Nasce a Mantova la Sonnabend Collection Mantova: un nuovo museo internazionale nel cuore del Rinascimento
Il 29 novembre 2025 apre a Mantova, negli spazi restaurati del Palazzo della Ragione in Piazza Erbe, la Sonnabend Collection Mantova, un nuovo museo di arte contemporanea che porta nella città rinascimentale una delle raccolte più significative del XX secolo.
Con 94 opere provenienti dalla straordinaria collezione costruita da Ileana Sonnabend — gallerista e figura chiave della storia dell’arte internazionale — il museo si presenta come un ponte tra America ed Europa, un racconto visivo che attraversa mezzo secolo di linguaggi artistici, dal Neo-Dada alla Pop Art, dal Minimalismo all’Arte Povera, dalla fotografia concettuale al Neo-Espressionismo tedesco, fino alla stagione postmoderna del Neo-Geo.
La collezione nasce dall’intuizione e dalla sensibilità di Ileana Sonnabend, che insieme al marito Michael e al figlio adottivo Antonio Homem ha saputo sostenere e promuovere artisti allora rivoluzionari, spesso prima ancora che il mercato o la critica ne riconoscessero l’importanza. Jasper Johns, con le sue bandiere e mappe che trasformano oggetti quotidiani in icone concettuali, e Robert Rauschenberg, con i suoi combine paintings che fondono pittura e realtà, rappresentano il punto di svolta tra l’Espressionismo Astratto e un nuovo linguaggio ibrido. Accanto a loro emergono le figure centrali della Pop Art: James Rosenquist con i suoi collage monumentali di pubblicità e culture visive, Roy Lichtenstein che porta la grafica dei fumetti alla scala del quadro, e naturalmente Andy Warhol, capace di trasformare celebrities e prodotti commerciali in reliquie moderne attraverso la ripetizione seriale del gesto serigrafico. La lungimiranza di Sonnabend nel promuovere questi artisti mostra la sua straordinaria capacità di leggere i cambiamenti dell’immaginario collettivo.
Il percorso museale prosegue con il Minimalismo e il Concettuale. Sol LeWitt, con i suoi wall drawings basati su istruzioni, afferma che l’idea precede l’opera; Robert Morris esplora il peso e la gravità del materiale; Bruce Nauman utilizza corpo, linguaggio e suono per ridefinire lo spazio della scultura. L’Arte Povera italiana — rappresentata da Jannis Kounellis, Gilberto Zorio, Mario Merz, Giovanni Anselmo, Pier Paolo Calzolari e Giulio Paolini — testimonia la capacità di Ileana Sonnabend di guardare oltre i confini nazionali, cogliendo l’energia sperimentale del movimento italiano che ha rivoluzionato il rapporto tra oggetto, materia e spazio, intrecciando fisicità, poetica e trasformazione.
La fotografia occupa un ruolo centrale, soprattutto grazie all’eredità della Scuola di Düsseldorf: Bernd e Hilla Becher con i loro cataloghi tipologici dedicati ad architetture industriali, Candida Höfer con gli interni silenziosi che indagano la memoria sociale degli spazi, Elger Esser e Lawrence Beck con i loro paesaggi sospesi tra pittura e fotografia. La transizione verso gli anni Ottanta e Novanta è segnata da Anselm Kiefer, Jörg Immendorff e A.R. Penck, artisti che affrontano la storia, la memoria e la politica attraverso immagini potenti e stratificate. Nella fase finale del percorso emerge la stagione Neo-Geo con Jeff Koons, Haim Steinbach e Ashley Bickerton, che rielaborano la cultura del consumo e il linguaggio Pop in chiave analitica, lucida e ironica: Koons monumentalizza il kitsch, Steinbach eleva gli oggetti quotidiani a feticci formali, Bickerton gioca con superfici e identità in un equilibrio tra Pop e Minimalismo.
In occasione dell’apertura, il museo dedica inoltre un focus ai celebri Screen Tests di Andy Warhol, ritratti filmati in bianco e nero realizzati tra il 1963 e il 1966, nei quali personaggi famosi e sconosciuti vengono immortalati in lunghi primi piani immobili, trasformati in icone sospese nel tempo. Questi film, selezionati dalla Sonnabend Collection Foundation in collaborazione con la Andy Warhol Foundation e il Warhol Museum, restituiscono l’essenza della Factory e della sua indagine sul volto umano come superficie psicologica.
La nascita della Sonnabend Collection Mantova è il risultato della collaborazione tra il Comune di Mantova, la Sonnabend Collection Foundation e Marsilio Arte, ed è stata riconosciuta dai protagonisti istituzionali come un passaggio storico per la città. In un luogo che custodisce le tracce del Rinascimento e del Medioevo, il nuovo museo apre uno spazio per il contemporaneo, offrendo un dialogo tra epoche e linguaggi che raramente si incontrano in modo così naturale. Mantova entra così nel circuito internazionale dell’arte contemporanea con un progetto che non soltanto valorizza il suo patrimonio storico, ma arricchisce la città con un museo destinato a diventare una tappa imprescindibile per studiosi, appassionati e visitatori da tutto il mondo.
