lunedì 3 maggio - Antonietta Chiodo

Milena Rampoldi, quello scomodo editore controcorrente

Prima di pubblicare un libro con una qualsiasi casa editrice l’autore sarebbe bene si domandasse quanto sia etico il contratto che si troverà a firmare. Purtroppo è noto che il popolo italiano non sia propenso alla lettura e la nostra cultura ha oramai raggiunto un livello sempre più basso nella società media che ci rappresenta.

 Milena Rampoldi da molti anni lotta per salvaguardare il diritto d’autore, infatti il suo sogno di donna di elevata cultura, studiosa, traduttrice multilingue, editore e madre è sempre stato di dare voce non solo a personaggi noti ma anche ai così detti “ultimi”. Infatti i collegamenti professionali dei progetti di Promosaik Interculturel hanno dato voce in questi ultimi decenni alla possibilità di intrecciare culture differenti spaziando da quella africana e occidentale e creando innanzitutto progetti per bambini.

Quando hai iniziato e perché ad occuparti di editoria?
Da quando ero piccola, amo leggere. Amo i libri. E mi piace circondarmi di libri in senso fisico, libri da toccare, infatti ho ancora le mie difficoltà con i libri in formato digitale che stanno conquistando il mercato del libro. Per sottolineare l’importanza del libro in senso fisico la nostra iniziativa editoriale multiculturale di ProMosaik LAPH collabora con un rivenditore di libri usati in Germania, Be-Si-Shop ad Osterburg. Crediamo profondamente nella diversità e ci piace sottolinearla. Infatti, il nostro messaggio centrale di LAPH che è l’abbreviazione di Literature, Art, Philosophy and History e fa risuonare la parola “love” che esprime la nostra passione per i libri, sottolinea questo aspetto del diverso:
Il nostro essere giovani, vecchi, neri, bianchi, disabili o sani, ci racconta della nostra meravigliosa diversità e inclusione – l’incarnazione vivente dello stare insieme per condividere la gioia di imparare qualcosa gli uni dagli altri attraverso i cambiamenti sociali che abbiamo raggiunto con il trascorrere del tempo.
Il nostro messaggio di base è un messaggio profondamente egalitario, antirazzista e all’insegna della giustizia, dell’inclusione delle catene deboli della società e del rapporto autentico tra gli esseri umani. Il tutto è guidato e sostenuto da un’utopia, ovvero quella di un mondo migliore, pacifico e più rispettoso della diversità che prima di tutto dobbiamo riconoscere in noi stessi prima di convivere con la diversità dell’altro.

Cosa pensi delle case editrici in generale?
Penso che il concetto della casa editrice sia superato ed obsoleto, soprattutto per via dell’ideologia neoliberale e del capitalismo esasperato e superficiale in cui viviamo. Credo che più che parlare di casa editrice in senso capitalistico si dovrebbero creare delle iniziative editoriali dal basso che sostengono la pari opportunità degli autori e delle idee. Partiamo da un concetto profondamente socialista e cooperativo. Crediamo che i diritti d’autore non debbano appartenere a nessuno se non all’autore. L’autore non deve pagare per poter pubblicare il suo libro. La pubblicazione è gratuita. Se un libro ci piace e abbiamo la forza di affrontare questo impegno lo traduciamo in un’altra lingua. Ovviamente questo approccio ha dei limiti estremi, visto che si basa sul volontariato, sull’impegno nel tempo libero e sul sostegno di colleghi che la pensano come noi e di alcuni sostenitori che la vedono esattamente come la vediamo noi.


Ovviamente, a volte ci viene posta la domanda: Perché lo fate? E la nostra risposta è sempre la stessa: Facciamo questo lavoro perché ci piace farlo, perché vorremmo cambiare qualcosa nel nostro piccolo, far conoscere tematiche ed autori, perché vorremmo creare ponti tra culture e religioni diverse. Lo facciamo perché ci piacciono le lingue, traduciamo con passione e vorremmo produrre dei contenuti alternativi che diano da pensare, senza rimaner intrappolati nella superficialità e nell’esteriorità.

Qual è il trucco per un autore per riuscire a sfondare?
Io non credo nei trucchi, ma solo nell’impegno, nel duro lavoro, nel talento e nello sforzo. Credo però nell’importanza dello scambio e del networking con altri autori e con altre iniziative editoriali che come la nostra crescono dal basso come, ad esempio, l’iniziativa Glocal che metteremo in moto in collaborazione con il portale di Tlaxcala. Glocal è l’abbreviazione di “globale-locale” e lavora come un cantiere internazionale di partner interessati alla cultura, alla politica e alla ricerca della verità celata dietro la facciata della storiografia e del giornalismo ufficiali. E soprattutto credo nella modestia che rende un autore un autore di valore. Mi oppongo infatti ad ogni tipo di idealizzazione dell’autore.

Secondo te la crisi economica ha toccato anche l’editoria?
La crisi economica ha dimostrato che abbiamo bisogno di una rifondazione dell’editoria sulla base di un modello socialista e cooperativo che si opponga al capitalismo dei grandi gruppi che controllano l’editoria e appiattiscono i suoi contenuti escludendo le vie innovative e gli approcci alternativi e critici.

Quali sono ad oggi i progetti più importanti di ProMosaik?
Da una parte ci occupiamo di poesia con ProMosaik ART, ProMosaik Poetry e con il progetto Distances ideato dal poeta Marco Marengo. Traduciamo poesia sfidando l’ipotesi della sua intraducibilità perché crediamo nel linguaggio universale dell’anima. Dall’altra ci interessiamo di femminismo, politica e storia. Crediamo in un mondo egalitario e giusto. E per questo critichiamo il mondo in cui viviamo. Ci opponiamo agli atteggiamenti razzisti e fascisti credendo nella famiglia umana. Ci opponiamo a qualsiasi atteggiamento discriminatorio contro gruppi religiosi ed etnici e proponiamo una filosofia del dialogo e della conoscenza dell’altro nel rispetto della sua diversità. E sosteniamo il diritto dei bambini ai libri gratuiti con il nostro progetto ProMosaik Children. Siamo a favore di una lotta femminista multiculturale. Nella nostra filiale venezuelana, diretta da Abby Garcia, ci occupiamo della pubblicazione di autori latinoamericani. Le altre due aree geografiche di cui ci occupiamo sono l’Africa e il mondo musulmano. Sosteniamo che è fondamentale seguire un approccio profondamente anticolonialista, anti-imperialista e pacifista.

Potete scrivere a info@promosaik.com per inviarci i vostri manoscritti

Foto di Free-Photos da Pixabay 




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