iniziano a restituire una dimensione più chiara della loro presenza. Nel 2025 erano infatti 10.334 i minorenni accolti insieme alla propria famiglia nella rete SAI, pari al 69,7% dei 14.829 minorenni complessivamente presenti nel sistema. Questi dati confermano che i nuclei familiari rappresentano una componente strutturale delle migrazioni verso l’Italia e non un fenomeno occasionale o residuale.

Save the Children ha realizzato una ricerca sul campo tra giugno 2025 e aprile 2026 nei territori di OulxVentimigliaTriesteAgrigentoMilanoRoma e Torino, luoghi che rappresentano punti di arrivo, transito e destinazione dei percorsi migratori. Sono state integrate analisi quantitative e qualitative attraverso 48 interviste a famiglie e 20 interviste a stakeholder, raccogliendo le esperienze dirette di chi vive quotidianamente il sistema di accoglienza e di chi opera al suo interno. Da questa ricerca emerge un quadro di rischio per i bambini e le bambine, caratterizzato da un forte divario tra i diritti formalmente garantiti e la loro effettiva tutelaL’accesso all’istruzione, alla salute, alla protezione e ai servizi continua infatti a dipendere da procedure amministrative complesse e carenze strutturali, lasciando molti minori “nascosti in piena vista”. Anche la capacità di tutelare l’unità familiare, di garantire un inserimento tempestivo in strutture adeguate, di accompagnare le procedure di protezione internazionale e di intercettare le diverse vulnerabilità dei nuclei familiari continua a presentare criticità significative.

Uno degli elementi più evidenti emersi dalla ricerca riguarda il sistema della prima accoglienza. Oggi molte famiglie vengono ospitate nei Centri di Accoglienza Straordinaria (CAS), nei CARA o in altri centri nati come risposta alle emergenze migratorie. Strutture progettate principalmente per accogliere adulti soli e che, ancora oggi, non riescono a rispondere adeguatamente ai bisogni educativi, relazionali e psicologici dei bambini. L’accoglienza diffusa, che permetterebbe alle famiglie di vivere in contesti più adeguati e di costruire percorsi di autonomia, continua invece a rappresentare una parte minoritaria del sistema.

L’analisi di Save the Children evidenzia una limitata disponibilità di posti nella rete ordinaria di seconda accoglienza (SAI) e una forte dipendenza dal modello emergenziale. Di conseguenza, strutture nate per ospitare le persone solo per brevi periodi finiscono spesso per accogliere le famiglie per mesi o addirittura anni. Le lunghe attese determinate dalla lentezza delle procedure amministrative e dagli ostacoli burocratici trasformano così quella che dovrebbe essere una soluzione temporanea in una permanenza prolungata, con conseguenze importanti sulla qualità della vita dei bambini. Le testimonianze raccolte raccontano una quotidianità fatta di sovraffollamento, mancanza di privacy, isolamento e difficoltà ad accedere a servizi adeguati.

Qui per scaricare il Rapporto.




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