Michela Marzano: riflessione sull’etica e la vita quotidiana
“Etica oggi” di Michela Marzano è un saggio che offre un’ampia panoramica della complessità della vita umana (2011).
"Essere realisti, che utopia!" (Bernard Groethuysen)
"Il cinismo è l’arte di vedere le cose come sono, non come dovrebbero essere." (Oscar Wilde)
Però, a mio parere, la Marzano commette il classico errore di generalizzare un pregiudizio femminile, quando descrive l’utilizzazione dell’immagine del nudo femminile o la pornografia come una forma di sfruttamento delle donne, senza considerare il fatto che esiste una minoranza di donne che preferisce i piaceri dei soldi e le libertà sessuali ai vincoli delle relazioni di coppia tradizionali. Anzi, da un certo punto di vista molte donne riescono a sfruttare le debolezze sessuali maschili per fare la bella vita e in molti casi riescono a farsi mantenere fino alla morte come da molti politici italiani. Inoltre, non tutti possono investire tempo e soldi in cultura (o nascere intelligenti), e i belli, i poveri e gli stupidi devono avere la libertà di guadagnarsi da vivere come meglio credono (senza arrecare danno agli altri). Si diventa prostitute e si diventa minatori perchè non si trovano alternative mgiliori (per vivere o sopravvivere). Io non farei mai il minatore.
In ogni caso Michela Marzano sembra inseguire l’etica che esce dalla sua vecchia dimensione localistica e religiosa per andare incontro alla nascente etica internazionale più laica. Comunque la filosofia morale dovrebbe essere più sperimentale e dovrebbe utilizzare più spesso i grandi poteri dell’immaginazione umana. Bisognerebbe sempre prendere esempio da Einstein e dal suo approccio estremamente creativo nella ricerca scientifica. Invece oggigiorno la scienza produce troppe branche iperspecialistiche, “compartimentazioni disciplinari, chiusure e ignoranze che impediscono di vedere i problemi globali” e di capire le cose (Edgar Morin, La mia sinistra, 2011).
D’altra parte il rischio che corre ogni studioso e soprattutto ogni filosofo è quello di fare la fine di Marx, che “dopo aver pescato a larghe mani nei suoi predecessori e nei suoi rivali, non esitò, pur di imporre il suo deciso superamento, ad ingigantire le antitesi, a raddoppiare in violenza polemica, affinché in un deserto colmo solo di macerie, meglio sovrastasse in tutto il suo splendore il suo scientifico edificio” piuttosto settario (Carlo Rosselli, Socialismo liberale).
E siccome la maggior parte degli esseri umani reagisce in modo conformista, una buona parte si crede anticonformista e solo una minoranza delle persone sa riflettere e sa quello che fa, in definitiva l’etica della vita quotidiana consiste nel rispettare le libertà degli altri e “adoperarsi per ben pensare è il principio della morale” (Pascal), poiché “in tutti noi sonnecchia un gran potenziale di buona volontà che è atomizzata, intimidita, intrappolata, paralizzata e disorientata, come se non sapesse su cosa basarsi, per che cosa manifestarsi e come assumere se stessa” (Vaclav Havel).
In ultima analisi non serve un’etica normativa, ma bisogna di volta in volta adottare un’etica sartoriale e creativa, in quanto l’umanità è differenziata in molte culture, subculture, famiglie e individui con diversi cervelli, esigenze, problemi e situazioni di vita. I concetti di “buono e cattivo” sono simili a “destro e sinistro” e dipendono dal punto di vista individuale (George Santayana, filosofo spagnolo naturalizzato americano e teorico del realismo critico, The Winds of Doctrine, 1912; per reperire i suoi scritti: qui e qui, Internet Encyclopedia of Philosophy). Perciò chi vuole fare il “buono” limitando l’autodeterminazione degli altri è semplicemente un “cattivo” che sta sublimando e trasformando la sua aggressività in attività o burocrazia sadica.
Non esiste un’etica uniforme, ma esistono visioni etiche multiformi in base alle culture e al genere di sottoculture in cui si vive. Proviamo a pensare alle svariate regole sociali e culturali da rispettare. In alcuni paesi europei non esiste il reato di atti osceni in luogo pubblico, poiché si considera che nessuno è obbligato a guardare due persone che fanno sesso. Mentre in altri paesi è vietato baciarsi o addirittura esporre i simboli di una religione diversa da quella di stato. E in circa l’80 per cento delle culture è ammessa la poligamia, ma in molti paesi occidentali la bigamia è ancora considerata un reato a causa dell’originaria e pervasiva etica religiosa.
