Milazzo (ME) - Il Comune ordina lo sgombero: 37 gatti a rischio trasferimento forzato
Scoppia il caso della colonia felina ospitata nell’ex scuola elementare di Baronello: con l’Ordinanza Sindacale n. 10 dell’11 febbraio 2026 il Comune ha imposto lo sgombero dei locali entro tre giorni, motivando il provvedimento con un presunto “pericolo per la pubblica e privata incolumità”, decisione, che ha immediatamente sollevato la protesta dell’associazione “Amici degli Animali Barcellona P.G. – Sez. Milazzo o.d.v.”, che gestisce la colonia composta da 37 gatti.
Secondo il sodalizio, il trasferimento forzato sarebbe non solo materialmente impossibile; ma anche contrario alla normativa nazionale e regionale, che tutela le colonie feline e ne vieta l’allontanamento dall’habitat, salvo comprovate ragioni sanitarie o di sicurezza. Il Comune aveva indicato come destinazione alternativa la nuova struttura di via Sardegna, in località Fiumarella; tuttavia secondo i volontari l’immobile non sarebbe ancora idoneo ad accogliere gli animali. Durante la consegna dei locali, avvenuta il 4 ottobre, e nei sopralluoghi successivi, era stato assicurato che sarebbero stati completati gli interventi necessari per rendere la struttura conforme alle normative. “Nulla di tutto ciò è stato fatto”: denuncia l’associazione. Tra le criticità segnalate si registrano allagamenti nei box, già occupati da sei cani trasferiti, nonostante i lavori in corso; l’esposizione alle intemperie, poiché l’area esterna destinata ai gatti è priva di coperture adeguate; il sovraffollamento, essendo gli spazi disponibili non in grado di ospitare oltre 50 gatti senza comprometterne il benessere; l’assenza di isolamento sanitario, perché mancano aree per quarantena e separazione di soggetti FIV/FeLV. “Trasferire gli animali in queste condizioni significherebbe esporli a sofferenze evitabili e a rischi sanitari gravi”, afferma l’associazione.
L’avvocata Floriana Pisani, legale dell’organizzazione, parla di “plurimi profili di illegittimità amministrativa". “L’ordinanza contingibile e urgente – spiega – può essere adottata solo in presenza di un pericolo attuale, concreto e documentato. Nel caso di specie non risulta alcun pericolo imminente che giustifichi uno sgombero in tre giorni, termine incompatibile con la gestione di esseri viventi e non di beni mobili”. La legale ricorda inoltre che i gatti delle colonie feline appartengono al patrimonio indisponibile dello Stato; la loro gestione è competenza del Comune, in collaborazione con ASP e associazioni; imporre ai volontari di trovare una nuova struttura è contrario alla legge. L’associazione ha chiesto il riesame e la revoca in autotutela dell’ordinanza, senza ricevere risposta. Lo spostamento coatto di una colonia felina, in assenza di condizioni idonee, potrebbe configurare anche responsabilità penali. Se dagli atti derivasse una sofferenza evitabile agli animali, si potrebbe ipotizzare la violazione dell’art. 544-ter del Codice Penale, relativo al maltrattamento.
L’associazione “Amici degli Animali” ribadisce la propria disponibilità al confronto istituzionale e chiede al Comune di sospendere lo sgombero fino alla certificazione dell’idoneità della nuova struttura da parte dell’ASP veterinaria. “Il nostro obiettivo è tutelare gli animali e far rispettare la legge. Un provvedimento affrettato rischia di danneggiare non solo i gatti, ma anche l’immagine e le casse dell’Ente”, conclude la presidente Milicia.
Foti Rodrigo



