Napoli, bambini tra calcinacci e filo spinato all’uscita di scuola
Sotto gli occhi degli uffici della Terza Municipalità, un muro crolla dopo due settimane di segnalazioni ignorate. Ora il marciapiede è sbarrato: mamme e bambini costretti in mezzo alla careggiata, tra reti fatiscenti e punte arrugginite.

NAPOLI – C’è un muro che parla a Salita San Raffaele, ma le istituzioni sembrano diventate sorde. Parla di un degrado annunciato, di una PEC inviata e rimasta nel vuoto per quindici giorni, e di una "messa in sicurezza" che, paradossalmente, è diventata più pericolosa del crollo stesso.
Siamo nella parte bassa della strada, a pochi passi da via Santa Teresa degli Scalzi. Qui, dove ogni mattina centinaia di bambini vengono accompagnati al nido, alla materna e alle elementari dei vicini plessi scolastici - IC Fava Gioia e della Scuola dell'infanzia Luigi Lezzi - la sicurezza è diventata un optional. Il muro in questione non è uno qualunque: è la parete adiacente l’ingresso degli uffici della Terza Municipalità. Eppure, proprio chi dovrebbe vigilare sul territorio sembra aver girato lo sguardo dall'altra parte.
Cronaca di un crollo annunciato
Lo scorso 23 gennaio era partita una segnalazione formale. Una PEC che descriveva nitidamente il distacco dell’intonaco e il rischio imminente. Risultato? Il silenzio. Le intemperie hanno fatto il resto: l’intonaco ha ceduto. Solo allora si è visto un intervento, ma definirlo tale è un insulto al buon senso. Gli operai hanno "spicconato" la parte pericolante, lasciando però i calcinacci sul selciato.
Il paradosso della recinzione: mamme in strada e filo spinato
Da oltre due settimane, il passaggio pedonale è sbarrato da una rete di plastica arancione. In una strada già stretta e congestionata come Salita San Raffaele, questo significa una sola cosa: i bambini e le mamme sono costretti a camminare nella carreggiata, sfiorati da auto e scooter in transito.
Ma il dettaglio che trasforma l’inefficienza in scandalo è un altro: in diversi punti della recinzione è comparso del filo spinato arrugginito. Un’insidia mortale posizionata proprio ad altezza bambino, lì dove la folla dell’orario scolastico preme per passare. Com’è possibile che un’area recintata dalle autorità possa presentare un simile pericolo?

L’immobilismo istituzionale sotto casa
Il paradosso è totale: i funzionari comunali e municipali entrano ed escono ogni giorno dal portone accanto a questo scempio. Vedono i calcinacci, vedono la rete che invade la strada, vedono le mamme rischiare l’investimento. Eppure nulla si muove.
"Siamo stati noi a segnalare, abbiamo scritto, abbiamo avvertito che lì sotto passano i nostri figli – spiegano i residenti - Hanno aspettato che cadesse. E ora che è caduto, hanno creato un recinto che è peggio del muro rotto. È un insulto alla nostra dignità e alla sicurezza dei piccoli".
Un appello che non può restare inascoltato
La documentazione fotografica parla chiaro: le immagini mostrano una Napoli abbandonata al "si vedrà", dove la burocrazia pesa più della vita dei cittadini. Chiediamo al Comune di Napoli e alla Terza Municipalità: quanto tempo ancora devono restare quei calcinacci in strada? Chi risponderà se un bambino dovesse ferirsi con quel filo spinato o se un’auto dovesse colpire un pedone costretto in carreggiata?
