lunedì 12 gennaio - Foti Rodrigo

Milazzo (ME) - Lopresti e Cuciti: "Serve trasparenza con accesso agli atti e verifiche ordinate sul lavoro marittimo"

Il marittimo Sergio Lopresti rende noto di aver trasmesso, nelle ultime settimane, una serie di PEC indirizzate a INPS, INAIL, Ispettorato Territoriale del Lavoro di Messina, Capitaneria di Porto e Ministeri competenti, contenenti formali richieste di accesso agli atti e segnalazioni incrociate relative a una vicenda lavorativa, che si protrae da anni.

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L’iniziativa non riguarda solo la reiterazione di segnalazioni già presentate nel tempo; ma introduce un elemento nuovo: un invio simultaneo a più enti, la richiesta che tutti visionino gli stessi documenti, la sollecitazione a una verifica incrociata delle rispettive competenze, l’obiettivo di evitare ulteriori frammentazioni, silenzi o archiviazioni prive di motivazione. Negli anni, appunto, Lopresti aveva già presentato esposti, istanze formali e richieste di accesso agli atti. Molte di queste non hanno ricevuto risposte puntuali; altre risultano archiviate senza che fosse consentito al lavoratore di visionare gli atti istruttori, generando un prolungato stato di incertezza giuridica, amministrativa e personale. Tra i profili oggetto delle ultime PEC figurano: l’inquadramento contributivo e assicurativo del personale navigante; la verifica della copertura assicurativa obbligatoria; il richiamo, nei contratti di arruolamento, ad accordi collettivi non identificati; la richiesta di accesso a un verbale ispettivo INPS del 2016, non reperibile; la gestione di malattia, lavoro notturno e sospensioni, con possibili riflessi contributivi e assicurativi. Parallelamente, Lopresti è coinvolto in un procedimento penale per diffamazione proprio in relazione alle segnalazioni rivolte alle istituzioni, un elemento aprente interrogativi sul delicato equilibrio tra diritto di segnalazione, tutela del lavoratore ed esposizione giudiziaria di chi chiede verifiche. “Ho chiesto che tutti gli enti guardino gli stessi documenti e rispondano nel merito. Non cerco scorciatoie né giudizi anticipati; ma trasparenza, accesso agli atti e verifiche complete. Dopo anni, credo sia un diritto non solo mio, ma di chiunque lavori nel rispetto delle regole”: dichiara Lopresti. Sulla stessa linea si colloca la vicenda del marittimo Ivano Cuciti, che ha inviato numerose PEC agli enti competenti senza ottenere risposte esaustive sul proprio inquadramento previdenziale. La ditta risulta inadempiente a due sentenze del giudice del lavoro, in primo grado e in appello, che disponevano la reintegra del lavoratore nonché il pagamento dell’indennità risarcitoria prevista.

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Nonostante ciò, la società ha presentato ricorso in Cassazione. Il 4 settembre 2025, dopo aver formalizzato una reintegra al Centro per l’Impiego di Milazzo, la stessa azienda ha comunicato la cessazione del rapporto di lavoro dopo soli 15 minuti, senza alcuna firma del lavoratore, come confermato dal libretto di navigazione. Ad oggi, l’indennità prevista dalle sentenze non risulta corrisposta. Le segnalazioni di Lopresti e Cuciti non rappresentano episodi isolati; ma evidenziano una criticità strutturale, che merita attenzione mediatica e istituzionale. La questione assume rilievo pubblico, perché incide direttamente sulla sicurezza del lavoro marittimo, sull’efficacia della vigilanza amministrativa, sulla trasparenza delle procedure di arruolamento. In particolare, l’assenza dell’indicazione del CCNL nelle convenzioni d’arruolamento stipulate davanti alla Capitaneria di Porto costituisce un’anomalia giuridicamente rilevante, incompatibile con i principi di legalità e tutela del lavoratore. Lopresti e Cuciti auspicano che le recenti richieste di accesso agli atti e le segnalazioni incrociate possano finalmente consentire una valutazione completa e coordinata dei fatti, nell’interesse della legalità e della tutela del lavoro marittimo.

Foti Rodrigo




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